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Psiche

La trappola della non accettazione emotiva

La trappola della non accettazione emotiva

In questo articolo recente pubblicato su Psychology Today, l’autrice evidenzia i risultati di uno studio pubblicato nel 2020 da Bailen et al. su Emotion. I ricercatori hanno affrontato il tema della “non accettazione delle emozioni” soprattutto quelle che categorizziamo come negative, spiacevoli quali rabbia, tristezza, vergogna o stati d’ansia. Inoltre, la
DOPO LA DIAGNOSI DI DISTURBO SPECIFICO DELL’APPRENDIMENTO (DSA)-parte 3

DOPO LA DIAGNOSI DI DISTURBO SPECIFICO DELL’APPRENDIMENTO (DSA)-parte 3

 DOPO LA DIAGNOSI DI DSA- parte 3   Negli articoli precedenti è stato definito il Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) (parte 1) e l’iter di valutazione (parte 2) per giungere o per escludere una diagnosi. Sono state descritte le figure professionali coinvolte in quella che, date le linee guida della Consensus Conference del 2007, deve essere&hel
IL DISTURBO SPECIFICO DELL’APPRENDIMENTO (DSA)-parte 2

IL DISTURBO SPECIFICO DELL’APPRENDIMENTO (DSA)-parte 2

Nell’articolo precedente è stato presentato il disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) citandone i criteri diagnostici del DSM-5, chiarendo che la durata del disturbo è permanente quindi per tutto il ciclo di vita in assenza di disturbi del linguaggio, di disabilità intellettiva e di qualsiasi disturbo della sfera neurologica.  In questa parte approfondi
CONOSCERE MEGLIO IL DISTURBO SPECIFICO DELL’APPRENDIMENTO (DSA)

CONOSCERE MEGLIO IL DISTURBO SPECIFICO DELL’APPRENDIMENTO (DSA)

I  Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) si riferiscono ad “un gruppo eterogeneo  di disturbi manifestati da significative difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di abilità di ascolto, espressione orale, lettura, ragionamento e matematica, presumibilmente dovuti a disfunzioni del sistema nervoso centrale”. Più comunemente, il termine DSA viene associa
La mindfulness: possibile efficacia sulla prevenzione e riduzione dei sintomi di stress e ansia nel periodo pandemico.

La mindfulness: possibile efficacia sulla prevenzione e riduzione dei sintomi di stress e ansia nel periodo pandemico.

La mindfulness è una pratica meditativa attribuita principalmente alla popolazione orientale. Da alcuni decenni si è diffusa nella società occidentale a scopo terapeutico. Il termine Mindfulness indica la consapevolezza del momento presente. Alla base di ciascuna delle diverse tecniche di meditazione c’è una “semplice” (ma non di immediata facilità) pr
SOFFRIRE DI EMICRANIA

SOFFRIRE DI EMICRANIA

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), oltre un miliardo di persone soffre di emicrania, classificandola come la terza patologia più comune a livello internazionale. L’International Headache Society classifica l’emicrania tra le cefalee primarie di cui fanno parte anche la cefalea tensiva e a grappolo. L’emicrania si presenta con attacchi rico
Psicoterapia e Trattamento farmacologico: un connubio efficace?

Psicoterapia e Trattamento farmacologico: un connubio efficace?

Associare la psicoterapia ad un trattamento farmacologico rappresenta un intervento efficace in differenti patologie. Il connubio tra i due trattamenti continua ad essere esplorato da circa 20 anni, con risultati promettenti che ne mostrano l’efficacia per un ampio spettro di disturbi. Alcuni di questi studi hanno indagato l’impatto di vari approcci ps
COME DISTINGUERE LA DEPRESSIONE POST PARTUM DALLA MATERNITY BLUES?

COME DISTINGUERE LA DEPRESSIONE POST PARTUM DALLA MATERNITY BLUES?

Che cos’è la depressone post partum? La depressione post partum (DPP) è un disturbo che colpisce, con diversi livelli di gravità, le neomamme ed esordisce generalmente tra la 6ª e la 12ª settimana dopo la nascita del figlio. La neo-mamma si sente triste senza motivo, irritabile, tendente a crisi di pianto e senso di inadeguatezza.  Si…
Le nuove tecnologie nella riabilitazione cognitiva dell’anziano

Le nuove tecnologie nella riabilitazione cognitiva dell’anziano

Invecchiare è “fisiologico”, il come si invecchia invece dipende da una complessa rete di fattori di rischio che, appunto, ci predispongono ad un probabile invecchiamento sano o patologico. Se le patologie vascolari permangono al primo posto come propriamente afferenti all’età senile, i dati epidemiologici ci suggeriscono che la demenza nel 2050 raggiungerà
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