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UNA PILLOLA CI SALVERA’ DALL’ENDOMETRIOSI

Sono quasi 200 milioni le donne nel mondo a soffrire di Endometriosi, ma di cosa si tratta? Come si riconosce? Come può essere trattata?

Sono quasi 100 anni che questa malattia viene studiata, solo negli ultimi 30 anni sono stati pubblicati più di 6000 studi al riguardo. 

Si arriva a contare che un 10% della popolazione mondiale femminile ne sia affetta, tuttavia è un numero che si stima andrà via via aumentando, data la complessità che si incontra nel formulare una diagnosi.

Partiamo dal principio: Cos’è l’Endometrio? Cosa significa Endometriosi?

L’Endometrio è la tonaca mucosa che riveste internamente l’utero femminile, è un tessuto di spessore variabile tra 1 e 7 mm, varia in funzione delle fasi del ciclo mestruale, cambiando anche in funzione degli stimoli ormonali legati alle varie fasi della vita di una donna: pubertà, età fertile e menopausa. 

Si cataloga come il tessuto più dinamico dell’utero.

In medicina, il suffisso –osi sta ad indicare processi degenerativi di un organo, di un tessuto o di una mucosa, in questo caso il termine Endometriosi sta proprio ad indicare la degenerazione tissutale dell’Endometrio.

Cosa succede se l’Endometrio non risponde correttamente all’influenza ormonale?

Può capitare che l’endometrio non auto-regoli la sua crescita ormone-dipendente in modo corretto, causando cosi una iper-proliferazione del tessuto anche al di fuori della cavità endometriale, formando delle vere e proprie isole, che a loro volta, sotto stimolo ormonale, continuano ad accrescersi, causando un’infiammazione cronica ed evolutiva.

Questa condizione degenerativa, pertanto, se non controllata, tende a peggiorare con l’andare del tempo, sino alla cessazione degli stimoli ormonali, ossia la menopausa, periodo di regressione della patologia, con la presenza, però, di tessuto cicatriziale che non scomparirà.

Le isole di endometrio che si verranno a formare al di fuori della cavità uterina, saranno ugualmente soggette a sanguinamento durante la mestruazione, come avviene per l’endometrio in sede, così da causare forti dolori poiché il sangue non verrà espulso, ma resterà nei tessuti.

Come riconoscere i sintomi dell’Endometriosi?

Si può iniziare a sospettare di essere affetti da endometriosi, quando compaiono tre sintomi primari, quali:

  • Dismenorrea secondaria, ossia, il dolore mestruale accentuato e che si prolunga anche dopo la fine della mestruazione,
  • Dispareunia, ossia dolore durante i rapporti sessuali, dolore che può essere legato al momento della penetrazione, oppure un dolore più profondo che si irradia più internamente fino alla parte più profonda della vagina, 
  • Dolore, ossia algie pelviche che si presentano in momenti distanti dal ciclo mestruale.

Esistono anche sintomi detti secondari, che si presentano già in casi avanzati della malattia, come:

  • Capacità urinaria ridotta, data la presenza di noduli di endometriosi a livello della vescica, che vanno a modificare la regolarità della minzione,
  • Sterilità, che non è propriamente un sintomo, ma è indicativa della difficoltà nel portare a compimento una gravidanza, in quanto l’ovulo fa fatica ad impiantarsi su un tessuto noduloso come quello creato dall’endometriosi.

Come diagnosticare, quindi, l’Endometriosi?

La prima cosa da fare è prenotare una visita ginecologica, in modo che il ginecologo possa procedere con un esame tattile, con il quale si accorgerà se vi è presenza di noduli sulla parete uterina.

Il ginecologo potrà decidere di proseguire la visita con un’ecografia transvaginale, con la quale potrà valutare l’elasticità delle ovaie, in quanto l’elasticità è ridotta nei casi di endometriosi.

Infine, potrà essere consigliabile svolgere una risonanza magnetica, la quale potrà dare segnalazione delle zone dove avviene il sanguinamento extra uterino, che è poi l’effettiva causa che origina il dolore.

Come si può agire contro l’Endometriosi?

Le strategie di azione contro questa patologia fantasma sono svariate, ma nessuna di queste è risolutiva, in quanto nessuna terapia agisce contro il meccanismo che innesca la patologia.

L’unico modo per convivere con questa malattia è quello di una diagnosi precoce ed un trattamento sintomatico affinché i suoi sintomi siano minimizzati il più possibile.

Si può ricorrere alla chirurgia locale, che ha come fine ultimo la rimozione delle isole di endometrio venutosi a formare fuori sede, tuttavia la chirurgia non è risolutiva, pertanto deve essere accompagnata da una terapia farmacologica.

La terapia farmacologica più indicata è una terapia estroprogestinica combinata continuativa, ossia l’assunzione di una pillola anticoncezionale a base di estrogeni e progestinici che non va sospesa al 28° giorno di ciclo mestruale, andando così a far scomparire la mestruazione. 

Questa terapia va ad agire sulla cessazione del sanguinamento, così che il dolore causato dal sanguinamento mestruale possa cessare.

Data la complessità di diagnosi, poiché molti sintomi sono generici di molteplici altre condizioni, sia fisiologiche che non, nella donna, sta prendendo piede sempre più la prescrizione di pillole contraccettive a ciclo continuo, che vanno a sostituire le pillole con assunzione sino al 21° giorno di ciclo.

Questa nuova tendenza potrebbe prevenire casi di endometriosi anche non diagnosticate, perché si andrebbero a placare i sintomi, ancor prima della loro manifestazione.

L’assunzione della pillola andrà interrotta dalla donna affetta da endometriosi solo nel caso della ricerca di una gravidanza.

A cura di:

Dalila Solimeni, laureata in farmacia e master in operation management delle aziende sanitarie. Farmacista e social media manager per professione, crede fermamente nel ruolo della scienza, da sempre nutre una passione per la divulgazione scientifica.

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Stefy
Stefy
18 Giugno 2020 20:08

Bellissimo articolo ! Per il mondo femminile !

Gisella Bottero
Gisella Bottero
17 Giugno 2020 18:18

Grazie
Finalmente in modo chiaro ed esaustivo una spiegazione del problema e cure efficaci