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Pidocchi: come riconoscerli e trattarli

Almeno un bambino su tre prende i pidocchi ogni anno a scuola. I pidocchi non volano ma si trasmettono solo per contatto diretto e possono colpire chiunque, indipendentemente dall’età e dal grado di igiene. 

L’infestazione è, spesso, inizialmente asintomatica, ma dopo tre-quattro settimane si manifestano intenso prurito, arrossamento del cuoio capelluto con possibile formazione di rigonfiamenti e croste. Questa reazione è provocata dal contatto della pelle con la saliva e con le feci dei pidocchi.

Come si riconoscono i pidocchi e le uova (=lendini)?

Le uova possono essere chiare o scure e misurano all’incirca 1 millimetro. Si individuano alla base del capello, nei primissimi centimetri. E’ meglio effettuare il controllo di giorno, con la luce naturale, davanti a una finestra perché la luce elettrica potrebbe rendere le uova trasparenti. È bene munirsi di una lente d’ingrandimento, di un pettine a denti finissimi e di un foglio di carta bianca. In presenza di pidocchi, questi cadranno sul foglio dopo aver passato il pettine fra i capelli. Le uova del pidocchio possono essere confuse con forfora, ma mentre la forfora cade facilmente scuotendo i capelli, le lendini rimangono saldamente incollate.

Trattamenti

Rimozione manuale con pettine

Il primo approccio dovrebbe consistere nella rimozione manuale e quotidiana di pidocchi e lendini utilizzando un pettine a maglie molto fini, dopo aver lavato i capelli con un normale shampoo e abbondante balsamo. Si dividono i capelli bagnati in piccole ciocche e si passa il pettine dalla base del capello fino alla punta con un unico gesto continuo. Si esegue lo stesso movimento in senso contrario, per eliminare eventuali uova residue. Poi si pulisce il pettine con un fazzolettino di carta dopo ogni passata. Si consiglia di asciugare i capelli con il phon caldo, perché il parassita è sensibile al calore. 

Prodotti anti-pidocchi a base di insetticidi chimici (es. Milice, MOM)

Contengono sostanze tossiche per i pidocchi:

  • Piretro
  • Permetrina naturale
  • Malathion: è sconsigliato l’uso di prodotti che lo contengono nei bambini al di sotto dei 6 anni. Di solito questi prodotti vengono scelti solo se altri trattamenti non hanno dato beneficio.

L’uso è da evitare in gravidanza e durante l’allattamento.

Siccome talvolta le lendini sopravvivono al primo trattamento è indispensabile applicare una seconda volta il prodotto a distanza di 7-10 giorni dalla prima.

Sarebbero da preferire gel e lozioni rispetto agli shampoo che restano poco tempo a contatto con la cute e il cui principio attivo viene diluito dall’acqua. Si consiglia poi di maneggiare con cautela i prodotti in polvere, siccome possono essere inalati e risultare tossici.

Le istruzioni d’uso sui prodotti vanno seguite scrupolosamente, sia nei tempi che nei modi: molti insuccessi sono dovuti proprio ad un errato utilizzo dei preparati.

In Italia la maggior parte dei prodotti antipediculosi sono commercializzati come parafarmaci o farmaci da banco, quindi senza obbligo di prescrizione.

I prodotti ad azione soffocante

Dal 2006 è disponibile in Italia un prodotto a base di dimeticone 4% (Hedrin) che forma una pellicola attorno al pidocchio, immobilizzandolo e soffocandolo. La soluzione si applica sui capelli asciutti e deve asciugare spontaneamente (senza phon). Va risciacquata accuratamente dopo almeno 8 ore di posa. Il trattamento va ripetuto dopo sette giorni. L’inconveniente maggiore è la lunghissima durata di posa. Si potrebbe però trattare il bambino la sera, metterlo a letto con la testa avvolta in un foulard e poi lavare i capelli al risveglio.

Prodotti naturali a base di oli essenziali (Paranix)

Alcuni oli essenziali (timo, lavanda, olio di neem, tea tree oil, origano, anice, noce di cocco) possono soffocare i pidocchi o hanno un odore sgradevole; molti di questi oli entrano già nella composizione di shampoo e schiume per capelli. Altra alternativa è quella di passare qualche goccia di olio sui capelli o aggiungerne alcune gocce al normale shampoo.

Un altro rimedio molto utilizzato è l’aceto. Già in passato era abitudine immergere un pettine a denti stretti nell’aceto caldo per poi passarlo tra i capelli per staccare i pidocchi e le lendini: l’acidità scioglie la sostanza vischiosa che tiene attaccati i pidocchi al capello.

Oltre ai trattamenti si dovrebbero seguire alcuni accorgimenti:

  • chiudere peluche, tappeti e giocattoli in tessuto in un sacco per un paio di giorni
  • lavare abiti e lenzuola a 60°C con un detersivo normale (non serve l’igienizzante): le uova non sopportano temperature superiori ai 55 °C per oltre cinque minuti.
  • controllare tutti i membri della famiglia ed avvisare immediatamente le persone con cui è a contatto il bambino e la classe per limitare il contagio.
  • non condividere spazzole e accessori per capelli, biancheria da letto, asciugamani o indumenti con qualcuno che ha i pidocchi.

Prevenzione: come fare?

Se il bambino non ha i pidocchi non serve fare trattamenti preventivi, anzi sono controproducenti perché potrebbero indurre resistenza in vista di un futuro trattamento. L’unico vero strumento di prevenzione è l’ispezione del cuoio capelluto almeno una volta alla settimana, soprattutto nelle zone più a rischio (dietro le orecchie, sulla nuca e sulle tempie). 

Fonti:

Istituto superiore di sanità “Pediculosi, informazioni generali

Ministero della Salute “Pidocchi… non perdere la testa!” 6 settembre 2013

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Dott.ssa Giulia Parise
Dott.ssa Giulia Parise

Farmacista di professione, ma con una profonda passione per la divulgazione scientifica.

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