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Papilloma virus: cosa dobbiamo sapere?

Papilloma virus

Il Papilloma virus colpisce indistintamente sia l’uomo che la donna. Iniziamo col fare chiarezza su cos’è l’infezione da Papilloma virus e cosa comporta. 

Cosa è l’HPV e cosa accade se veniamo a contatto?

L’ HPV (Papilloma virus) non è un singolo virus, ma una famiglia di microscopici agenti patogeni costituita da oltre 120 genotipi. Alcuni sono classificati “a basso rischio” di tumore, altri ad “alto rischio”. Nello specifico le varianti di HPV 6 e 11 sono le due più conosciute a “basso rischio” di tumore e sono responsabili di circa il 90% delle verruche e condilomi genitali. I sierotipi 16 e 18 sono i principali responsabili dell’insorgenza dei tumori.

Quali sono i dati che abbiamo?

Studi clinici evidenziano che circa 8 persone su 10 nel corso della vita entrano in contatto con uno di questi virus e la principale via di trasmissione è per via sessuale. Per fortuna, grazie al nostro sistema immunitario non sviluppiamo sempre l’infezione da HPV e tantomeno neoplasie. Infatti il sistema immunitario è capace di riconoscere “l’aggressore” e di neutralizzarlo, eliminando così l’infezione sia dai genotipi a basso rischio che di quelli ad altro rischio (eccetto alcuni casi). Più o meno il nostro organismo riesce ad eliminare il virus nel giro di 12 mesi.  Tuttavia, in alcuni soggetti, si possono sviluppare infezioni persistenti da HPV “ad alto rischio”. In questi casi il virus può provocare una serie di alterazioni cellulari e attivare i processi di oncogenesi. Quando lo sviluppo di un cancro è provocato da un virus, l’agente patogeno prende il nome di virus-oncogeno.

Quali sono i fattori di rischio?

L’infezione da HPV (Papilloma virus) avviene principalmente per via sessuale, tuttavia può essere trasmesso semplicemente al contatto delle parti intime. Il principale fattore di rischio è rappresentato dal non utilizzare le giuste precauzioni nella sfera sessuale. In questo senso l’uso del profilattico rappresenta sicuramente un ottimo rimedio contro la trasmissione.

I fattori di rischio più rilevanti sono: la giovane età, partner sessuali sconosciuti, scarsa prevenzione, la frequenza dei rapporti sessuali. Anche la presenza di altre infezioni sessualmente trasmissibili rappresentano ulteriori fattori di rischio nel contrarre l’ HPV, come la Chlamydia trachomatis o virus herpes simplex di tipo 2 (herpes genitale). 

Quali tipi di tumore possono svilupparsi in seguito all’infezione da HPV?

Il tumore della cervice uterina (collo dell’utero) è stata la prima neoplasia ad essere riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità come totalmente riconducibile al virus HPV: essa è infatti causata nel 95% dei casi da un’infezione genitale da HPV18. Il cancro della cervice uterina è di solito un carcinoma squamocellulare meno spesso riconducibile ad un adenocarcinoma

Nell’uomo?

Anche il sesso maschile può essere colpito dal Papilloma virus. Nel sesso maschile possono manifestarsi i condilomi determinati da HPV a “basso rischio” ma più raramente rispetto alla femmina si determinano tumori dell’apparato genitale. Quindi, il virus HPV, come detto, non fa distinzione di genere. La variante del virus HPV 16 può causare tumori oltre che alla cervice uterina, anche all’ano, al pene, alla vagina e alla vulva.

Negli ultimi anni stanno attirando sempre più attenzione i tumori che colpiscono la cavità orale, riconducibili all’infezione dovuta da HPV. Proprio l’orofaringe rappresenta per gli uomini la sede nella quale si sviluppa il maggior numero di tumori HPV-correlati. Tra i fattori di rischio per questo tumore emergono il sesso orale e l’abitudine al fumo. Con la pratica del sesso orale è abbastanza ovvio che ci sia un passaggio diretto del virus dalla sua sede genitale al cavo orale, mentre per il fumo di sigaretta si può pensare che aumenti lo stato di infiammazione, facilitando lo sviluppo del tumore.

Quali sono i sintomi dall’infezione da HPV?

I sintomi che si riscontrano in seguito all’infezione da HPV dipendono essenzialmente dal ceppo infettante e dalle lesioni che si possono sviluppare nell’organismo. Come già accennato i genotipi a “basso rischio”, portano nel 90% dei casi alla comparsa di verruche, dette anche condilomi.

I diversi tipi di virus si riproducono sfruttando le cellule della cute e delle mucose, promuovendo un’iperplasia cellulare. I condilomi acuminati, vengono chiamati anche “creste di gallo” e si identificano come singole o raggruppate escrescenze sull’area genitale o su quella extra-genitale come cute, inguine, ano o cavità orale (bocca, naso, laringe); si possono manifestare dopo settimane o mesi dal contagio avvenuto tramite rapporti sessuali non protetti con un partner infetto. Normalmente le creste di gallo non sono fastidiose, ma possono provocare sia dolore che sanguinamento durante un rapporto sessuale, oltre che prurito e bruciore. I condilomi hanno un potenziale oncogeno molto basso, praticamente inesistente.

L’ HPV 16 o 18

Sono invece asintomatiche le modificazioni che si riscontrano a carico delle mucose genitali quando si viene a contatto con l’HPV 16 o 18 e solo attraverso esami specifici si può rilevare la presenza di neoplasie. L’assenza di sintomi, tuttavia favorisce la diffusione del virus e lo svilupparsi di forme tumorali. Per quanto riguarda il tumore della cervice uterina, mano a mano che questo progredisce, possono comparire alcuni sintomi tra cui spotting intermestruale o dopo la menopausa, dolore alla minzione o durante i rapporti sessuali, perdite gelatinose e di odore sgradevole.

Come avviene la diagnosi?

Il medico, attraverso una visita ginecologica ricerca eventuali alterazioni associate all’infezione da HPV. La diagnosi clinica si basa sull’osservazione delle lesioni, riconoscibili ad occhio nudo, in occasione della visita ginecologica. In seguito può essere eseguita la colposcopia, un esame ambulatoriale che serve a controllare la cervice uterina. I programmi di screening come il PAP-TEST (test di Papanikolaou) e il test per la ricerca del DNA del papilloma virus (HPV-DNA test) contribuiscono alla diagnosi precoce del tumore della cervice uterina e alla possibilità di cura. Per gli altri tipi di tumore, che possono svilupparsi, attualmente non sono disponibili programmi di screening, l’unico strumento è la vaccinazione.

Ci vacciniamo?

In Italia oltre ai programmi di screening gratuiti è stata introdotta nel 2008 anche la vaccinazione gratuita che dava la possibilità a tutte le ragazze, compiuto il 12° anno di età, di vaccinarsi contro l’HPV. Dal 2017 la vaccinazione è stata estesa anche ai ragazzi. I vaccini in Italia sono di tre tipi: uno bivalente contro l’HPV 16 e 18, uno tetravalente contro l’HPV 6,11,16 e 18 l’ultimo nonavalente contro l’HPV 6,11,16,18,31,33,45,52 e 58, da somministrare in due o tre dosi a seconda dell’età. Sono molto importanti la prevenzione, i programmi di screening e la vaccinazione in quanto la diffusione dell’HPV è molto ampia. A proposito di vaccini, leggi il nostro articolo che spiega come nasce un vaccino

Fonti:

Ministero della Salute 

Goodman & Gilman’s: Le basi farmacologiche della terapia

 

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Dott. Gianluca Spanò

Founder and Team director.

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