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ORZAIOLO E CALAZIO: SAPERLI DISTINGUERE 

Il benessere degli occhi deriva anche da uno stile di vita sano e le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria in corso favoriscono comportamenti pericolosi per la salute.

Fastidi quali calazi e orzaioli possono insorgere frequentemente se si segue una dieta poco sana accompagnata da sedentarietà.

C’è spesso confusione quando si parla di queste “palline” sull’occhio: di seguito potrete leggere le differenze tra calazio e orzaiolo ed i trattamenti per curarli.

L’OCCHIO

La palpebra all’esterno è formata dalla cute, mentre all’interno dalla congiuntiva (una mucosa), che riveste la superficie a contatto con il bulbo oculare per proteggerlo. 

Nello spessore della palpebra vi sono elementi che producono componenti fondamentali del film lacrimale: le ghiandole sebacee di Zeis, Moll e Meibomio.

Quando il sistema di drenaggio di tali ghiandole è ostruito, avviene secrezione lipidica nei tessuti circostanti e si ha infiammazione.

I processi infiammatori e infettivi della palpebra sono chiamati orzaiolo e calazio. 

ORZAIOLO

L’orzaiolo è un’infiammazione benigna di origine batterica, delle ghiandole sebacee localizzate alla base delle ciglia (ghiandole di Zeis e di Moll) il cui dotto escretore si occlude. 

Tale fenomeno può interessare l’interno o l’esterno della palpebra a seconda delle ghiandole aggredite: 

  • se viene colpita una ghiandola di Zeis o di Moll, l’orzaiolo si manifesta all’esterno della palpebra; 
  • se viene colpita una ghiandola di Meibomio, l’orzaiolo si manifesta all’interno della palpebra. 

I sintomi più comuni sono:

-Formazione di un foruncolo bianco-giallastro sul bordo ciliare (le cui dimensioni possono variare in base al caso specifico);

-Dolore, gonfiore e arrossamento (in casi gravi possono insorgere anche stati febbrili);

-Secrezione oculare;

-Sensazione di corpo estraneo;

-Lacrimazione intensa e congiuntivite. 

La causa scatenante dell’orzaiolo è la scarsa igiene personale, che favorisce la proliferazione del batterio Staphylococcus Aureus che è molto contagioso: il solo contatto delle mani sporche consente al batterio di infettare.

Quindi l’igiene è fondamentale per scongiurare l’orzaiolo: è importantissimo lavare sempre le mani e detergere gli occhi con attenzione senza sfregare o schiacciare l’occhio, così da evitare il propagarsi dell’infezione.

Altri fattori di rischio collegati alla comparsa di orzaiolo sono: diabete, dermatite seborroica, acne rosacea, blefarite e colesterolo alto.

L’orzaiolo in genere si risolve spontaneamente in un tempo che va dai due ai quattro giorni, mediante un’adeguata pulizia dell’occhio associata a dei semplici impacchi di acqua calda che aiutano a ridurre il dolore e l’infiammazione.

Spesso è necessario l’impiego di antibiotici sottoforma di gel, gocce e unguenti antibiotici e/o corticosteroidi che provvede a prescrivere il medico o l’oculista dopo una visita accurata.

Nei casi gravi, per ridurre l’infiammazione vengono somministrati per via sistemica (per periodi che variano da settimane a mesi) antibiotici quali tetraciclina, doxiciclina ed eritromicina.

CALAZIO

Il mancato trattamento dell’orzaiolo può portare all’insorgenza del calazio:

una cisti (lipogranuloma) della palpebra risultante da un’infiammazione a carico di una o più ghiandole di Meibomio, responsabili della produzione dello strato oleoso del film lacrimale. 

Quando il dotto escretore della ghiandola si occlude, impedisce alla componente lipidica prodotta di defluire all’esterno che rimanendo all’interno genera un granuloma detto calazio.

In genere il calazio si colloca sulla palpebra superiore in prossimità delle ciglia in quanto vi è più concentrazione di ghiandole di Meibomio.  

I sintomi più comuni sono: 

tumefazione localizzata della palpebra;

infiammazione della congiuntiva e rossore dell’occhio con conseguente iperemia congiuntivale;

gonfiore della palpebra e diminuzione dell’apertura delle palpebre;

vista annebbiata.

In alcuni casi il calazio guarisce spontaneamente in 2-8 settimane, senza bisogno di ricorrere ad alcun trattamento.

Per facilitarne la guarigione si consigliano impacchi umidi di acqua tiepida più volte al giorno, per aiutare il drenaggio della ghiandola ostruita.

Quando il calazio raggiunge notevoli dimensioni e non si risolve da solo, può causare astigmatismo ed i trattamenti utili ad evitare complicazioni gravi consistono nell’utilizzo di farmaci corticosteroidi e se necessario di un piccolo intervento chirurgico per asportarlo.

PREVENZIONE

La prevenzione di questi fastidi oculari consiste nel rispettare le principali regole di igiene quali:

disinfettare accuratamente gli oggetti che entrano in contatto con palpebra e occhio (come le lenti a contatto);

lavare sempre le mani prima di toccare le palpebre;

tenere pulite ciglia e palpebre mediante l’uso di salviette specifiche per l’igiene degli occhi;

struccarsi adeguatamente e con prodotti specifici (come struccanti bifasici);

seguire una dieta sana, povera di grassi ed alcool.

Quando orzaiolo e calazio sono ricorrenti è consigliabile introdurre supplementi di vitamine con integratori come probiotici, vitamine A, C ed E (contrastano lo stress ossidativo), omega tre, luteina, zinco e zeaxantina.

Per uno stile di vita sano, oltre alla dieta, può essere utile ridurre il fumo, prediligendo alla sedentarietà l’attività fisica: un ottimo aiuto nel ridurre lo stress in quanto favorisce il rilascio di endorfine che inducono la sensazione di benessere modificando il tono muscolare e riducendo la tensione che libera lo stress accumulato. 

 

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Annalisa Spadafora

Studentessa in CTF, nutre una profonda passione per la divulgazione scientifica.

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Michele
Michele
29 Gennaio 2021 19:28

Buonasera, articolo interessante. Mi piacerebbe avere le fonti in modo da approfondire. Grazie