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Nuove sfide: cosmesi oncologica

Ottobre: l’autunno avanza con passo sempre più incalzante; le foglie danzano cullate dal vento, per poi posarsi dolcemente a terra; tutto, a poco a poco, si tinge di giallo, arancione e rosso. Ma Ottobre è anche così rosa. È proprio questo, infatti, il mese della prevenzione contro il tumore al seno: grazie alla Campagna Nastro Rosa, per tutto il mese di Ottobre è possibile sottoporsi a visite senologiche gratuite presso le associazioni della Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori). La prevenzione è, infatti, l’arma più potente contro una malattia tanto diffusa quanto segnante, non solo a livello fisico, ma anche psicologico ed estetico. Attualmente, grazie alla ricerca, alle campagne di prevenzione e ai trattamenti sempre più efficaci, il tumore al seno e le altre neoplasie maligne non sono più solo curabili, ma anche guaribili. Le terapie oncologiche, tuttavia, influenzano inevitabilmente, con i loro effetti collaterali, la salute della barriera cutanea e, di conseguenza, la qualità della vita del paziente. Ecco che nasce, quindi, una nuova sfida per il settore cosmetico: la formulazione di prodotti appositamente studiati e realizzati per il paziente oncologico.

Ma procediamo con ordine, prendendo in esame le alterazioni della pelle dovute alle cure per poi provare a familiarizzare con la cosmesi oncologica.

Qual è l’impatto delle terapie oncologiche sulla cute?

I diversi trattamenti oncologici (chemioterapia, radioterapia, terapia immunologica o ormonale) determinano spesso l’insorgenza di numerose problematiche a livello della pelle: basti pensare alla gestione di un’eventuale cicatrice o alla ben nota perdita totale o parziale dei capelli (alopecia), alla disidratazione e alla secchezza della cute (xerosi), alle reazioni acneiche, al prurito e alla comparsa di fastidiosi rush cutanei; per non parlare poi delle radiodermiti, patologie cutanee provocate dall’esposizione a radiazioni ionizzanti quali raggi gamma o raggi X.

Un impatto di tale portata sulla salute della barriera cutanea influenza negativamente la qualità della vita del paziente, con gravi ripercussioni sulla vita sociale e sulle relazioni e, più in generale, sulla psiche. Il danno cutaneo, a volte, può risultare talmente grave da rendere necessaria una riduzione del dosaggio dei farmaci o, addirittura, nei casi più gravi, la sospensione della terapia.

E se si volesse conoscere meglio il danno cutaneo causato dalle terapie?

Il danno cutaneo è legato alla combinazione di svariati fattori; dipende, infatti:

  • Dal tipo di terapia;
  • Dalla classe di farmaci impiegata;
  • Dalla diagnosi;
  • Dal numero delle cure;
  • Dalla durata del trattamento.

La tossicità cutanea, inoltre, viene classificata sulla base di criteri condivisi a livello internazionale ed è suddivisa in gradi, a seconda dell’entità del danno. È proprio in base alla gravità di quest’ultimo, infatti, che vengono consigliati prodotti cosmetici, farmaci o interventi di altro tipo.

Nello specifico, quali sono le alterazioni di cute e annessi cutanei in chemioterapia?

Durante il trattamento chemioterapico, sono molteplici le alterazioni che possono interessare la pelle e gli annessi cutanei. Tra queste, la più conosciuta è sicuramente l’alopecia da chemioterapici. In parole semplici? La perdita parziale o totale dei capelli, legata all’attività di alcuni chemioterapici che agiscono sulle cellule in via di proliferazione. 

La funzione della barriera cutanea, inoltre, può essere compromessa con conseguente disidratazione e secchezza (xerosi), prurito, follicolite e iperpigmentazione. L’accumulo del chemioterapico nei palmi delle mani o nelle piante dei piedi può determinare la comparsa di eritrodisestesia palmo-plantare, più comunemente nota come sindrome mano-piede: il tutto inizia con un lieve formicolio, seguito da bruciori ai palmi delle mani o alle piante dei piedi, fino a sfociare, in alcuni casi, in dolore vero e proprio; la cute diventa dapprima arrossata e infine ipercheratosica, secca e con ragadi.

C’è dell’altro? Sfortunatamente sì: la pelle diventa più soggetta ad infezioni e può presentare una maggiore sensibilità agli allergeni e alle radiazioni ultraviolette.

E in radioterapia?

Gli effetti delle radiazioni ionizzanti sulla pelle e sugli annessi cutanei sono numerosi e dipendono:

  • Dal volume irradiato;
  • Dalla regione trattata.

Una delle più comuni reazioni cutanee acute è la radiodermite, una patologia della pelle che si manifesta quando si è a lungo esposti a radiazioni e che può variare da lieve eritema a grave desquamazione umida confluente. Tutti i pazienti sottoposti a radioterapia corrono il rischio di sviluppare queste reazioni: è qui che emerge l’importanza della gestione e della valutazione precoce del danno cutaneo e dei protocolli preventivi, che si prefiggono come obiettivo il miglioramento della qualità della vita del paziente.

