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Disturbi digestivi: approccio comportamentale e terapeutico

In questo periodo particolare può capitare che, trovandosi forzatamente in casa, si tenda a mangiare un po’ più del solito, oppure si esageri con alcuni cibi non proprio leggeri e salutari. Per alleviare i fastidi derivanti dalla cattiva digestione, dal gonfiore addominale, dal bruciore allo stomaco o dal reflusso acido spesso si tende a ricorrere subito a una pastiglia. In realtà assumere farmaci non sempre è necessario: spesso è sufficiente modificare le nostre abitudini.

Se i sintomi insorgono dopo un pasto particolarmente ricco, non c’è da preoccuparsi più di tanto. Se invece sono frequenti, bisogna capire quali sono i motivi scatenanti. A volte alcuni farmaci ne sono la causa; è il caso degli antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene (Moment®, Nurofen®, Buscofen®), il diclofenac (Voltaren®, Dicloreum®), il naprossene (Momendol®, Synflex®), il ketoprofene (Oki®) o l’acido acetilsalicilico (Aspirina®), oppure di alcuni farmaci usati per trattare l’osteoporosi (bifosfonati) o l’ipertensione (come gli ACE inibitori). A volte invece disturbi come il reflusso gastroesofageo possono insorgere durante la gravidanza, per poi risolversi al suo termine. Oppure a volte può essere presente un’infezione da Helicobacter pylori che può provocare dispepsia o ulcera peptica nei casi più severi. Si ricorda inoltre che talvolta dietro a un disturbo digestivo si nascondono situazioni di ansia e stress che possono venire somatizzate e ripercuotersi a livello dello stomaco o dell’intestino.

 

APPROCCIO COMPORTAMENTALE

  • Evitare pasti troppo abbondanti, soprattutto di sera,
  • Non coricarsi subito dopo aver mangiato, specialmente se il pasto è stato sostanzioso,
  • Evitare certi cibi e bevande, soprattutto se si tende a soffrire di bruciori di stomaco e disturbi digestivi. Attenzione a cibi piccanti o grassi (fritture, condimenti esagerati…), alcol, caffè, cioccolato, pomodoro, agrumi, menta,
  • Smettere di fumare,
  • Praticare attività fisica e cercare di dimagrire se si è in sovrappeso,
  • Qualora possibile, non assumere farmaci potenzialmente gastrolesivi,
  • Se si soffre di reflusso, per ostacolare il ritorno acido dallo stomaco all’esofago, si consiglia di sistemare il cuscino o inclinare leggermente il materasso in modo da dormire con la parte superiore del corpo in posizione più elevata rispetto alla parte inferiore.

 

RIMEDI FARMACOLOGICI DA BANCO E FITOTERAPICI

  • Antiacidi: agiscono neutralizzando l’acidità gastrica e sono da usarsi all’occorrenza per non più di qualche giorno di seguito, dopo i pasti, per un sollievo veloce dal bruciore di stomaco. I più comuni sono quelli a base di idrossido di magnesio e alluminio, bicarbonato di sodio, citrato di sodio, carbonato di calcio. Possono avere effetto lassativo (quelli a base di magnesio) o costipante (quelli a base di alluminio) e quelli contenenti sodio sono controindicati in pazienti che soffrono di ipertensione. Si consiglia di assumerli lontano da eventuali altri farmaci che si stanno prendendo per evitare dannose interazioni. Esempi reperibili in commercio sono: Maalox®, Gaviscon®, Citrosodina® e Biochetasi®.
  • Alginati: formano una matrice gelatinosa di acido alginico (pH quasi neutro) che si posiziona sulla superficie dello stomaco proteggendo la mucosa e ostacolando il reflusso gastroesofageo. Il Gaviscon®, ad esempio, contiene sodio alginato.
  • Mucopolisaccaridi naturali: ci sono piante medicinali (aloe, altea, malva) ricche di polisaccaridi che creano una sorta di muco ad azione lenitiva e protettiva della muscosa gastrica.
  • Inibitori della pompa protonica (IPP): riducono la secrezione acida gastrica. Si assumono una volta al giorno, a digiuno, per un massimo di due settimane. Sono spesso usati come prima scelta nel trattare il reflusso gastroesofageo. Gli IPP non devono essere dispensati per disturbi banali e con leggerezza poiché uno svantaggio nel loro utilizzo è costituito dall’aumento reversibile della gastrina che è proporzionale alla riduzione dell’acido gastrico; quindi, soprattutto se usati a lungo, alla loro sospensione può capitare un effetto rebound con un aumento della produzione di acido nello stomaco che può durare alcuni giorni. Tra i principi attivi disponibili come farmaci da banco (OTC) citiamo: omeprazolo, esomeprazolo e pantoprazolo.
  • Antagonisti dei recettori H2 istaminici: riducono la secrezione acida gastrica. Si usano spesso quando gli IPP non risultano efficaci e/o per controllare i sintomi notturni del reflusso gastroesofageo con un’unica assunzione prima di coricarsi. Un esempio è il Buscopan antiacido®, a base di ranitidina.
  • Procinetici: stimolano la motilità dello stomaco e dell’intestino. Un esempio è il Geffer® tra i cui principi attivi figura la metoclopramide (oltre ad altri principi attivi antiacidi e antimeteorici).
  • Antimeteorici: contrastano l’accumulo eccessivo di gas nello stomaco e nell’intestino. I più diffusi includono: il carbone attivo, il simeticone e il dimeticone. Tra le soluzioni fitoterapiche ad azione carminativa (anti-gas) e digestiva si possono poi citare: la melissa, l’anice, il finocchio, il cumino e l’angelica.
  • Probiotici e prebiotici: in caso di regimi alimentari squilibrati, periodi di malattia o stress o in caso di terapie antibiotiche, si può regolarizzare l’intestino tramite l’assunzione di probiotici (microrganismi vivi e attivi in grado di raggiungere l’intestino, moltiplicarsi ed esercitare un’azione di equilibrio sulla microflora intestinale) e prebiotici (sostanze non digeribili che promuovono la crescita nell’intestino di una o più specie batteriche utili allo sviluppo della microflora probiotica).

 

Si raccomanda di consultare il medico o il farmacista prima di assumere farmaci, soprattutto se si soffre di problemi di salute concomitanti o se contemporaneamente si stanno già assumendo altre terapie. Se i sintomi sono cronici, intensi o non si risolvono con i rimedi messi in atto, a maggior ragione, è il caso di parlarne con il medico per individuare le cause e attuare la strategia migliore.

 

Fonti

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Dott.ssa Marianna Gualdana

Laureata in CTF, ricopre il ruolo di Pharmacovigilance Safety Surveillance Associate presso Pfizer.

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