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Coronavirus: prendersi cura delle mani secche e irritate

Uno degli imperativi che ricorre come non mai in questo periodo è quello di lavarsi le mani. Frequentemente ed efficacemente. Questa è una misura preventiva importante per ridurre il rischio di trasmettere il temuto nemico virale SARS-CoV-2.

Dall’altro lato però, l’azione ripetuta dei detergenti, dell’acqua calda e, quando si usano, dei disinfettanti a base alcolica può portare ad avere mani più secche e irritate del solito in quanto i ripetuti lavaggi possono impoverire il naturale film idrolipidico della cute e peggiorare eventuali patologie dermatologiche preesistenti (come l’eczema).

Il film idrolipidico cutaneo è una sorta di pellicola presente sulla superficie della pelle, costituita essenzialmente da una componente idrofila (il fattore idratante naturale o NMF) e da una frazione liposolubile formata dal sebo e da lipidi epidermici (come le ceramidi). Il film idrolipidico cutaneo consente di mantenere idratato lo strato più esterno della pelle ed esercita una funzione barriera che ostacola la colonizzazione della cute da parte di microorganismi patogeni (batteri, virus, funghi…).

Per contrastare la secchezza delle mani si possono adottare alcuni utili accorgimenti. Vediamoli qui di seguito.

  1. Privilegiare detergenti delicati, specialmente se si tende a soffrire di dermatiti. L’ideale sarebbe scegliere prodotti con pH compreso tra 5 e 6, che contengono tensioattivi (sostanze che esercitano un’azione detergente legando sia l’acqua che lo sporco) poco aggressivi, e preferibilmente senza profumi che potrebbero essere irritanti per le persone allergiche o con pelle sensibile. Spesso i saponi liquidi sono più delicati delle saponette classiche, oltre a essere più igienici poiché il prodotto non si trova a diretto contatto con le impurità presenti nell’ambiente e i vari utilizzatori.
  2. Non usare acqua troppo calda per non irritare la pelle.
  3. Non asciugare le mani sfregandole eccessivamente ma tamponarle delicatamente, avendo comunque l’accortezza di eliminare per bene l’umidità residua che potrebbe favorire la proliferazione microbica.
  4. Dopo il lavaggio delle mani, applicare una crema idratante, privilegiando formulazioni arricchite con sostanze emollienti (come il burro di karitè, l’olio di jojoba, l’olio di mandorle dolci, l’olio di cocco…), lenitive (come la calendula, l’allantoina, l’alfa bisabololo) e lipidiche ristrutturanti (ad esempio le ceramidi).

L’effetto idratante si può ottenere:

  • usando sostanze che legano molecole di acqua (ad esempio glicerina, acido ialuronico, urea, pantenolo…)
  • usando sostanze che esercitano un’azione occlusiva/filmogena impedendo l’eccessiva evaporazione di acqua (ad esempio la paraffina liquida o la lanolina).
  1. Per un trattamento d’urto, usare un impacco (può andare bene anche la normale crema che si usa per le mani) da lasciare in posa, meglio se con l’applicazione aggiuntiva dei guanti che si trovano spesso all’interno dell’apposito prodotto. L’ideale è procedere con l’impacco prima di andare a dormire e lasciare in posa tutta la notte in modo da favorire al meglio l’azione del prodotto.
  2. Utilizzare guanti in lattice (o in materiali ipoallergenici se si è allergici al lattice) per proteggere le mani da agenti aggressivi (ad esempio durante le pulizie domestiche).

 

Nella maggior parte dei casi con questi accorgimenti si può risolvere il problema; tuttavia, se i sintomi sono particolarmente severi e persistono, si raccomanda di rivolgersi a un dermatologo per individuare eventuali cause alla base del disturbo e adottare un’opportuna strategia risolutiva.

 

Fonti

 

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Dott.ssa Marianna Gualdana

Laureata in CTF, ricopre il ruolo di Pharmacovigilance Safety Surveillance Associate presso Pfizer.

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