fbpx

Protezioni solari: come scegliere ? 

Che la nostra destinazione abbia come protagonista il mare, la montagna, il parco o il balcone di casa, poco importa. In queste e altre circostanze, l’incontro con il sole sarà piacevolmente inevitabile. Farsi trovare pronti con una buona protezione solare è di basilare importanza per proteggere la nostra pelle.

Qui di seguito troveremo qualche indicazione che ci aiuti a capire meglio come “funzionano” le creme solari per orientarci verso una scelta consapevole della protezione più adatta ad ognuno di noi. 

Sole e Abbronzatura

Si parta dal presupposto che l’esposizione al sole ha alcuni effetti positivi sulla nostra salute, uno su tutti il noto sviluppo della vitamina D, utile per la salute delle ossa, muscoli e sistema immunitario. Per la sua produzione fisiologica sono sufficienti pochi minuti di esposizione al giorno, contrariamente a quanto sostiene la falsa credenza secondo la quale sarebbero necessarie diverse ore sotto il sole per farne una “scorta” ottimale. Per molti quest’ultima circostanza potrebbe tornare utile all’acquisizione della tanto desiderata abbronzatura, eppure non dimentichiamo che la sovraesposizione ai raggi solari è tra i fattori di rischio più importanti nell’insorgenza dei tumori cutanei e del melanoma nonché, nel breve termine, causa della comparsa di eritemi e spiacevoli scottature. 

L’abbronzatura, infatti, altro non è che un meccanismo di difesa della nostra pelle in risposta all’insulto dei raggi ultravioletti (UV). Il cambiamento di colore è dovuto proprio all’aumentato rilascio del pigmento melanina da parte dei melanociti, cellule specializzate dell’epidermide. Mediante questo meccanismo, la pelle tenta di “auto-proteggersi” dai danni immediati (come le scottature) e ritardati nel tempo (come il foto-invecchiamento e cancerogenesi), entrambi effetti nocivi dei raggi UV.

I raggi ultravioletti: UVA e UVB

A seconda della loro lunghezza d’onda, i raggi UV possono essere distinti in UVA, UVB, UVC. Questi ultimi sono respinti dallo strato di ozono; gli UVA (320- 400 nm), invece, rappresentano la quota più consistente di raggi UV nonché la più subdola poiché essi sono in grado di penetrare negli strati profondi della pelle, determinando invecchiamento dei tessuti e danneggiamento del DNA, condizioni che aumentano il rischio di sviluppare tumori. I raggi UVB (290- 320 nm) sono filtrati maggiormente dall’ozono e tendono a fermarsi negli strati più superficiali della pelle, motivo per cui sono i principali responsabili delle scottature. 

Dati questi presupposti, risulta inevitabile prendere in considerazione la scelta di una crema contenente un adeguato fattore di protezione solare.

SPF: Fattore di Protezione Solare

Generalmente i filtri solari contenuti nelle creme sono classificati in filtri organici (es. oxybenzone) e filtri inorganici (es. biossido di titanio, ossido di zinco): i primi agiscono assorbendo e trasformando i raggi UV, i secondi tendono principalmente a riflettere i raggi UV. Aldilà di questa classificazione, entrambi assolvono allo scopo univoco di proteggerci e ci conducono ad osservare il vero elemento di interesse: l’SPF. 

L’acronimo SPF sta per Sun Protection Factor (fattore di protezione solare) ed è quel numero che, semplificando, indica la capacità dei filtri solari di proteggerci dalle radiazioni UVB. Esso viene calcolato sperimentalmente mediante test in vivo eseguiti sulla pelle della schiena di umani volontari: il valore di SPF sarà dato dal rapporto tra la dose minima di raggi UV necessaria a produrre un eritema sulla pelle protetta dalla crema (da testare) e la dose minima di UV di riferimento che provoca eritema sulla pelle nuda.

Le raccomandazioni della Commissione Europea prevedono la seguente gamma di fattori di protezione solare:

  • SPF 6 – 10 = “protezione bassa”;
  • SPF 15 – 20 – 25 = “protezione media”;
  • SPF 30 – 50 = “protezione alta”;
  • SPF 50+ = “protezione molto alta”. 

