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Farmaci per il controllo del peso autorizzati in Italia: quali sono e perché necessitano di uno stretto controllo medico

Che uno stile di vita sano e un’alimentazione corretta siano la base per il controllo del peso e dell’obesità lo sappiamo tutti: da qui non si scappa. Anzi, sono i mattoncini che dovrebbero essere alla base del trattamento di qualsiasi patologia.
Partendo da questo presupposto, esistono in Italia delle terapie farmacologiche contro l’obesità? La risposta è sì. Tuttavia è fondamentale sottolineare che ci sono una serie di fattori da tenere in considerazione se si intende cercare questo tipo di aiuto in quanto questi farmaci vanno usati con molta attenzione e sotto strettissimo controllo medico.

Prima di vedere quali sono questi farmaci, ricordiamo che il nostro sistema mette in gioco tantissimi meccanismi per la gestione del peso. Questi a loro volta portano alla formazione di tantissimi fattori che sono trasformati e metabolizzati da altrettanti enzimi al fine di portare nell’organismo la sua risorsa fondamentale: l’energia. Parlando di energia, ci vengono in mente due cose: grassi e zuccheri. E sono proprio le catene di eventi legate al metabolismo di questi macronutrienti ad essere bersaglio dei farmaci.

Quali sono i farmaci per il controllo del peso approvati in Italia?

In Italia esistono tre medicinali attualmente approvati per il trattamento dell’obesità e del controllo del peso negli adulti:

  • Orlistat
  • Liraglutide
  • Bupropione/Naltrexone

Questi farmaci possono essere prescritti e consigliati a persone con Indice di Massa Corporea (IMC) superiore a 30 o compreso tra 27 e 30 in presenza di altre complicanze quali diabete ed ipertensione.

Cerchiamo di capirne qualcosa in più.

L’Orlistat riduce l’assorbimento dei grassi assunti con la dieta a livello del tratto gastrointestinale bloccando la lipasi, un enzima che spezza i trigliceridi al fine di veicolarli più facilmente all’interno dell’organismo. Tra i tre è forse il meno prescritto proprio perché questa sua azione porta quasi sempre ad un malassorbimento delle sostanze nutritive (soprattutto delle vitamine liposolubili) e a svariati disturbi del tratto digerente.
Generalmente la terapia deve essere interrotta se entro 12 settimane dall’inizio dell’assunzione non è stato perso almeno il 5% del perso corporeo iniziale. In ultima analisi, l’FDA (l’Agenzia americana del Farmaco) ha riportato rischi di danni epatici, pancreatici e renali (di cui si fa infatti riferimento nei foglietti illustrativi aggiornati). Ad oggi orlistat non richiede ricetta medica ed è a totale carico del cittadino.

La Liraglutide ha sempre un’azione che si esplica a livello intestinale ma con un bersaglio completamente diverso: il recettore del peptide-1 glucagone-simile (GLP-1). Il GLP 1 è un’incretina che viene prodotta nel tratto gastrointestinale e oltre a stimolare la secrezione di insulina e a diminuire quella del glucagone dopo i pasti, rallenta la motilità e lo svuotamento gastrico, col risultato finale di aumentare il senso di pienezza e sazietà. L’effetto farmacologico della liraglutide è quello di legarsi al recettore del GLP- 1 evitandone la degradazione e rendendolo quindi ad “effetto prolungato”: ne consegue la riduzione del senso di fame che porta all’assunzione eccessiva di cibo. A differenza dell’orlistat, la liraglutide necessita di Ricetta Ripetibile Limitativa e viene somministrata tramite iniezioni sottocutanee. Anche in questo caso gli effetti indesiderati riguardano il tratto digerente con nausea, diarrea, stitichezza e difficoltà digestive e si riscontra anche un lieve aumento della frequenza cardiaca, reversibile con la sospensione del trattamento. Per la liraglutide è consigliata la sospensione della terapia dopo tre mesi nel caso in cui il peso corporeo non si sia ridotto di almeno un 5% rispetto al valore iniziale.

L’associazione Bupropione/Naltrexone, invece, ha meccanismi d’azione completamente diversi e in realtà ancora non ben noti. Il bupropione è un inibitore della ricaptazione di dopamina e noradrenalina; il naltrexone è un antagonista dei recettori oppiacei utilizzato generalmente per il trattamento delle dipendenze da oppioidi e alcol. La loro combinazione sembra agire aumentando il dispendio energetico ed anche sul senso di gratificazione legato all’assunzione del cibo, che porta così a ridurre l’appetito rendendo più gestibile una dieta ipocalorica. Tra gli effetti collaterali, preoccupano non tanto nausea e vomito (presenti per molti tipi di farmaci), ma i disturbi a livello cardiocircolatorio e il rischio (seppur dose dipendente) di convulsioni. Non a caso il farmaco è dispensabile solamente su prescrizione con Ricetta Non Ripetibile Limitativa. In questo caso, se dopo 4 mesi di terapia il peso non si è ridotto di almeno il 5%, l’assunzione va interrotta.

Farmaci per il controllo del peso e Galenica

Una breve parentesi va fatta per quanto riguarda le preparazioni galeniche magistrali: vi è una lista di farmaci predisposta dal Ministero della Salute che vieta di prescrivere e allestire per il medesimo paziente due o più preparazioni magistrali singole contenenti alcune sostanze (tra le quali fluoxetina, metformina e il bupropione stesso) a scopo dimagrante, sia da sole che in associazione tra loro.

Alla luce di queste informazioni ovviamente, troviamo ancora una volta conferma del fatto che l’obesità e il sovrappeso non si risolvono con una pastiglia e, nel caso dovesse servire, è sempre importantissimo rivolgersi al medico e valutare con attenzione il rapporto rischio/beneficio. Il farmaco è una grande risorsa se usato adeguatamente e il nostro primo farmaco, il primo motore del nostro organismo e della nostra salute, è il cibo. Non dimentichiamolo.

FONTI

https://www.iss.it
https://www.ema.europa.eu/en
https://www.fda.gov
T.L. Lemke, D. Williams. Foye’s Principi di Chimica Farmaceutica

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Dott.ssa Rita Bernardi

Farmacista di professione, ma con una profonda passione per la divulgazione scientifica.

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