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Diabete: complicanze vascolari

Il diabete mellito rappresenta una delle patologie endocrino-metaboliche più diffuse al mondo ad elevata morbilità e mortalità.

Una malattia cronica: cosa vuol dire?

Le malattie croniche presentano sintomi che perdurano nel tempo in maniera costante o con fasi di remissione parziale seguita da riacutizzazione. Per queste malattie le terapie possono portare miglioramenti ma non sono risolutive.

Queste caratteristiche si riscontrano anche nel caso del diabete. Perciò il paziente diabetico dovrà essere continuamente monitorato per valutare la sua risposta al trattamento terapeutico al fine di riportare i livelli di glicemia nella norma rallentando l’insorgenza delle complicanze acute e croniche che caratterizzano il diabete sia di tipo 1 che di tipo 2.

Ovviamente non è facile mimare perfettamente ciò che avviene nell’organismo in condizioni fisiologiche normali poiché sia con l’insulina esogena che con gli ipoglicemizzanti orali è difficile ottenere una situazione identica a quella che è una situazione endogena fisiologica.

Complicanze croniche vascolari

Sicuramente le complicanze croniche più temibili sia nel diabete di tipo 1 che 2 sono quelle in cui si ha un interessamento di tutto il distretto vascolare del nostro organismo. In particolare le complicanze croniche vascolari del diabete si dividono in:

  • Microangiopatie : alterazioni morfo-strutturali che riguardano i piccoli vasi
  • Macroangiopatie:  alterazioni che riguardano i vasi di medio e grande calibro.

Micro e macroangiopatie diabetiche determinano poi delle alterazioni peculiari e caratteristiche a carico dei diversi organi e tessuti e che sono, purtroppo, responsabili dell’aumentata mortalità che si registra nel paziente diabetico.

In generale la causa fondamentale responsabile delle complicanze croniche del diabete mellito è l’iperglicemia, insieme a fattori genetici ed ambientali (es. fumo di sigaretta, dieta scorretta, vita sedentaria) e a malattie concomitanti (es. ipertensione, obesità, dislipidemia).

Le alterazioni delle strutture vascolari, in una fase precoce, sono ancora alterazioni reversibili, quindi sono alterazioni solo funzionali.

Quando l’iperglicemia diventa persistente e cronica, i vasi sanguigni subiscono anche alterazioni strutturali che diventano irreversibili e che caratterizzano la fase tardiva delle complicanze del diabete.

Perché l’iperglicemia è responsabile di questo danno vascolare?

Per un motivo molto semplice: le cellule dell’endotelio vascolare, a differenza di tutte le altre cellule presenti nei distretti corporei del nostro organismo, lasciano passare passivamente il glucosio al loro interno, determinandone un aumento della concentrazione intracellulare.

Ciò innesca una serie di meccanismi fisiopatologici che culminano in:

  •  Stress ossidativo;
  •  Alterata trascrizione proteica;
  •  Apoptosi endoteliale;
  •  Ridotta rigenerazione vascolare.

Nel caso delle microangiopatie, questi meccanismi hanno come risultante l’insorgenza di complicanze quali:

  • Nefropatia diabetica: causa di insufficienza renale;
  • Retinopatia diabetica: causa dell’insorgenza di glaucoma e cecità;
  • Neuropatia diabetica: tra le principali cause di amputazione non traumatica degli arti.

Per quanto riguarda le macroangiopatie, queste alterazioni biochimiche, insieme a meccanismi aggiuntivi quali la glicazione dell’emoglobina, la glicazione del collagene e l’accelerata ossidazione delle LDL, sfociano nell’insorgenza di placche aterosclerotiche a livello dei vasi di grosso e medio calibro, condizione patologica piuttosto frequente nel soggetto diabetico.  Queste placche si formano, in particolare, a livello coronarico e cerebrale con conseguente aumento del rischio dell’insorgenza di infarto del miocardio ed ictus. La mortalità cardiovascolare e l’infarto sono da 2 a 4 volte più frequenti nel paziente diabetico rispetto al soggetto normale.

Cosa bisogna fare quindi nel soggetto diabetico?

L’ imperativo è: mantenere un controllo metabolico ottimale.

Quanto più si riesce a mantenere una glicemia nel range fisiologico, tanto più si può scongiurare o ritardare la comparsa delle complicanze croniche del diabete. Ciò è ampiamente supportato da studi epidemiologici ormai largamente convalidati e consolidati.

Fonti

www.gidm.it

www.gidm.it/eziopatogenesi-complicanze-microangiopatiche-diabete-mellito/

 

 

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Dott. Andrea Filardi
Dott. Andrea Filardi

Laureato in Farmacia. Farmacista di professione. Appassionato di divulgazione scientifica

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Giacomo
Giacomo
28 Marzo 2020 14:15

Complimenti bell’articolo