fbpx

MARCATORI TUMORALI: COSA SONO E A COSA SERVONO

I marcatori tumorali sono proteine, ormoni  e altre sostanze biologiche che vengono prodotte dal tessuto tumorale o dall’organismo in risposta ad alcuni tipi di neoplasia.

Le modifiche che caratterizzano la cellula neoplastica si evidenziano anche al livello di particolari variazioni biochimiche; queste possono essere identificate nel sangue, mediante la stima della concentrazione di molecole prodotte e liberate dalla cellula neoplastica. Sono valori ematici da non considerarsi una spia precoce dell’insorgenza della malattia tumorale dal momento che sono presenti anche in soggetti sani o associati a malattie non neoplastiche.

UTILIZZO

Il dosaggio dei marcatori tumorali trova diverse applicazioni in campo clinico in quanto possono essere collegati alla presenza di diverse forme tumorali.  Dunque, l’analisi di questi può consentire di identificare la presenza di un carcinoma, ovvero indicare se una persona sta sviluppando una neoplasia o se c’è una ripresa della malattia, supportando altre evidenze cliniche tra cui gli esami strumentali.  In presenza di neoplasia maligna in stadio avanzato,  le concentrazioni ematiche di marcatori sono molto superiori alla norma e pertanto questi sono a volte usati come indicatori dello stato della malattia e della sua possibile progressione. Invece, negli stadi iniziali di malattia non sempre i marcatori possono avere dei valori al di fuori del range pertanto, da soli non sono sufficienti a stabilire la diagnosi di tumore. In corso di terapia, consentono di monitorare, in maniera poco invasiva, la risposta a un trattamento e a seguire lo sviluppo della malattia.

 

COME SI MISURANO

Il dosaggio dei marcatori avviene tramite un semplice prelievo di sangue periferico. In base al tipo di tumore è possibile analizzare anche altri tipi di fluidi corporei tra cui urine, liquido ascitico e feci.

 

QUANDO PRESCRIVERLI

Il dosaggio dei marcatori tumorali è un esame indicato solo in presenza di una diagnosi di malattia neoplastica già accertata. Lo specialista prescrive l’analisi dei marcatori per:

  • Valutare il percorso terapeutico al fine di valutare se efficace o meno.
  • Identificare la presenza di recidive a distanza.
  • Screening di persone con anamnesi familiare sospetta.
  • Confermare una diagnosi strumentale e clinica.

 

QUALI SONO

Sono noti attualmente numerosi markers tumorali; alcuni associati ad un solo tipo di tumore, altri invece associati a più di un tipo di neoplasie.

I markers tumorali si dividono in due tipi principali:

  • circolanti: si possono individuare nel sangue, nelle urine, nelle feci o in altri fluidi corporei;
  • tissutali: presenti sulle cellule tumorali ed identificabili nei tessuti prelevati con biopsia o dopo asportazione chirurgica.

 

E’ possibile classificare diversi tipi di marcatori tumorali.

Gonadotropina corionica umana, dosato nell’analisi del tumore dell’ovaio e del testicolo.

PSA, (antigene prostatico specifico), dosato nel tumore della prostata.

Tireoglobulina, dosata nel tumore della tiroide.

CEA, (antigene carcino-embrionario), espresso dai tumori del pancreas, del colon-retto, polmone, mammella e ovaio.

Calcitonina, dosate nel carcinoma midollare della tiroide e nei tumori endocrini del tratto digerente.

AFP, (alfa feto proteina), dosata nel tumore delle ovaie, carcinoma epatocellulare e testicoli.

CA19-9, dosato nel tumore gastrico, del colon-retto e pancreas.

CA15-3,  dosato nel tumore della mammella.

HER2/neu, dosato principalmente nella diagnosi di tumore della mammella.

HE4, espressa ad alti livelli nel carcinoma ovarico.

 

LIMITI

Benché i marcatori tumorali forniscano valide informazioni circa le caratteristiche della malattia neoplastiche presentano molteplici limiti. Non sono dotati ne di specificità ne di sensibilità infatti, non possono essere considerati un unico strumento di diagnosi e di monitoraggio della risposta alla terapia farmacologica. Non esiste una stretta correlazione tra tumore e marker in quanto uno stesso marker può essere prodotto da diverse forme tumorali.

Inoltre, concentrazioni elevate dei marcatori possono essere ricondotte anche a condizioni benigne o eventi infiammatori. Per tutti i motivi sopra citati, i risultati ottenuti dal dosaggio dei marcatori devono essere analizzati tenendo conto delle condizioni clinico generali del paziente in quanto, patologie concomitanti possono alterare in maniera significativa il dosaggio di uno o più marcatori.

 

FONTI

Diagnostic and prognostic epigenetic biomarkers in cancer. Costa-Pinheiro P et al. Epigenomics. 2015.

Rapid Biosensing Tools for Cancer Biomarkers. Rajeev Ranjan  et al. Biosens Bioelectron. 2017.

4.5 2 votes
Article Rating
Dott.ssa Daniela MASSIHNIA
Dott.ssa Daniela MASSIHNIA

Laureata in Biotecnologie industriali. Si occupa di ricerca clinica e di divulgazione scientifica.

Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments