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Monitoraggio del sonno: l’actigrafia

Almeno una volta nella vita, tutti noi ci siamo trovati a fare i conti con qualche notte insonne: specialmente nell’ultimo anno, i ritmi del ciclo sonno-veglia sono stati alterati da un nuovo stile di vita che ha sostituito le vecchie abitudini. Le notti insonni, se si susseguono per un periodo più o meno lungo, causano dei danni all’intero organismo, non solo al fisico ma anche alla mente.

Durante la notte vengono infatti prodotti vari ormoni, tra cui il cortisolo, la melatonina e le catecolammine. Uno squilibrio nel rilascio di questi composti organici causa alterazioni che si protraggono anche durante la giornata: basti pensare che questi ormoni regolano i livelli di stress, il dispendio energetico, la sensazione di appetito, l’infiammazione e la risposta immunitaria del nostro organismo. Ecco perché è importante conoscere la quantità, ma soprattutto la qualità del nostro sonno. Quando dormiamo poco o male, umore, attenzione e apprendimento ne risentono in maniera significativa.

IL RITMO CIRCADIANO

Il ritmo circadiano è un “orologio biologico” endogeno, regolato dal ciclo naturale di luce e buio. Le alterazioni derivanti dal passaggio tra il giorno e la notte, quindi relative a luce e temperatura, fungono da stimoli per l’organismo, ne modulano il rilascio di ormoni e il ciclo sonno-veglia. Gli ingranaggi di questo orologio si trovano a livello dell’ipotalamo. La luce, che viene captata dalla retina, funge da segnale che una volta arrivato al SNC regola la secrezione di ormoni tra cui melatonina e glucocorticoidi. Oltre all’intensità della luce, è importante anche la sua lunghezza d’onda, o il colore. La retina, infatti, è particolarmente sensibile alla luce blu, motivo per cui essa funge da fattore in grado di disturbare la normale circadianità della melatonina. Nei disturbi del ritmo circadiano vi è un disallineamento tra i ritmi sonno-veglia endogeni e il ciclo esterno luce- buio. Questo si verifica spesso o per cause interne, esempio la sindrome da fase del sonno ritardata o alterata, ma ancor più per cause esterne, come il disturbo da turni del lavoro o il disturbo da jet-leg.

STRUMENTI PER MONITORARE IL SONNO

L’actigrafia è una tecnica non invasiva che registra il grado di attività di movimento degli arti nel tempo. Questa pratica permette di trasformare, tramite opportuni algoritmi matematici, l’analisi del movimento in analisi del sonno. Il dispositivo può essere collegato alla caviglia o, più comunemente, al polso, per un periodo che varia da giorni a settimane. Questi sistemi permettono di elaborare un referto personalizzato, tenendo conto delle ore totali di sonno effettivamente dormite, risvegli notturni ed eventuali addormentamenti diurni (spesso indice di un sonno notturno non sufficientemente riposante).

L’apparecchio si presenta come un normale orologio da polso, in grado però di captare tutti i dati relativi ai nostri movimenti, di elaborarli e di poterli visualizzare successivamente al computer, sottoforma di grafici. Oltre a fornire un riepilogo della veglia, l’actigrafo permette di verificare anche altri parametri, misurati comunemente dalla polisonnografia, una strumentazione elettrofisiologica invasiva. Mentre questa tecnica deve svolgersi presso un centro ospedaliero, l’actigrafo consente al soggetto di rimanere nel suo ambiente naturale di sonno e di rivolgersi solo successivamente ad un esperto, per eseguirne la lettura. Al contrario della polisonnografia, inoltre, l’actigrafia risulta essere una tecnica meno costosa e ingombrante. Questo presenta dei vantaggi notevoli anche nel caso di ampi studi sul campo. Al contrario della polisonnografia, non fornisce misure inerenti all’attività cerebrale, movimenti oculari e attività respiratoria, ma di contro, misura l’attività quotidiana (e non solo notturna) della persona che lo indossa.

L’actigrafia, utilizzata negli studi sul sonno sin dai primi anni ’90, offre risultati affidabili, anche molto vicini a quelli della polisonnografia, senza i limiti che offre quest’ultima. Inoltre, è particolarmente adatta a pazienti pediatrici e anziani.

SUPPORTO PER UN SONNO RIPOSANTE

È fondamentale adottare uno stile di vita e delle abitudini salutari, non lavorare al PC in orario serale, non dormire troppo a lungo nel pomeriggio, non assumere troppi caffè durante l’arco della giornata. Se queste pratiche quotidiane non fossero sufficienti, si può ricorrere a estratti vegetali, tra cui:

  • Magnesio e vitamine del Gruppo B: cofattori per la sintesi di serotonina e melatonina; il magnesio è molto utilizzato anche durante il giorno, per contrastare gli stati di stress, senza indurre sonnolenza.
  • Melatonina: favorisce l’addormentamento e contribuisce a regolarizzare il ritmo sonno-veglia.
  • Teanina: contribuisce all’insorgenza delle onde alpha, esercitando un effetto calmante e stimolando l’addormentamento.
  • Valeriana e Passiflora: esercitano un’azione agonista del recettore per il GABA.
  • Melissa: inibendo l’enzima GABA-transaminasi, aumenta i livelli di GABA nel SNC.

FONTI

https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/malattie-neurologiche/disturbi-del sonno-e-insonnia/disturbi-del-ritmo-circadiano-del-sonno

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6040807/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3792393/

Stateia MJ, Buysse DJ, Krystal AD, Neubauer DN, Heald JL. Clinical practice guideline for the pharmacologic treatment of chronic insomnia in adults: An American Academy of Sleep Medicine clinical practice guideline. J Clin Sleep Med. 2017; 13(2):307-349

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Dott.ssa Giulia Lodrini

Farmacista di professione, ma con una profonda passione per la divulgazione scientifica.

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