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Prevenzione del tumore al seno

Il tumore al seno è il tumore più frequente nel sesso femminile in tutte le fasce d’età: ogni anno in Italia vengono diagnosticati 53.500 nuovi casi.

Tra i fattori di rischio annoveriamo l’età (il rischio aumenta progressivamente fino alla menopausa e dai 60 anni in su), le terapie ormonali (TOS in menopausa e pillola contraccettiva), alcuni fattori riproduttivi (prima gravidanza dopo i 30 anni, menarca precoce e menopausa tardiva), la radioterapia del torace, fattori genetici e fumo. 

La prevenzione è fondamentale: individuare precocemente il tumore aumenta la possibilità di curarlo in modo definitivo.

La prevenzione a partire dai 20 anni: autopalpazione del seno

Davanti allo specchio, in un ambiente ben illuminato, con le braccia distese lungo i fianchi e poi con le braccia alzate si osserva se vi sono cambiamenti nelle dimensioni, nella forma e nella simmetria dei seni. Poi si esegue l’autopalpazione vera e propria sotto la doccia o stendendosi sulla schiena con un cuscino sotto le spalle. Si appoggia la mano destra sul seno sinistro e si eseguono piccoli movimenti circolari in senso orario. L’operazione va quindi ripetuta sul seno sinistro. Si palpa anche la zona delle ascelle. Ciò permette di scoprire eventuali piccoli noduli, indurimenti o ispessimenti. Infine, si stringono i capezzoli tra le dita per rilevare possibili fuoriuscite di liquido (siero o sangue).

A partire dai 20 anni questo esame dovrebbe essere effettuato una volta al mese, tra il settimo e il quattordicesimo giorno del ciclo (quando il seno è meno dolente e turgido); in gravidanza o in menopausa, invece, il momento in cui eseguirlo è indifferente. 

Se nel corso dell’autoesame dovessero emergere un nodulo, un infossamento o una secrezione, è importante rivolgersi al medico per approfondire. 

La prevenzione a partire dai 40 anni: visita senologica

Il senologo dapprima raccoglie informazioni utili a un’eventuale diagnosi: presenza di casi di tumore al seno in famiglia, età di comparsa del primo ciclo mestruale e della menopausa, gravidanze, alimentazione, terapie ormonali. Procede poi con l’esame clinico (osservazione e palpazione). E’ fortemente consigliata una visita annuale dopo i 40 anni.

La prevenzione a partire dai 50 anni: mammografia

E’ un esame diagnostico di screening anche offerto dal Servizio Sanitario Nazionale ogni 2 anni alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni (in alcune Regioni coinvolge una fascia di età più ampia, compresa tra i 45 e i 74 anni). Si tratta di un esame radiologico della mammella che permette di identificare i noduli, anche di piccole dimensioni, non percepibili al tatto.
In caso di positività o di immagini dubbie si procede con ulteriori accertamenti diagnostici (seconda mammografia, ecografia, visita clinica ed eventualmente biopsia) prima di confermare la diagnosi.

La mammografia non è raccomandata tra i 20 e i 40 anni perché la struttura troppo densa del tessuto mammario in questa fascia di età renderebbe poco chiari i risultati. 

Stile di vita

Anche uno stile di vita salutare contribuisce a ridurre il rischio di tumore al seno. Di seguito alcuni consigli utili.

– Mantenere un’alimentazione sana ed equilibrata

– Svolgere attività fisica moderata (camminata, bici) per almeno 30 minuti al giorno e per almeno cinque giorni alla settimana.

– Evitare il fumo attivo e passivo: il fumo aumenta il rischio di tumore e può anche influenzare la risposta alla terapia.

– Evitare il consumo eccessivo di alcol: le donne che consumano due bevande alcoliche (una bevanda è da intendersi come lattina di birra o bicchiere di vino o bicchierino di superalcolico) al giorno hanno un rischio di sviluppare il tumore al seno del 20% più alto rispetto a quelle che non consumano alcol. 

Test genetici

Tra i fattori di rischio di questo tumore vi è la familiarità/ereditarietà. Sono principalmente le mutazioni a carico dei geni BRCA1 e BRCA2 che predispongono al tumore al seno. Chi ha una madre o una sorella con tale patologia corre un rischio maggiore di svilupparla nel corso della vita rispetto a chi non ha casi in famiglia. Sono stati messi a punto dei test genetici in grado di stimare il rischio di contrarre il tumore: la presenza di una mutazione non indica che con certezza si contrarrà la malattia ma piuttosto che si è a maggiore rischio di svilupparlo rispetto a chi non ha la mutazione. In base al risultato del test, si potranno programmare controlli più frequenti che permetteranno di individuare precocemente un eventuale tumore. 

Trend attuale

Si sta osservando un aumento di incidenza dei casi di tumore al seno (+0,9%/anno) ma anche la diminuzione della mortalità (-0,8%/anno), attribuibile sicuramente, oltre che ai progressi terapeutici, alla diffusione dei programmi di diagnosi precoce. Tuttavia le statistiche evidenziano che solo il 59% delle donne in Italia si sottopone con regolarità alle visite di screening per via di una scarsa considerazione per la propria salute o per l’errata convinzione di ritenere superflui gli esami clinici quando ci si reputa in buona salute.

Nel tumore alla mammella la difesa è il miglior attacco. Ricorda: fare prevenzione può salvarti la vita. 

Fonti:

www.fondazioneveronesi.it

www.airc.it

http://www.salute.gov.it/portale/salute/ 

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Dott.ssa Giulia Parise

Farmacista di professione, ma con una profonda passione per la divulgazione scientifica.

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