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SYNJARDY: UN NUOVO FARMACO CONTRO IL DIABETE DI TIPO 2

Come è noto, il diabete è una malattia cronica caratterizzata da livelli elevati di glucosio del sangue (iperglicemia).

L’iperglicemia nel paziente affetto da diabete mellito di tipo 2 (DMT2) dipende da due concause:

  1. Insufficiente produzione di insulina da parte del pancreas (deficit parziale di insulina);
  2. Inadeguata risposta all’insulina (insulino-resistenza).

Il trattamento farmacologico di questa malattia dipende molto dal quadro clinico del singolo paziente. A seconda della gravità e del controllo glicemico si può intervenire con cambiamenti allo stile di vita e/o con l’assunzione di farmaci (insulina e ipoglicemizzanti orali).

Ciò che, però, è chiaro a chi soffre di DMT2 è che è molto difficile raggiungere un controllo ottimale sui livelli di glucosio nel sangue e, per questo, la ricerca di nuovi farmaci o nuove associazioni di farmaci volti a raggiungere questo scopo è sempre attiva.

Synjardy: cos’è e per cosa si usa

In questo contesto si colloca una nuova associazione di ipoglicemizzanti orali a cui, da poco, EMA ha concesso l’AIC sul territorio europeo: Synjardy.

Synjardy è un farmaco approvato per il trattamento del DMT2 ed è costituito dall’associazione di due principi attivi: empagliflozin e metformina.

Si utilizza in:

  • pazienti il ​​cui diabete non è sufficientemente controllato dalla sola metformina;
  • associazione con altri medicinali per il diabete in pazienti il ​​cui diabete non è sufficientemente controllato;
  • pazienti che stanno già assumendo metformina ed empagliflozin in compresse separate.

Posologia

Synjardy è disponibile in compresse contenenti 5 o 12,5 mg di empagliflozin insieme a 850 o 1.000 mg di metformina e può essere ottenuto solo con prescrizione medica.

La dose raccomandata di Synjardy è di una compressa due volte al giorno ai pasti ed il trattamento, normalmente, si inizia con una compressa che fornisce la dose di metformina che il paziente sta già assumendo, insieme alla dose più bassa (5 mg) di empagliflozin. Le dosi sono adeguate se necessario.

Se Synjardy si usa in associazione con insulina o una sulfonilurea (un medicinale che aumenta la produzione di insulina), potrebbe essere necessario ridurre le dosi di questi medicinali per evitare l’ipoglicemia (bassi livelli di glucosio nel sangue).

Meccanismo d’azione

Synjardy combina due medicinali ipoglicemizzanti con meccanismi d’azione complementari al fine di il controllo glicemico nei pazienti con diabete di tipo 2: empagliflozin, un inibitore del co-trasportatore di sodio-glucosio 2 (SGLT2) e metformina cloridrato, un membro della classe biguanidi.

Empagliflozin

E’ un inibitore reversibile, selettivo e competitivo di SGLT2. Non inibisce altri trasportatori di glucosio importanti per il trasporto di glucosio nei tessuti periferici ed è 5000 volte più selettivo per SGLT2 rispetto a SGLT1, il principale trasportatore responsabile per l’assorbimento del glucosio nell’intestino.

SGLT2 è altamente espresso nel rene, mentre l’espressione in altri tessuti è assente o molto bassa. È responsabile, come principale trasportatore, del riassorbimento del glucosio dal filtrato glomerulare nella circolazione. Nei pazienti con diabete di tipo 2 e iperglicemia viene filtrata e riassorbita una maggiore quantità di glucosio.

Empagliflozin migliora il controllo glicemico riducendo il riassorbimento renale del glucosio. La quantità di glucosio rimosso dal rene attraverso questo meccanismo dipende dalla concentrazione di glucosio nel sangue. L’inibizione di SGLT2 in pazienti con diabete di tipo 2 e iperglicemia porta a un’eccessiva escrezione di glucosio nelle urine. Inoltre, l’avvio di empagliflozin aumenta l’escrezione di sodio con conseguente diuresi osmotica e riduzione del volume intravascolare.

Empagliflozin migliora i livelli di glucosio plasmatico sia a digiuno che post-prandiali. Il meccanismo d’azione di empagliflozin è indipendente dalla funzione delle cellule beta del pancreas e dalla via dell’insulina e ciò contribuisce a un basso rischio di ipoglicemia.

