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Beauty routine perfetta? Mai senza la maschera viso!

La maschera viso rappresenta nell’immaginario comune un momento di relax, una coccola per il nostro viso sottoposto a molteplici agenti stressanti.

Il mercato dermocosmetico ne offre numerosi tipi.

Vediamo quali sono.

Le maschere viso maggiormente usate finora sono le maschere-crema: si tratta di un cosmetico già pronto all’uso, che si applica come una normale crema. Generalmente non richiede una preparazione preliminare e, trascorso il tempo di posa, si può rimuovere delicatamente con acqua tiepida, talvolta aiutandosi con un dischetto di cotone.

La differenza tra una crema viso ed una maschera è che in quest’ultima la concentrazione di attivi è notevolmente superiore ed il tempo di posa previsto ne consente una migliore penetrazione nell’epidermide. A tale principio formulativo si si ispira la sleeping mask, ovvero la maschera notte, la quale è realizzata prettamente per agire nelle ore del riposo notturno, tant’è vero che la sua stessa composizione contiene attivi che sprigionano aromi tali da conciliare il relax e favorire il sonno.

Molto in voga negli ultimi tempi, è la maschera viso in tessuto sheet mask. Si tratta di un prodotto usa e getta, costituito da un tessuto imbevuto di un siero ad alta concentrazione di attivi. Il tessuto può essere sintetico oppure naturale (di cotone o di cellulosa) ed è sagomato, in modo da aderire perfettamente al viso durante il tempo di applicazione. Questa tipologia di maschera ha il vantaggio di evitare sprechi di prodotto, visto che la quantità di siero necessaria è già perfettamente dosata ed inoltre, grazie all’ effetto occlusivo che il tessuto crea sulla pelle, detta le condizioni ideali per favorire la penetrazione degli attivi; per questo gli effetti di una buona maschera viso in tessuto sono visibili già dopo la sua rimozione. Trascorso il tempo di posa, la maschera va rimossa e gettata e l’eventuale residuo di siero sul viso può essere massaggiato fino a completo assorbimento.

Un’altra variante di maschera viso è la peeling mask: si presenta con una consistenza cremosa o simile a gel, va stesa sul viso in uno strato uniforme che, una volta seccatosi, assumerà l’aspetto di una pellicola aderente al viso; quest’ultima potrà essere rimossa sollevandone un lembo da un angolo del viso, per poi tirarla delicatamente, finché non si sarà staccata del tutto (tecnica del peel-off: sbucciare).

La peeling mask può essere di due tipi: a base di alginati, ovvero sali ricavati dalle cellule di alcune alghe oppure a base di alcol polivinilico o polimeri sintetici. Per la sua composizione di base, questo tipo di maschera esplica un’azione esfoliante, utile alla rimozione di punti neri ed impurità derivanti dall’inquinamento ed inoltre può essere un valido strumento per ridurre l’effetto pelle lucida tipico soprattutto delle pelli grasse e/o a tendenza acneica. Una peeling mask attualmente molto ”alla moda” è la black mask, la maschera nera, il cui componente fondamentale è il carbone vegetale, impiegato recentemente in dermocosmesi per le sue proprietà adsorbenti.

La più antica tipologia di maschera viso è forse quella all’argilla, che dal punto di vista formulativo potremmo definire come un cosmetico a due corpi: il veicolo (la base della maschera) e la miscela di attivi funzionali che in esso viene incorporato. Il più delle volte il veicolo è costituito da bentonite, un’argilla naturale derivata dalla decomposizione della cenere vulcanica, la quale, assorbendo una generosa quantità di acqua, si trasforma facilmente in una massa densa e gelatinosa, tale da agevolarne l’applicazione sulla pelle. Il componente principale della bentonite è la montmorillonite, la cui carica negativa, similmente ad un magnete, attira molecole cariche positivamente e le adsorbe. In tal modo maschere di questo tipo sono utili per rimuovere sebo in eccesso e tossine, invece altre argille come il caolino sono più efficaci nell’ esfoliazione della cute, avendo una granulometria più spessa.

Sia le maschere crema che le peeling mask o le maschere in tessuto sono arricchite da diversi tipi di attivi, ciascuno presente per esplicare una funzione ben precisa.

Ecco i più comunemente utilizzati:

Ingredienti idratanti, come olii e burri vegetali, miele, pantenolo, glicerina, gel di aloe vera, acido ialuronico (sostanza naturalmente presente nella nostra pelle, che in cosmesi è usata per la sua capacità di stimolare la produzione del collagene, proteina fondamentale del tessuto connettivo);

Ingredienti ad azione nutriente e riparatrice, come burro di karité, olio di avocado, ossido di zinco;

Ingredienti ad azione purificante ed astringente, come estratti di rosmarino o the verde, radice di bardana (una pianta appartenente alla stessa famiglia dei girasoli, nota per le sue proprietà antinfiammatorie e riequilibranti della produzione di sebo),acido azelaico;

Ingredienti ad azione anti- age, come acido ialuronico, collagene, acido azelaico (sostanza naturale prodotta da un lievito, utilizzata in cosmesi sia per la sua azione battericida nei confronti dei microrganismi responsabili delle lesioni acneiche sia per il suo potere antiossidante);

Ingredienti ad azione esfoliante, come l‘acido salicilico e l’acido glicolico, alfa-idrossiacidi capaci di favorire il turnover cellulare.

Anche gli uomini sono sempre più affascinati dall’utilizzo delle maschere viso: in tal caso, nei prodotti a loro dedicati, gli ingredienti must have da individuare nell’INCI sono le essenze legnose, come quelle di cedro, lime e cipresso, ideali per mantenere i pori puliti o ancora limone e rosmarino, per ritrovare una cute elastica e più morbida.

Per consentire alla maschera di esplicare al meglio la sua funzione, prima di applicarla occorre detergere delicatamente il viso.
È bene effettuare le maschere 2/3 volte a settimana, variandone la tipologia e senza eccedere con l’impiego della peeling mask, che, per la sua azione meccanica di esfoliazione, è buona norma usare una sola volta a settimana, in modo da non provocare irritazioni alla pelle.

I tempi di posa variano da pochi minuti ad un massimo di 20/25 minuti: è sempre opportuno rispettare quelli riportati dal prodotto stesso.

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Dott.ssa Veronica Orciuoli

Dott.ssa in Farmacia, nutre una profonda passione per la divulgazione scientifica.

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