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Ad ogni pelle il proprio fototipo

Chi lavora in farmacia deve essere in grado di saper consigliare la protezione solare più opportuna per ciascun tipo di pelle e/o di problematiche ad essa riferite. Seppur la pelle vada protetta ogni giorno dell’anno, questo è il periodo in cui comincia l’esposizione diretta ai raggi solari, anche per prolungate ore durante la giornata. Per questo è di fondamentale importanza conoscere e saper utilizzare il solare più adatto ad ogni tipo di pelle. Per gran parte dei consumatori, la scelta del solare è spesso dipendente dal costo, dal formato o dal tipo di marca a cui si è affezionati. Questi parametri però non sono sufficienti e non tengono conto delle esigenze della nostra pelle. Quest’ultima, infatti, risponde in maniera diversa e soggettiva proprio a causa delle differenze di fototipo che ci contraddistinguono.

La classificazione della pelle in base al fototipo è basata sulla capacità e tendenza a scottarsi e abbronzarsi di ogni individuo. Questo metodo, ideato da Fitzpatrick e riconosciuto in tutto il mondo, distingue 6 tipi di pelle che identificano i 6 differenti fototipi. La sua applicazione permette di prevedere il risultato ottenuto a seguito dell’esposizione solare ed, in particolare, consente anche di ipotizzare il rischio di fotodanneggiamento cutaneo, cancro della pelle nonchè l’esito di alcune procedure estetiche (come ad esempio il peeling chimico e il resurfacing laser).

Il fototipo di una persona è indicativo della reazione dell’epidermide all’esposizione ai raggi UV e per valutarlo si tengono in considerazione 3 fattori: il colore della pelle, degli occhi e dei capelli. In ogni persona, infatti, la concentrazione di melanina è variabile: essa è il pigmento responsabile della colorazione della cute ed ha un ruolo più o meno “fotoprotettivo” essendo in grado di assorbire i raggi UV del sole, limitandone i danni. Sebbene l’aumentato rilascio di melanina determini la comparsa dell’abbronzatura, quest’ultima non può considerarsi un “filtro naturale” sufficiente a garantire una protezione dai raggi solari.

CLASSIFICAZIONE

Fototipo 1: carnagione pallida, con lentiggini, occhi chiari e capelli biondi o rossi.
• Capacità di abbronzarsi: si scotta sempre e non si abbronza mai.
• Fotoprotezione: sempre molto alta (SPF 50+) ; sconsigliata l’esposizione diretta al sole per diverse ore e in quelle più calde.

Fototipo 2: pelle chiara, occhi azzurri/verdi e capelli biondi.
• Capacità di abbronzarsi: si scotta facilmente e si abbronza con difficoltà.
• Fotoprotezione: sempre alta (SPF 50 o 30).

Fototipo 3: pelle chiara, occhi castani e capelli castani.
• Capacità di abbronzarsi: a volte lieve scottature e si abbronza gradualmente.
• Fotoprotezione: iniziare con una protezione alta (SPF 50-30) e diminuire, eventualmente, dopo i primi giorni di esposizione con una protezione media (SPF 25- 15).

Fototipo 4: pelle olivastra, occhi e capelli scuri.
• Capacità di abbronzarsi: si scotta solo leggermente e si abbronza facilmente.
• Fotoprotezione: iniziare con una protezione media (SPF 30-25) e diminuire gradualmente dopo i primi giorni di esposizione con una protezione (SPF 15).

Fototipo 5: pelle olivastra, occhi scuri e capelli neri.
• Capacità di abbronzarsi: si scotta raramente e si abbronza facilmente.
• Fotoprotezione: bassa (SPF 10-6).

Fototipo 6: pelle scura, occhi scuri e capelli neri.
• Capacità di abbronzarsi: non si scotta mai e si abbronza molto facilmente.
• Fotoprotezione: generalmente bassa (SPF 10-6).

Inoltre, viene preso in considerazione anche il fototipo 0, tipico dell’albinismo. Nei soggetti portatori di questa anomalia congenita non viene prodotta melanina, a causa di una mutazione dell’enzima tirosinasi coinvolto nella sua sintesi. I capelli e la pelle sono bianchi e, spesso, l’iride non pigmentato. Per gli albini è severamente vietata l’esposizione ai raggi solari.

Sulla base di questa classificazione, più alto è il fototipo e maggiore è il tempo consentito di esposizione ai raggi UV prima della comparsa di eritemi o ustioni solari. Nonostante ciò, anche per i fototipi più alti è assolutamente consigliato un uso costante della protezione solare.

Infatti, come sappiamo, i raggi UV hanno sia un’azione benefica (ad esempio mediano la sintesi naturale della Vitamina D e delle endorfine) che lesiva (inducono infiammazione, invecchiamento degenerativo e cancro). In particolare, il melanoma maligno è il cancro alla pelle a più elevato tasso di mortalità e nella maggior parte dei casi deriva da nei preesistenti. Avere molti nevi, infatti, rappresenta un ulteriore fattore di rischio per lo sviluppo della malattia.

Esistono numerosi dati epidemiologici e molecolari che collegano tutte le forme di cancro della pelle all’esposizione ai raggi UV: si stima che siano responsabili del 65% dei melanomi. Gli individui con pigmentazione della pelle chiara subiscono danni maggiori poiché è più facile per i raggi UV penetrare nell’epidermide per danneggiare sia i cheratinociti che i melanociti negli strati più profondi.

Queste patologie a carico della pelle possono essere evitate innanzitutto riducendo al minimo l’esposizione ai raggi solari e conoscendo il proprio fototipo. Conoscerlo significa sapersi proteggere consapevolmente.

FONTI

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31896400/
https://www.msdmanuals.com/it/professionale/multimedia/table/v44541622_it
https://www.mdpi.com/1422-0067/14/6/12222

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Dott.ssa Giulia Lodrini

Farmacista di professione, ma con una profonda passione per la divulgazione scientifica.

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