Anche se all’aumentare del valore di SPF diminuiscono gli UVB che “oltrepassano” il filtro, non si registra una differenza sostanziale tra i valori di SPF più elevati: se applicati correttamente, un SPF 15 scherma il 93% dei raggi UVB, un SPF 30 circa il 97% mentre un SPF 50 blocca circa il 98% di radiazioni. Gran parte dei dermatologi raccomanda l’applicazione di un solare con SPF di almeno 30 e la scelta è ulteriormente correlata alla propria appartenenza ad un determinato fototipo.

Fototipi

In base alle nostre caratteristiche somatiche come il colore della pelle, degli occhi, dei capelli o dalla capacità o meno di abbronzarsi/scottarsi, i dermatologi hanno identificato 6 fototipi:

  • Fototipo 1: capelli biondi/rossi, occhi chiari, carnagione molto chiara con efelidi, estremamente sensibile al sole, soggetta a facili scottature, non si abbronza mai; per questo il fattore di protezione indicato è l’SPF 50+.
  • Fototipo 2: capelli biondi/castano chiaro, con carnagione chiara, si scotta con facilità e si abbronza con difficoltà; è indicato l’uso di una “protezione alta”.
  • Fototipo 3: capelli castani, occhi chiari o marroni, può scottarsi ma anche abbronzarsi dopo qualche settimana di esposizione al sole.
  • Fototipo 4: capelli castano scuro, occhi scuri e carnagione olivastra, si abbronza abbastanza facilmente dopo una sola settimana di esposizione al sole.
  • Fototipo 5: capelli neri, occhi scuri, carnagione bruna-olivastra, tende ad abbronzarsi intensamente in pochi giorni.
  • Fototipo 6: capelli neri, occhi neri, carnagione nera non soggetta a scottature. 

Ne emerge, chiaramente, che i fototipi più bassi sono maggiormente esposti al rischio di scottature ripetute nel tempo; ciò però non esonera i fototipi più alti dall’usare la protezione solare. Finora, parlando di SPF, ci si è riferiti esclusivamente ai raggi UVB: questo valore, infatti, non ci dice nulla sugli UVA, responsabili dei danni meno visibili. A tal proposito è importante scegliere un prodotto solare completo che riporti in etichetta non solo il valore di SPF ma anche un bollino rotondo con la scritta UVA al centro. Questo, per la legge europea, equivale a garantire la presenza di un filtro antiUVA pari ad almeno un terzo del fattore di protezione solare indicato.

Come e quante volte si applicano le creme solari?

Una volta scelta la protezione solare più idonea al proprio fototipo e la formulazione (in crema, olio, latte, spray, gel ecc.) più adatta alla propria tipologia di pelle (normale, secca, grassa ecc.), si pone il problema di applicarne una quantità generosa e omogenea su tutto il corpo. In particolare, è fondamentale applicarla 20-30 minuti prima di esporsi al sole (evitando le ore più calde della giornata) e ripetere l’applicazione ogni 2 ore e dopo ogni bagno (anche se sull’etichetta dovesse essere riportata la dicitura “waterproof”o “water resistant”). La dose consigliata è di 2 mg/cm2, equivalente a 30 grammi di crema per tutto il corpo: una quantità pari ad un “bicchierino da shot” e tendenzialmente di molto superiore rispetto a quella che siamo erroneamente abituati ad applicare. Dopotutto, una applicazione abbondante, oltre che essere utile alla nostra salute, ci libererebbe anche dalla possibilità di “conservare” i solari dell’anno precedente (consultare sempre la data di scadenza e il PAO = Period After Opening, che indica il periodo minimo di conservazione del prodotto aperto).

Vivere serenamente ogni incontro con il sole, si può: basta non dimenticare mai di prendersi cura della propria pelle.

Scopri il tuo fototipo qui: http://www.salute.gov.it/portale/lamiapelle/pageTestFototipo.jsp?lingua=italiano

FONTI:

http://www.salute.gov.it/portale/lamiapelle/pageInternaPelle.jsp?id=2

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_normativa_874_allegato.pdf

https://www.myskin.it/blog/crema-solare-come-scegliere

Beatrice Mautino, Il trucco c’è e si vede

4.5 2 votes
Article Rating
Dott.ssa Anna Flavia Carli

Farmacista di professione, ma con una profonda passione per la divulgazione scientifica.

Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments