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VERRUCHE: come riconoscerle, cause e trattamenti

Avete notato delle piccole escrescenze alle mani o ai piedi, sul collo o altre parti del corpo e non sapete bene cosa fare?

Non spaventatevi, nella maggior parte dei casi si tratta di verruche comuni che si risolvono in modo spontaneo o mediante trattamenti semplici e sicuri.

È molto importante saperle riconoscere in quanto, seppur “innocue” vanno trattate adeguatamente per evitare l’insorgere di recidive.

VERRUCHE

Le verruche sono disturbi squamo-proliferativi causati dai Papillomavirus umani (HPV), di cui ne esistono oltre 100 tipi che infettano la pelle attraverso aree di trauma;

si manifestano come piccole e spesse escrescenze cutanee di colore giallo-grigiastro che interessano gli strati più superficiali dell’epidermide.

La classificazione delle verruche si basa sul loro aspetto e localizzazione:

La verruca volgare è il tipo più comune le cui lesioni compaiono soprattutto su mani e dita (o anche in altre parti del corpo) dove si presentano come papule bianco-grigiastre o brune, piatte o rilevate con una superficie rugosa e provocano dolore se sottoposte a pressione;

La verruca piana, si manifesta in modo asintomatico, a livello del volto o delle mani come una papula rossa rilevata e piana con contorni lisci; sono piccole e difficili da riconoscere; 

Le verruche plantari e palmari insorgono a livello dei piedi e delle mani come lesioni crostose e rugose che possono essere confuse con i comuni calli; 

Le verruche ano-genitali o condilomi (verruche veneree) insorgono a livello dei genitali, dell’uretra, dell’area perianale e del retto ed appaiono come masse molli e brune.

La tipologia di verruca più diffusa è quella volgare (circa il 70%), seguita da plantari e piane; mentre le verruche ano-genitali sono più rare. 

Sono disponibili pochi dati sull’incidenza e la prevalenza delle verruche nella popolazione, che varia ampiamente tra i diversi gruppi di età e periodi di tempo.

CAUSE

Le cause delle verruche sono alcuni ceppi del virus HPV ed i fattori di rischio sono quelli che ne facilitano l’attecchimento:

il contagio mediante contatto diretto con le verruche altrui o con le proprie verruche (“autoinoculazione”, attraverso cui le verruche vengono trasmesse da una parte del corpo all’altra);

la presenza di lesioni cutanee che facilitano l’ingresso dell’HPV;

l’indebolimento delle difese immunitarie;

l’uso promiscuo di asciugamani, accappatoi e di oggetti per la cura delle unghie.

DIAGNOSI

I siti più comuni di infezione sono mani e piedi, ma può essere infettata qualsiasi area del corpo, per questo motivo il dermatologo effettua la diagnosi tramite l’osservazione dell’escrescenza e qualora sorgano dubbi il medico preleva un campione da analizzare per escludere altre patologie.

TRATTAMENTI 

Generalmente le verruche sono innocue: uno studio ha dimostrato che in circa il 35% dei casi si risolvono spontaneamente e senza trattamento entro un periodo che varia tra 6 mesi e 2 anni.

Il tasso di risoluzione è molto variabile e dipende da diversi fattori, tra cui l’immunità dell’ospite, l’età, il tipo di HPV e la sede dell’infezione. 

La letteratura medica rivela che i trattamenti per curare le verruche variano in base al tipo di verruca, alla sua posizione, al numero e all’estensione dell’area cutanea colpita.

Un trattamento di prima scelta è l’uso di una soluzione di acido salicilico concentrato in collodio elastico da applicare direttamente sulla verruca per diverse settimane.

Al pari dell’acido salicilico c’è la crioterapia, un trattamento distruttivo basato sul congelamento mirato dei tessuti utilizzando azoto liquido, dimetiletere propano o anidride carbonica; l’azoto liquido raggiunge le temperature più basse e ad oggi è l’agente più usato.

Uno studio ha provato che acido salicilico e crioterapia sono ugualmente efficaci per l’eliminazione delle verruche comuni e plantari ma poiché la crioterapia è più costosa del trattamento con acido salicilico, quest’ultimo risulta il più conveniente tra i due (dal punto di vista economico).

Le verruche isolate possono essere rimosse chirurgicamente con il Curette (un cucchiaio tagliente) che stacca la verruca dalla cute.

Anche i laser ad anidride carbonica rappresentano un’opzione di trattamento efficace e sono in corso diversi studi che confrontano le modalità laser tra loro per stabilire dei protocolli di trattamento.

Le verruche genitali vengono distrutte con l’ago elettrico o applicando la Podofillina (un estratto vegetale).

Nei casi più problematici si ricorre alla terapia fotodinamica che sfrutta la  luce ed un composto foto-sensibilizzante per eliminare le verruche.

PREVENZIONE

Le verruche sono difficili da eliminare nonostante i vari trattamenti in quanto hanno un alto rischio di recidiva. 

Per tale motivo è fondamentale l’intervento precoce per impedirne la diffusione in altre aree del corpo. 

Ecco qualche consiglio per prevenire l’infezione:

evitare il contatto diretto con le verruche altrui o con le proprie;

curare l’igiene della pelle in quanto le lesioni cutanee facilitano l’ingresso ai virus;

evitare di condividere oggetti per la cura delle unghie e asciugamani;

utilizzare ciabatte o infradito personali in palestre, piscine e docce comuni.

Per prevenire tali patologie valgono, come sempre, sia le solite regole di igiene e comportamento, sia il consulto con i professionisti della salute, mai fare da sé per scongiurare complicazioni anche gravi.

FONTI

‘Manuale di patologia generale e anatomia patologica’- Robbins, Kumar, Klatt

‘Warts (non-genital)’ – Steven King-Fan Loo , William Yuk-Ming Tang – Hong Kong Adventist Hospital, Hong Kong SAR.

‘An armamentarium of wart treatments’ – Michelle M. Lipke  – Department of Dermatology, Marshfield Clinic-Wausau Center, USA.

‘Laser Treatment of Nongenital Verrucae: A Systematic Review’ – Jannett Nguyen , Dorota Z. Korta, Lance W. Chapman 2, Kristen M. Kelly  – Department of Dermatology, University of California.

‘Cryotherapy versus salicylic acid for the treatment of plantar warts (verrucae): a randomised controlled trial’ – Sarah Cockayne, Catherine Hewitt, Kate Hicks, Shalmini Jayakody, Arthur Ricky Kang’ombe, Eugena Stamuli, Gwen Turner, Kim Thomas, Mike Curran, Gary Denby, Farina Hashmi, Caroline McIntosh, Nichola McLarnon, David Torgerson, Ian Watt, EVerT Team – Department of Health Sciences, York Trials Unit, University of York, UK.

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Annalisa Spadafora

Studentessa in CTF, nutre una profonda passione per la divulgazione scientifica.

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