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Spotting: quando preoccuparsi e perchè?

Hai notato delle piccole perdite e ti stai preoccupando?

Non agitarti, alle donne succede più spesso di quanto immagini e nella maggior parte dei casi è un evento fisiologico ed innocuo.

Lo spotting è un ottimo alleato per la salute della donna quando si riesce a capirne la causa: ecco le informazioni principali.

SPOTTING

Col termine “spotting” (dall’inglese “to spot”, cioè “macchiare”) si indicano le scarse macchioline di sangue che si manifestano al di fuori del flusso mestruale.

Possono avvenire in qualsiasi momento del ciclo mestruale: alla fine, nei giorni prima del nuovo flusso o anche durante l’ovulazione.

Queste perdite di sangue uterino vanno dal rosa chiaro al marrone scuro e presentano una consistenza diversa rispetto a quelle del ciclo mensile.

Generalmente non sono accompagnate dai classici dolori premestruali quali crampi addominali, tensione mammaria, emicrania o malessere generale del corpo.

Le cause dello spotting sono da ricercarsi in diversi fattori che possono essere:

disfunzionali (stress, alimentazione squilibrata, contraccezione);

di natura organica (cisti ovariche,vaginosi e vaginiti; ectopia del collo dell’utero; polipi e fibromi; endometriosi; lesioni precancerose o tumorali; menopausa precoce).

STRESS

Lo stress cronico causa un aumento dell’adrenalina e del cortisolo, ormoni che se presenti nel corpo in quantità eccessive interferiscono col ciclo mestruale.

Tali ormoni alterano il normale funzionamento dell’ipotalamo che a sua volta regola l’attività dell’ovaio.

L’ipotalamo è la centralina del cervello che regola i bioritmi e quando non funziona correttamente fornisce dati imprecisi agli organi.

Quando l’ipotalamo invia all’ovaio informazioni ormonali altalenanti, questo non riesce a mantenere la sincronia del ciclo mestruale causandone alterazioni tra cui lo spotting.

Per prevenire lo spotting da stress è fondamentale cercare di mantenere uno stile di vita sano con: alimentazione variata ed equilibrata;

buona idratazione (bere almeno 2 litri di acqua al giorno);

sport e/o movimento giornaliero;

sonno regolare (dormire almeno 8 ore a notte);

esercizi di respirazione e rilassamento (lo yoga e la meditazione sono ottimi).

ALIMENTAZIONE SQUILIBRATA

Il bioritmo del ciclo mestruale può essere alterato anche da un alimentazione squilibrata come diete eccessive, bulimia e obesità che causano disfunzioni ormonali.

Quando si seguono diete eccessivamente restrittive, potrebbe venire a mancare l’ovulazione e ciò fa allungare il ciclo per cui si assiste al fenomeno dello spotting.

Nel caso della bulimia avviene un’insufficiente produzione di progesterone che causa crescita e sfaldamento irregolari dell’endometrio per cui compaiono le perdite. 

Nei casi di obesità il tessuto adiposo secerne l’estrone, un ormone che stimola l’endometrio a crescere eccessivamente in altezza, provocando spotting. 

In tutti questi casi è consigliabile affidarsi:

ad un nutrizionista che oltre a prescrivere una dieta, insegnerà ad adottare uno stile alimentare sano;

ad uno psicologo che sostiene, motiva e affianca nell’approccio equilibrato al cibo e nei percorsi di cambiamento di stile di vita.

CONTRACCEZIONE

Le donne che iniziano ad usare contraccettivi ormonali possono presentare fenomeni di spotting che solitamente rientrano in qualche mese. 

Più precisamente durante l’assunzione della pillola anticoncezionale o l’uso della spirale al rame può manifestarsi spotting che tende a ridursi nel tempo.

Quando lo spotting persiste mentre si assume la pillola potrebbe essere a causa di un dosaggio di estrogeni troppo basso o a causa di un’assunzione irregolare e sarà il ginecologo a valutare un cambio di dosaggio e/o di contraccettivo.

Se lo spotting oltre a persistere è associato a dolori mentre si usa la spirale al rame, il ginecologo provvede ad una visita di controllo e in caso alla rimozione del contraccettivo.

NON SOLO SPOTTING

La maggior parte delle volte lo spotting è un fenomeno innocuo, ma è anche indice che qualcosa nell’organismo della donna non funziona bene.

Nonostante faccia “paura”, lo spotting è un sintomo di grande aiuto nella diagnosi delle sue cause organiche quali:

cisti ovariche; 

vaginosi e vaginiti;

ectopia del collo dell’utero; 

polipi e fibromi; 

endometriosi; 

lesioni precancerose o tumorali; 

menopausa precoce.

Tali patologie necessitano di essere diagnosticate da un ginecologo che provvede ad una visita completa e a prescrivere la cura adatta.

In genere durante la visita vengono effettuati pap-test, ecografia esterna ed interna e se necessario il medico valuta se prescrivere esami del sangue, misurazione del pH vaginale e isteroscopia.

CONCLUSIONI

Considero la salute femminile un argomento molto delicato e comprendo il cedere al panico quando non si riescono a decifrare i segnali che il corpo ci manda.

Da donna voglio incoraggiarvi a non avere paura, ma ad ascoltare e amare il vostro corpo: va semplicemente compreso e curato.

Non sottovalutate né trascurate mai alcun sintomo (in questo caso lo spotting, ma vale per qualsiasi sintomo) e praticate una prevenzione consapevole per ridurre l’incidenza delle malattie e migliorare la qualità della vita.

A cura di Annalisa Spadafora

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