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Fobie e realtà virtuale, quali aiuti dalla teconologia?

Le fobie e i limiti nella vita di tutti i giorni.

Paura dei ragni, degli spazi chiusi, di parlare in pubblico, del dentista, del prelievo di sangue e del vuoto sono solo alcune delle fobie note, che affliggono la stragrande maggioranza della popolazione. Quando parliamo di fobie, non facciamo riferimento a delle semplici paure, ma a delle particolari condizioni che negli individui affetti generano stati di ansia ed angoscia, anche particolarmente intensi.  Tutto questo si ripercuote negativamente sulla qualità della vita di chi soffre di una o più fobie. Pensiamo alla claustrofobia: come si comporterà un paziente affetto da questo tipo di fobia dinanzi ad un esame di risonanza magnetica?

Il timore di affrontare spazi chiusi ed angusti, quali ad esempio quelli delle apparecchiature per risonanza magnetica, rientra nel disturbo claustrofobico e talvolta non permette agli operatori di portare a compimento l’esame: tra l’1% e il 15% di tutti i pazienti programmati per la RM sono affetti da claustrofobia e non possono essere sottoposti a imaging o richiedono sedazione per completare la scansione. Pertanto, si può stimare che in tutto il mondo circa 2.000.000 di procedure di RM non possono essere eseguite o sono interrotte prematuramente a causa della claustrofobia.

 

L’uso della realtà virtuale come possibile terapia

Negli ultimi anni, un crescente numero di studi ha evidenziato l’efficacia di terapie basate su un approccio virtuale, nel trattamento di fobie, nella gestione del dolore, disturbo post traumatico da stress, o disturbi leggermente invalidanti, quali la paura di parlare in pubblico.

Il meccanismo alla base di tali approcci terapeutici nella gestione di questo tipo di pazienti, si basa essenzialmente sull’utilizzo di realtà virtuali (RV) che espongano gradualmente il paziente a stimoli visivi generati per “distrarre” l’attenzione dall’idea collegata alla sensazione dolorosa (in particolarmente nella riabilitazione di pazienti sopravvissuti ad incendi), o che al contrario, lo espongano gradualmente alle situazioni che generano ansia e angoscia derivanti dalla situazione fobica.

Nell’ambito della gestione dei pazienti programmati per la risonanza magnetica, approcci di questo tipo si sono rivelati efficaci nell’alleviare le sensazioni ansiose tipiche del paziente claustofobico, ottenendo una riduzione dei sintomi, e la collaborazione necessaria all’esecuzione dell’esame.

 

Approccio bio medico.

Appare chiaro, quindi, come approcci di questo tipo possano rivelarsi molto efficaci nella gestione non solo di pazienti che rientrano in un quadro fobico, ma che presentano anche particolari esigenze, quali pazienti molto giovani, cardiopatici e/o anziani. 

Come accennato in precedenza, tale tecnologia è stata utilizzata con grande successo in molteplici settori bio-medici, quali la medicazione e il trattamento di ferite, la terapia fisica riabilitativa, la chemioterapia, la chirurgia, le cure odontoiatriche e altre tipologie di diagnosi e procedure terapeutiche. 

Alcuni degli esempi in cui l’utilizzo della RV ha riscosso maggiori attenzioni sono la riabilitazione post-stroke, la riabilitazione post-danno al midollo spinale, la riduzione del dolore acuto e cronico e il miglioramento della qualità della vita e dell’outcome cognitivo di pazienti affetti da patologie neurodegenerative, quali il morbo di Parkinson e la malattia di Alzheimer.

Approcci terapeutici basati sull’immersione in una realtà virtuale, infine, si sono dimostrati particolarmente efficaci anche nella gestione di situazioni che possono generare ad alti tassi d’ansia, specialmente nei giovani pazienti, ovvero le sedute odontoiatriche. I bambini spesso manifestano tensione ed agitazione in questa situazione, le quali, possono essere trattate distraendo il paziente con immagini prevalentemente ludiche, per la durata dell’intervento. Un’altra procedura generalmente descritta dai bambini come dolorosa è la puntura venosa ed anche in questo caso, la letteratura presente mostra come tecniche di distrazione basate su realtà virtuale, possano aiutare a controllare il dolore nei bambini e negli adolescenti che devono affrontare tale procedura medica.

 

Conclusioni

Gestire l’ansia, domare lo stress o una fobia attraverso la realtà virtuale diviene sempre più spesso diviene una scelta di elezione. Le cure per le nostre fobie, quindi, in futuro potrebbero essere molto più semplici ed economiche di quanto pensassimo.

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Dott.ssa Donatella Mignogna
Dott.ssa Donatella Mignogna

Laureata in biologia, indirizzo biosanitario. Dottorato in medicina traslazionale e clinica.

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