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Il Sistema Sanitario Nazionale italiano: cosa è e come funziona

“Con cosa paga?”, queste sono le prime parole che si è sentito rivolgere Francesco Perisco, 33 anni, vicesindaco di Azzano San Paolo (Bergamo) dopo essere uscito dall’isolamento dal quale è uscito presso l’ospedale Mount Sinai West di New York. 

Francesco si trovava nella grande mela ai primi di marzo, quando ha iniziato ad accusare i primi sintomi del Covid-19, e così è stato trasportato tramite ambulanza all’ospedale più vicino a lui, dove è quasi subito entrato in terapia intensiva per il costo di 8.000 dollari al giorno. 

Il 25 marzo Francesco è stato dimesso dall’ospedale, e dopo due tamponi negativi è rientrato in Italia il 4 Aprile. 

Adesso Francesco sta bene, e fortunatamente l’assicurazione che aveva stipulato prima del viaggio ha coperto le spese mediche, ma di certo questa vicenda ci permette di renderci conto di quanto il nostro Sistema Sanitario Nazionale, nonostante le continue critiche, sia prezioso per noi Italiani. 

 

Le origini  

La sua fondazione risale al 1948, quando la Costituzione ha riconosciuto la salute pubblica come diritto. 

Diventa invece ufficiale dopo 30 anni, con la legge 883 del 23 Dicembre 1978, che istituisce appunto il Sistema Sanitario Nazionale caratterizzato da 3 principi cardine: uguaglianza, universalità ed equità. 

 

La prima tappa, quella del 1948, parte dall’articolo 32 della Costituzione, che impegna la Repubblica Italiana a riconoscere la salute come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, e si impegna inoltre a garantire le cure agli indigenti, senza in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto per la persona umana. 

 

Nel 1968, la legge Mariotti che istituisce gli enti ospedalieri e il fondo nazionale ospedaliero, fa strada alla legge 883 del 1978, quella che fa nascere il Sistema Sanitario Nazionale, costituito dal “complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attività destinati alla promozione, al mantenimento e al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione”. 

 

L’ultima modifica avviene nel 2017, con il DPCM del 12 gennaio, che afferma che il SSN è tenuto a garantire il servizio su tutto il territorio nazionale in forma gratuita, con partecipazione alla spesa (ticket), o tramite finanziamenti pubblici. 

 

Come opera  

 Il Sistema Sanitario Nazionale opera su più livelli, dal Ministero della Salute alle Aziende Sanitarie Locali, passando anche attraverso ospedali, farmacie, ambulatori, ecc. 

 

Uno degli strumenti più importanti è il “ticket sanitario”, attraverso il quale il cittadino contribuisce alla spesa delle prestazioni sanitarie ricevute per cui non è prevista la copertura totale da parte del SSN.  

Le prestazioni, comprese nei LEA (livelli essenziali di assistenza) e non, per cui è necessario pagare il ticket sono: 

  • Visite specialistiche ed esami di diagnostica strumentale  
  • Prestazioni eseguite in pronto soccorso senza urgenza e ricovero (codici bianchi) 
  • Cure terminali  

Il costo del ticket ha un tetto massimo di 36,15€ per ricetta (che può contenere fino a 8 voci nella stessa), più un’ulteriore quota fissa di 10€ che può variare di regione in regione. 

 

Un altro strumento del SSN è la tessera sanitaria e la carta nazionale dei servizi (TS-CNS), quest’ultima è una Smart card che permette al cittadino di usufruire di tutti i servizi online messi a disposizione dalle pubbliche amministrazioni. 

La tessera sanitaria, contenendo anche il codice fiscale rilasciato dall’Agenzia delle Entrate, ne permette anche l’utilizzo in fronte all’acquisto di medicinali in farmacia, così da poter usufruire di eventuali detrazioni fiscali. 

 

Emergenza sanitaria Covid-19: costi a confronto  

 Dopo aver appreso il costo per la cura del Covid-19 a New York (100.000 dollari di cure ospedaliere, più 2.500 per il trasporto in ambulanza), viene naturale chiedersi quanto costerebbe a noi italiani ricevere le stesse cure? E allo stato? 

 

Da una recente stima si è calcolato che allo stato una singola giornata di degenza all’interno di un’area di bassa intensità sia pari a 427,77€, a 528,38€ per media complessità e 1.278,50€ per alta intensità.  

 

Per quanto riguarda il Covid-19, si è stimata a livello nazionale una degenza di 15,5 giorni nell’area di alta complessità di cure, per un costo totale allo stato per singolo paziente di 14.873,48€, che salgono invece a 22.210,47€ in caso di terapia intensiva o sub-intensiva per una media di 23,21 giorni di degenza. 

 

Il costo al cittadino? Nessuno. 

 

FONTI

http://www.quotidianosanita.it/m/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=86648#:~:text=In%20prima%20istanza%20occorre%20considerare,intensit%C3%A0%20di%20cura%2Fcomplessit%C3%A0%20assistenziale.  

Costituzione della Repubblica Italiana  

https://www.assidai.it/sanita-pubblica-8-tappe-grande-storia/ 

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Federica Martin
Federica Martin

Laureanda in Farmacia. La sua passione è la ricerca.

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