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Resveratrolo: tutte le proprietà dell’antiossidante del vino

Abbiamo spesso sentito parlare di resveratrolo come potente antiossidante contenuto nell’uva rossa e quindi anche nel vino. Tuttavia, cerchiamo di capire insieme quali sono tutti gli effetti che questo polifenolo ha sulla salute umana.

L’interesse dal punto di vista farmacologico nasce intorno agli anni ’90, quando dei ricercatori indagano le ragioni della bassa mortalità da infarto coronarico del popolo francese rispetto ad altri paesi occidentali, nonostante il loro elevato consumo di cibi grassi e nicotina. Da questi primi studi, infatti, emerge che l’assunzione di vino rosso sembra proteggere queste persone dalle malattie cardiovascolari, proprio per il suo contenuto di resveratrolo.

Tale principio attivo appartiene alla famiglia dei fenoli e si trova negli acini dell’uva rossa: viene trasferito nel vino rosso grazie alla fermentazione del mosto a contatto con le bucce dell’uva.

Dal punto di vista chimico la molecola utilizzata è il trans resveratrolo, unica forma attiva, che possiede attività sinergica con altri antiossidanti; per questo motivo negli integratori lo troviamo spesso abbinato alla vitamina C.

Da questi studi è, dunque, emerso che il resveratrolo può sostenere la fisiologica funzionalità cardiovascolare proprio per le sue proprietà antiossidanti, in particolare per quanto riguarda la perossidazione lipidica, l’attività d’inibizione piastrinica, l’azione vasodilatante e antinfiammatoria.

Le attività farmacologiche

Si è visto che il resveratrolo può svolgere un ruolo benefico nella prevenzione e nella progressione di malattie croniche legate all’infiammazione come diabete, obesità, malattie cardiovascolari, degenerazione e anche tumori.

La molecola possiede infatti attività antinfiammatoria mediata dall’attivazione di SIRT-1: inibisce il fattore nucleare NF-kb, responsabile della produzione di citochine pro infiammatorie e delle ciclossigenasi. Sopprime quindi la sintesi di eicosanoidi proinfiammatori.

Inoltre, è in grado di ridurre lo stress ossidativo aumentando la produzione di molecole ad azione antiossidante; quest’ultime sono in grado di ridurre la produzione di radicali liberi.

Protegge l’apparato cardiovascolare, quindi possiede attività anti-aterogena. Nello specifico è in grado di contrastare la formazione di colesterolo e trigliceridi, di ridurre l’aggregazione piastrinica, di bloccare la produzione di eicosanoidi proaterogeni e di aumentare la produzione di ossido nitrico così da permettere un dilatamento dei vasi.

Possiede anche un’attività antibatterica: è in grado di attivare le cellule del sistema immunitario (macrofagi, neutrofili e linfociti) responsabili dell’attacco ai patogeni durante le infezioni.

In più, sembra potenziare l’attività metabolica: è in grado di ridurre la resistenza all’insulina e di contrastare alcuni effetti nocivi dell’obesità indotta da dieta ipercalorica. Infatti, in pazienti obesi che hanno assunto resveratrolo per 30 giorni è stato osservato un abbassamento del colesterolo totale, della pressione sanguigna sistolica e glucosio a digiuno.

Il resveratrolo è affascinante anche dal punto di vista cosmetico per le sue proprietà anti aging: contrasta, infatti, i danni indotti dai radicali liberi in seguito all’esposizione solare e all’inquinamento aiutando a rallentare il photoaging e quindi la comparsa di rughe, disidratazione, perdita di luminosità e lucentezza. È stato dimostrato che formulazioni contenenti resveratrolo siano in grado di stimolare i fibroblasti a produrre collagene di tipo III, collagene di tipo I e II legandosi ai recettori degli estrogeni.

Dove si trova?

Il resveratrolo non si trova solo nell’uva, nel succo d’uva e nel vino bensì anche nelle arachidi, nel cacao e in varie specie di mirtilli. Da alcuni studi risulta che le persone che seguono una dieta ricca in resveratrolo sarebbero meno esposte al rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari e cancro.
Come abbiamo detto prima, infatti, la sua capacità antiossidante protegge le cellule dai danni causati dai radicali liberi.

Effetti collaterali e biodisponibilità

Dal momento che gli studi sull’uomo sono ancora in corso, è difficile riconoscere i suoi effetti collaterali, specialmente sul lungo periodo. Ad oggi è nota la sua capacità di interferire con farmaci anticoagulanti (come warfarin) e con i FANS, aumentando il rischio di sanguinamento. La molecola in generale è molto ben tollerata dall’uomo e solo dosi molto elevate di resveratrolo (assunto per un periodo prolungato) hanno provocato sintomi gastrointestinali lievi nei soggetti sani che l’hanno assunto.

Nonostante venga ben assorbito dall’organismo, gli studi effettuati sugli animali dimostrano che il resveratrolo nel sangue viene degradato velocemente. Si può dunque affermare che possiede una bassa biodisponibilità, che può essere migliorata combinandolo con alcune sostanze, tra cui la piperina, o utilizzando formulazioni nanotecnologiche. Si ricorda inoltre che, per beneficiare degli effetti salutistici del vino, è necessaria un’assunzione controllata; il consumo di dosi elevate sfocia in tossicità.

Studi recenti

Il resveratrolo ha dimostrato una promettente attività antivirale contro numerosi virus responsabili di infezioni respiratorie. Gli studi sono ancora in atto, ma la molecola sembrerebbe possedere un potenziale valore per la sua attività antinfiammatoria. Spesso infatti, le complicanze legate ai virus giungono in seguito ad un’eccessiva risposta immunitaria dell’ospite che causa svariati danni, specialmente a livello polmonare. Gli studi in vitro evidenziano come il resveratrolo sia anche in grado di contrastare la replicazione virale. Per cui non è da escludere che in futuro il resveratrolo possa essere impiegato anche in questo campo.

FONTI:

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30816367/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6479680/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32562826/
Panzironi A.Il Resveratrolo.Vivere 120 anni.WTE Editore.691-693;2017

A cura della Dott.ssa Giulia Lodrini 

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