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COVID-19: CONFRONTIAMO I VACCINI AD OGGI DISPONIBILI (Parte 1)

Il 2 Dicembre 2020, il Ministro della Salute Roberto Speranza ha presentato al Parlamento le Linee Guida del Piano Strategico per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/Covid19 elaborato dal Ministero della Salute in collaborazione con Commissario Straordinario per l’Emergenza, Istituto Superiore di Sanità, Agenas e AIFA.

Il Piano nazionale di vaccinazione per il Covid19 è partito il 27 dicembre 2020 e si articolerà in 4 fasi:

  • Nella FASE 1 (già avviata) rientrano gli operatori sanitari sia pubblici che privati accreditati, residenti e personale dei presidi residenziali per gli anziani, e persone di età avanzata (over 80). La fase 1 si estenderà da Gennaio a Marzo 2021
  • Nella FASE 2 saranno vaccinate le persone con comorbilità grave (coesistenza di più patologie diverse in uno stesso individuo), personale scolastico ad alta priorità, le forze armate e di polizia e gli over 60. La Fase 2 inizierà una volta terminata la prima e probabilmente durerà fino a Giugno 2021
  • Nella FASE 3 sarà il turno dei lavoratori dei servizi essenziali, carceri e luoghi di comunità, persone con comorbilità moderata, personale scolastico rimanente. Questa fase dovrebbe durare fino a Settembre 2021
  • Nella FASE 4 verrà vaccinata tutta la popolazione rimasta esclusa nelle prime fasi. La campagna vaccinale arriverà al suo termine in autunno (da Ottobre a Dicembre 2021)

 

Ad oggi, sono 3 i vaccini anti-Covid-19 ad aver ottenuto l’approvazione da parte dell’AIFA per la somministrazione in Italia: i due vaccini ad m-RNA prodotti da Pfizer- BioNtech e Moderna e il vaccino a vettore virale prodotto da AstraZeneca insieme all’Università di Oxford.

Andiamo a scoprirli in dettaglio

 

Vaccino Pfizer-BioNtech

Il 21 Dicembre 2020 la Commissione Europea approva il primo vaccino anti-Covid-19 ed il 22 Dicembre 2020 l’AIFA ne autorizza l’immissione in commercio.

Il vaccino mRNA BNT162b2 (Comirnaty) è basato sulla tecnologia a RNA messaggero (mRNA) e prevede l’inoculazione della sequenza genetica con le istruzioni per produrre l’antigene, piuttosto che inoculare direttamente l’antigene verso il quale si vuole indurre una risposta immunitaria.

L’antigene prodotto viene quindi espresso nelle cellule del soggetto vaccinato. Il vaccino Comirnaty contiene quindi l’Rna messaggero che codifica la proteina spike di SARS-Cov-2, una proteina utilizzata per entrare nelle cellule e replicarsi.

Il vaccino si conserva 6 mesi ad una temperatura compresa tra i -90 ℃ e i -60 ℃;  si presenta in un flaconcino multi dose che deve essere diluito prima dell’uso, e una volta diluito deve essere utilizzato entro 6 ore ad una temperatura compresa tra i 2 e 30 gradi.

Può essere somministrato a soggetti di età pari o superiore ai 16 anni per via intramuscolare in due dosi a circa 21 giorni di distanza l’uno dall’altro.

La durata della protezione offerta dal vaccino non è ancora nota; sono in corso studi clinici volti a stabilirla. Inoltre, come avviene nella maggior parte degli altri vaccini, la vaccinazione con Comirnaty potrebbe non proteggere tutti coloro che lo ricevono. I soggetti potrebbero non essere del tutto protetti dopo 7 giorni dalla seconda dose del vaccino. I soggetti che hanno ricevuto le due dosi di vaccino devono continuare ad adottare le misure di prevenzione note (distanziamento, igiene delle mani, dispositivi di protezione individuale).

Dagli studi eseguiti è emerso che l’efficacia del vaccino Comirnaty nel prevenire l’infezione è del 95%.

Tra gli effetti collaterali maggiormente riscontrati ricordiamo:

  • Dolore lieve o moderato al sito di iniezione
  • Stanchezza e mal di testa
  • Febbre alta
  • Nausea e dolori addominali

Tutta le reazioni appena descritte  tendono  a passare nell’arco delle 24/48 ore successive all’inoculazione.