La combinazione di radioterapia e terapia sistemica cosa determina?

La combinazione di radioterapia e chemioterapia ha migliorato la gestione di molte neoplasie e dei tassi di sopravvivenza dei pazienti. Il trattamento combinato, tuttavia, può esacerbare le razioni cutanee, con conseguente grave xerosi, infiammazione, assottigliamento della pelle, fino a determinare necrosi del derma e dell’epidermide superiore. Tali effetti collaterali tendono ad apparire precocemente e, nonostante si presentino in forma lieve all’inizio, possono diventare gravi e compromettere significativamente la qualità della vita del paziente.

C’è dell’altro?

Anche in questo caso, purtroppo, la risposta è sì: gli effetti collaterali delle terapie oncologiche, infatti, potrebbero essere peggiorati dalla scelta o dall’uso inappropriato di prodotti non idonei. Per di più, nonostante i consigli per il trattamento farmacologico delle reazioni cutanee siano ben noti, non esistono, tuttavia, raccomandazioni internazionali per la scelta o per l’uso di prodotti dermatologici o cosmetici per la cura della pelle dei pazienti oncologici.

Diventa quindi sempre più importante educare i pazienti all’uso di prodotti cosmetici adeguati, atti a migliorare la funzione barriera per prevenire le principali alterazioni cutanee, con l’obiettivo di ridurre al minimo le problematiche ad esse correlate. Di conseguenza, risulta ancor più rilevante stilare delle linee guida di trattamento delle reazioni cutanee del paziente oncologico, andando a definire quali prodotti usare, tempi e protocolli.

È proprio in quest’ottica che si inserisce la cosmesi oncologica.

Nello specifico, di che cosa si tratta?

Per cosmesi oncologica si intende quella cosmesi che si prefigge di rispondere ai bisogni dei pazienti oncologici già così duramente provati dalle cure, minimizzando il danno cutaneo della terapia.  In che modo?

  • Proponendo prodotti adeguatamente studiati, che sappiano rispondere ai cambiamenti fisiologici della cute durante le cure;
  • Realizzando formulazioni specifiche per ogni tipo di cura, impiegando attivi selezionati e packaging anticontaminazione.

Un approccio di questo tipo consente di ottenere risultati su due fronti:

  • Limita i danni cutanei, donando confort alla pelle;
  • Fa in modo che il paziente torni a prendersi cura di sé, ritrovando il contatto con aree del corpo malate e, da ultimo ma non meno importante, diminuendo i segni della malattia e aumentandone l’autostima.

Qual è l’obiettivo finale? Il miglioramento della qualità della vita del soggetto in terapia.

È importante che il paziente si riappropri via via dei piccoli gesti della skin care quotidiana, con cosmetici appositamente formulati per:

  • Detergere in maniera ottimale, senza depauperare il film idrolipidico;
  • Idratare;
  • Nutrire;
  • Contenere i rush cutanei.

Perché la cosmesi oncologica rappresenta una nuova sfida importante per il settore cosmetico?

La cosmesi oncologica è una sfida formulativa molto interessante in quanto può guidare il paziente oncologico nella scelta di prodotti sicuri ed efficaci, appositamente studiati e realizzati per andare incontro ai suoi bisogni. Spesso i pazienti, infatti, si avvicinano a formule naturali o biologiche, che a volte non soddisfano a pieno i requisiti per trattare la pelle nel periodo delle cure. Da qui emerge l’importanza di studiare formulazioni con attivi naturali o da chimica verde, ma senza gli allergeni o l’alcool che si ritrovano in alcune formulazioni bio.

Per concludere

Le alterazioni cutanee dovute alle terapie oncologiche non possono essere evitate, ma un intervento cosmetico adeguato prima e durante il trattamento può aiutare a limitarle. Non bisogna attendere che i sintomi si manifestino: a questo punto, infatti, il danno è già avvenuto. Quali sono, quindi, i tre punti cardine per prevenire e lenire le alterazioni della barriera cutanea? Detersione accurata, idratazione e nutrimento della cute.

Promemoria

La cosmesi è una scienza: non dovrebbe risultare frivola di fronte a difficoltà tanto grandi, che il più delle volte ci lasciano inermi. Anzi, per i pazienti in terapia i cosmetici acquistano un valore aggiunto: perfino sentirsi più belli e a proprio agio con se stessi e di conseguenza con gli altri, infatti, può aiutare a superare la malattia…o quanto meno (cosa non da poco), può migliorare l’umore e dare un contributo considerevole nel ritrovare l’autostima.

Perché alla fine, non si parla di pazienti oncologici, ma di persone!

FONTI

www.kosmeticanews.it

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Dott.ssa Elena Pascucci
Dott.ssa Elena Pascucci

Laureata in chimica e tecnologie farmaceutiche. Master di II livello in Scienza e tecnologia cosmetiche. Si occupa della stesura di articoli di dermocosmesi.

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