Inoltre, l’escrezione urinaria di glucosio innesca la perdita calorica, associata alla perdita di grasso corporeo e alla riduzione del peso corporeo. La glucosuria osservata con empagliflozin è accompagnata da lieve diuresi che può contribuire a una riduzione prolungata e moderata della pressione sanguigna.

La glucosuria, la natriuresi e la diuresi osmotica osservate con empagliflozin possono contribuire al miglioramento degli esiti cardiovascolari.

La molecola è stata autorizzata nell’UE con il nome commerciale Jardiance dal 2014.

Empagliflozin

Metformina

La metformina è una biguanide con effetto ipoglicemizzante che riduce il glucosio plasmatico basale e postprandiale. Non stimola la secrezione di insulina e quindi non causa ipoglicemia.

La metformina può agire attraverso 3 meccanismi:

  • riduzione della produzione epatica di glucosio inibendo la gluconeogenesi e la glicogenolisi;
  • nei muscoli, aumentando la sensibilità all’insulina, migliorando l’assorbimento e l’utilizzo periferico del glucosio;
  • ritardando l’assorbimento intestinale del glucosio.

La metformina stimola la sintesi del glicogeno intracellulare agendo sulla glicogeno sintasi, che aumenta la capacità di trasporto di tutti i tipi di trasportatori di membrana per il glucosio (GLUT) finora conosciuti. Nell’uomo, indipendentemente dalla sua azione sulla glicemia, la metformina ha effetti favorevoli sul metabolismo lipidico e riduce i livelli di colesterolo totale, colesterolo LDL e trigliceridi.

Metformina

Quali sono i benefici che ha mostrato Synjardy negli studi clinici?

I benefici di empagliflozin in associazione con metformina sono stati evidenziati in 3 studi principali condotti su 1.679 pazienti con diabete di tipo 2 non adeguatamente controllato dalla metformina, da sola o in combinazione con altri medicinali per il diabete (come pioglitazone o sulfonilurea).

Gli studi hanno confrontato l’effetto di empagliflozin più metformina rispetto al placebo (un trattamento fittizio) più metformina. La principale misura dell’efficacia era la riduzione del livello di una sostanza nel sangue chiamata emoglobina glicosilata (HbA1c) dopo 24 settimane di trattamento. HbA1c fornisce un’indicazione del controllo della glicemia.

Gli studi hanno mostrato una maggiore riduzione dell’HbA1c in concomitanza della somministrazione di empagliflozin più metformina, rispetto al placebo più metformina.

Inoltre, i risultati hanno indicato che la combinazione era associata a una riduzione benefica del peso corporeo e della pressione sanguigna.

Ulteriori evidenze sono state fornite da numerosi altri studi. Alcuni di questi erano la prosecuzione degli studi principali che suggerivano che i benefici della combinazione continuavano con una terapia più lunga. Gli studi hanno anche indicato che Synjardy era efficace quanto empagliflozin e metformina presi separatamente e che l’associazione ha contribuito a ridurre l’HbA1c quando aggiunta al trattamento con insulina.

Effetti collaterali

Gli effetti indesiderati più comuni di Synjardy sono l’ipoglicemia quando il medicinale viene assunto con una sulfonilurea o insulina, infezioni del tratto urinario e dei genitali e aumento della minzione.

Le conclusioni dell’EMA

Il comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’Agenzia ha deciso che i benefici di Synjardy sono superiori ai rischi e ha raccomandato che ne venisse approvato l’uso nell’UE. Synjardy ha anche dimostrato di ridurre gli eventi cardiovascolari nei pazienti con diabete di tipo 2 che già soffrivano di patologie cardiovascolari. A causa delle preoccupazioni sull’equilibrio tra beneficio e rischio nei pazienti con funzionalità renale ridotta che assumono la combinazione a dose fissa, il CHMP ha raccomandato di limitare il suo uso in questi pazienti.

FONTI

www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=170&area=Malattie_endocrine_e_metaboliche

https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/synjardy

https://www.ema.europa.eu/en/documents/product-information/synjardy-epar-product-information_en.pdf

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Dott.ssa Laura Idotta
Dott.ssa Laura Idotta

Laureata in Farmacia. Study Coordinator in Oncologia presso l’Ospedale Niguarda

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