 

Vaccino Moderna

 Il 7 Gennaio 2021, l’Agenzia Italiana Del Farmaco ha autorizzato in Italia il vaccino sviluppato da Moderna per la prevenzione del Covid-19 nelle persone di età pari o superiore ai 18 anni.

Analogamente al Comirnaty sviluppato da Pfizer/ BioNtech, il vaccino mRNA 1273 di Moderna si basa su tecnologia a RNA messaggero; come precedentemente accennato, l’mRNA codifica per la proteina spike del virus SARS- Cov-2.

La somministrazione del vaccino mRNA 1273 prevede due dosi da iniettare per via intramuscolare a distanza di 28 giorni l’una dall’altra.

Il vaccino deve essere conservato a -25/ -15 gradi fino a un massimo di 7 mesi, ma è possibile conservarlo per un massimo di 30 giorni nei luoghi destinati alla somministrazione ad una temperatura compresa tra 2 e 8 gradi.

Non è necessaria alcuna diluizione prima dell’inoculazione e da una fiala multi dose si possono ricavare 10 dosi di vaccino pronte all’utilizzo che devono essere conservate tra i 2 e i 25 gradi per un massimo di 6 ore.

Il vaccino mRNA 1273 di Moderna ha dimostrato un’efficacia pari al 94,1% nel prevenire l’infezione sintomatica da SARS-Cov-2, in linea con l’efficacia del Comirnaty di Pfizer/BioNtech.

Gli effetti indesiderati più comuni sono molto simili a quelli riscontrati con il vaccino Pfizer/BioNtech; ricordiamo: dolore al sito di iniezione, mal di testa, febbre, nausea e dolori addominali, mialgia, atralgia, indolenzimento e ingrossamento dei linfonodi ascellari.

Anche in questo caso, le reazioni sono più forti a seguito della seconda dose, ma tendono a scomparire entro 24/48 ore dall’inoculazione.

 

Vaccino AstraZeneca

 Il 29 Gennaio 2021 l’Agenzia Europea del Farmaco ha approvato l’immissione in commercio del terzo vaccino contro il virus Covid 19, sviluppato da Università di Oxford e AstraZeneca.

Rispetto ai precedenti (Pzifer/BioNtech e Moderna), il vaccino sviluppato da  AstraZeneca è un vettore virale che utilizza una versione modificata dell’adenovirus, non più in grado di replicarsi, come vettore per fornire le istruzioni per sintetizzare la proteina spike di SARS-Cov-2.

Una volta prodotta, la proteina può stimolare una risposta immunitaria specifica sia anticorpale che cellulare.

Rispetto agli altri due vaccini a mRNA, quest’ultimo non richiede temperature eccessivamente basse per la conservazione e il trasporto.

Il vaccino prevede due somministrazioni intramuscolo a distanza di circa dieci settimane una dall’altra.

Sono ancora in corso studi clinici per dimostrare sia l’efficacia totale del vaccino (che al momento varia dal 62 all’82%) sia la durata della protezione ottenuta con il vaccino. Gli effetti collaterali sono simili a quelli riscontrati con i vaccini a mRNA, ma rispetto ai precedenti è emersa una maggiore incidenza di reazioni già a partire dalla prima somministrazione; anche in questo caso le reazioni avverse tendono a sparire nell’arco delle 24/48 ore dalla somministrazione.

 

In considerazione dei tre diversi vaccini disponibili e in attesa di acquisire ulteriori dati, la Commissione tecnico scientifica dell’AIFA ha suggerito un utilizzo preferenziale dei vaccini a mRNA (Pfizer/ BioNtech e Moderna)  nei soggetti anziani e/o a più alto rischio di sviluppare una reazione avversa al vaccino grave, e del vaccino AstraZeneca nei soggetti con età compresa tra i 18 e i 55 anni, fascia per la quale le evidenze scientifiche disponibili sono più solide.

Con la circolare del 22 Febbraio 2021, il Ministero della Salute, in seguito al parere del Comitato tecnico scientifico dell’AIFA e alle precisazioni del Consiglio Superiore di Sanità, ha esteso la possibilità di utilizzo del vaccino AstraZeneca fino a 65 anni di età, a eccezione dei soggetti estremamente vulnerabili. L’indicazione del vaccino nella fascia compresa tra i 18 e 65 anni è rafforzata da nuove evidenze scientifiche che riportano stime di efficacia maggiori rispetto alle precedenti.

 

FONTI:

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Dott.ssa Ornella Annicchiarico

Farmacista di professione, ma con una profonda passione per la divulgazione scientifica.

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