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Fitness & Salute: Esercizio fisico e malattie croniche

La malattia cronica

Prima di iniziare a capire che correlazione si può trovare tra esercizio e malattia bisogna dare un significato al termine “malattia cronica”.
l’European Health Interview Survey (EHIS) la definisce come patologia di lunga durata o problemi di salute che si prolungano in ordine prognostico oltre i 6 mesi. Vi sono anche altre organizzazioni come l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) o l’Istituto Superiore della Sanità (ISS) che danno una loro definizione, molto simile.

Tra le tipologie di malattie croniche prenderemo in considerazione quelle legate alle:

  • Patologie oncologiche
  • Patologie cardiache
  • Patologie respiratorie
  • Diabete

Il sistema biologico interessato dalle alterazioni funzionali di tipo biochimico, trova una linea comune a tutte le patologie croniche in due aspetti principali:

  • Infiammazione
  • Alterazioni circolatorie

Di interesse sono molecole che giocano un ruolo importante nell’azione infiammatoria: le chemochine.

Le chemochine
Le chemochine infiammatorie sono delle proteine e fanno parte della famiglia delle citochine. Svolgono un’azione chemiotattica per i leucociti nelle zone dove è presente l’infiammazione. La tipologia CCL2 o MCP-1 è quella maggiormente legata a fenomeni pro-reattivi nel processo ateromasico, in presenza di obesità e altri stati infiammatori. Compreso questo, possiamo capire quanto possa essere delicato intervenire attraverso l’esercizio fisico, aiutando e migliorando quelle che sono le condizioni di salute di un soggetto con patologia cronica.

Movimento, Esercizio Fisico, Sport, Attività Fisica?
Per molti, questi termini sono uguali e quando ci si trova a parlare, spesso vengono usati indistintamente. In realtà ognuno di questi termini ha una finalità ben precisa.

Movimento:

qualsiasi spostamento del corpo o parte di esso, ad esempio: raccogliere un vaso, prendere una bottiglia d’acqua ecc.

Attività Fisica:

qualsiasi attività che richiede movimenti corporei per mezzo di contrazioni muscolari ripetute e continue con dispendio energetico maggiore di quello necessario al metabolismo basale e con durata superiore ai 10 minuti.

Esercizio Fisico:

movimento programmato e ripetuto secondo uno schema ben preciso che contenga tutti e quattro i principi F.I.T.T. (Frequenza, intensità, tempo, tipologia)

  • Frequenza: quante volte devo allenarmi?
  • Intensità: qual è il giusto peso che devo utilizzare? Quanto veloce devo correre?
  • Tempo: quale dev’essere la durata dell’allenamento?
  • Tipologia: che tipologia di allenamento devo praticare? Con quale attrezzo?

Sport:

attività che impegna le capacità fisico-psichiche sul piano dell’agonismo oppure dell’esercizio individuale o collettivo, svolta con intenti ricreativi ed igienici o come professione.

Nel tempo si è visto esserci una vera e propria curva di tendeza con una correlazione molto sottile tra benessere e le malattie ipocinetiche, causate dal benessere stesso.

Fattori di rischio

Nell’ambito dei fattori di rischio troviamo due macro aree:
 1) fattori di rischio immodificabili:

  • età
  • sesso
  • razza

 2) fattori di rischio modificabili:

  • fumo
  • sedentarietà
  • sovrappeso
  • ipertensione
  • diabete
  • colesterolo

I fattori di rischio maggiormente riscontrabili sono quelli legati al rischio vascolare, che nell’uomo può presentarsi dopo i 45 anni e nella donna dopo i 55 anni in coincidenza con la menopausa, in quanto viene a mancare l’effetto protettivo esercitato dagli estrogeni. Queste condizioni possono determinare l’insorgenza di ischemia cardiaca, cerebrale o delle arterie degli arti inferiori. Più aumentano i fattori di rischio sopra elencati, più probabillità ci sono di acquisire tali patologie.

Benefici associati all’esercizio fisico

Attraverso l’esercizio fisico ben programmato e studiato per il soggetto, si possono prevenire tutte le cause di malattia che possono portare un soggetto ad una morte prematura.

Bruno Balke, è stato il primo fisiologo che ha stabilito una corretta correlazione tra il consumo di ossigeno, esercizio e salute cardiovascolare.

È l’ideatore del “Balke protocol” uno stress test al treadmill che tutt’oggi è parte integrante della valutazione di idoneità fisica e che, possiamo dire, aver salvato la vita di migliaia persone cardiopatiche.

Ogni movimento prodotto dal nostro corpo produce una risposta fisiologica che si ripercuote in tutto il sistema. Sicuramente muoversi fa bene, anche il solo evitare l’ascensore, alzarsi per prendere il telecomando ecc. produce effetti positivi, ma fare esercizio fisico con parametri stabiliti e programmi adattati può assicurare una qualità di vita nettamente sopra la media. L’unica difficoltà da fronteggiare è cercare di invertire questa curva che si è venuta a creare con l’avvento del benessere economico, tecnologico ecc., cercando di uscire da quella che viene definita la nostra comfort zone. È facile? Decisamente no, ma non impossibile. Basta selezionare i giusti obiettivi, differenziarli nel tempo e festeggiare ogni qual volta vengano raggiunti.

Bibliografia

Rodriguez-Gallego E, Riera-Borrull M., Hernàndez-Aguilera A, Marinè-Casadò R, RullA. BeltrànDebòn R, et al. Ubiquitos transgenic overexpression of C-c Chemokine ligand 2.

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Dott. Adriano Iacobucci
Dott. Adriano Iacobucci

Laureato in Attività Motorie Preventive e Adattate ed ha conseguito il Master area Medical Clinical Exercise. Docente e delegato tecnico ELAV ed appassionato di divulgazione scientifica.

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