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Parliamo di trombi, coaguli ed emboli: quali sono le differenze?

Ultimamente, si parla molto spesso di trombi, coaguli ed emboli, ma è necessario sapere che si tratta di cose diverse. 

Proviamo ad analizzare insieme: 

Con trombo (dal greco θρόμβος, che significa “grumo”) in medicina si identifica una massa costituita da fibrina con globuli rossi e bianchi, che si forma per coagulazione del sangue all’interno di un sistema cardiovascolare non interrotto: questa caratteristica lo distingue dal coagulo che è qualcosa di fisiologico, ovvero il prodotto di un meccanismo di difesa dell’organismo nel momento in cui, in presenza di una lesione di un vaso o di una ferita, il sangue si coagula sotto forma semisolida e quindi evita un’emorragia. 

Il trombo è il risultato di un processo patologico, infatti, come precedentemente citato, è formato da globuli rossi, globuli bianchi, fibrina e piastrine, e si distingue in bianco o rosso a seconda che si formi nelle arterie o nelle vene: se si forma nelle arterie, è chiamato trombo bianco, perché formato prevalentemente da piastrine (che non sono pigmentate), mentre il trombo rosso, che è tipico delle vene, è costituito principalmente da globuli rossi, appunto di colore rosso.

I trombi possono formarsi in qualsiasi punto del sistema cardiovascolare e sono sempre ancorati alla parete del vaso. 

La formazione di un trombo ha cause riconducibili essenzialmente a tre alterazioni predisponenti principali:

  • lesione dell’endotelio;
  • stasi venosa o turbolenza del flusso sanguigno;
  • ipercoagulabilità (trombofilia).

Quando un trombo, per svariate cause come ad esempio le turbolenze di flusso indotte dall’ipertensione arteriosa, si stacca dalla parete vasale, può determinare embolia.

L’ embolo, infatti, è un’entità viaggiante nel nostro circolo sanguigno, nel senso che può consistere in un coagulo, un trombo, può essere gas, un embolo settico o un corpo estraneo, qualsiasi elemento estraneo non solubile che circola nel sangue. 

Quindi, un trombo può diventare un embolo nel momento in cui si sposta dalla sede in cui si è formato; l’embolo può viaggiare nel nostro circolo sanguigno arterioso o venoso e può fermarsi dove trova un vaso più piccolo di se stesso.

Questo può divenire un grosso problema, perché un vaso ostruito, indipendentemente dalla grandezza dell’embolo, può causare un’ischemia per un danno ai tessuti che non vengono così irrorati.

Quali sono le buone abitudini per impedire trombi ed emboli?

Partiamo dal presupposto che in medicina la prevenzione è fondamentale in ogni ambito; ma nel caso specifico è importante distinguere la prevenzione del trombo arterioso e quella del trombo venoso. 

Nel segmento arterioso se si forma un trombo, quest’ultimo nella maggior parte dei casi è connesso all’aterosclerosi. Pertanto, quello che si può fare è: 

  • tenere bassi livelli di colesterolo;
  • tenere controllata la pressione arteriosa;
  • fare attività fisica quotidianamente;
  • mantenere adeguati livelli di glicemia; 
  • controllare l’alimentazione, con pochi grassi animali.

Per quanto riguarda il distretto venoso, alcuni provvedimenti sono simili a quello arterioso, ovvero attività fisica continuativa, attento controllo del peso corporeo e, infine una serie di provvedimenti terapeutici di tipo farmacologico come iniezioni di eparina, un anticoagulante in grado, appunto, di “sciogliere” il sangue ovviamente sotto prescrizione medica. 

La trombosi venosa e/o l’embolia si verificano maggiormente in particolari situazioni, ad esempio dopo un intervento chirurgico o un trauma. Questo perché dopo un traumatismo e, in generale, nelle situazioni che costringono a letto per un po’, non si cammina, non ci si muove; questo comporta che il sangue ristagni nelle vene e possa causare una trombosi venosa e conseguentemente un’embolia polmonare. Ecco perché sicuramente il movimento rimane un fondamento importante. 

Qual è la diagnosi?

La diagnosi si effettua con una buona anamnesi e con l’esame clinico, che possono essere fatti già dal medico di medicina generale che, appunto, indagherà i sintomi per capire cosa si è verificato e da quanto tempo. 

L’esame strumentale immediatamente successivo alla visita è l’Ecodoppler. Cos’è l’Ecodoppler? Una metodica strumentale non invasiva che identifica mediante l’ecografia il vaso e con il Doppler consente di verificare il flusso del sangue all’interno del vaso. 

In questo modo, si può osservare la morfologia del vaso e, al suo interno e la velocità sanguigna; questo ci può far comprendere se il sangue circola in maniera normale, individuare la presenza di eventuali trombi o emboli al suo interno e prendere i giusti provvedimenti. 

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Dott.ssa Valeria Colucci

Farmacista di professione, nutre una profonda passione per la divulgazione scientifica.

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oronzo negletto
oronzo negletto
28 Aprile 2021 17:40

Estremamente chiara ed efficace la presentazione dei termini con le loro specifiche differenze e l’indicazione per una diagnosi che permetta un tempestivo provvedimento in merito.