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ALLERGIE: cosa sono e perché si manifestano?

Cosa sono le allergie?

Le allergie colpiscono nel mondo un numero sempre crescente di persone e sono considerate dall’OMS una malattia tipica del mondo sviluppato. Includono una serie di manifestazioni legate ad uno squilibrio del sistema immunitario, che reagisce in modo eccessivo nei confronti di particolari sostanze (allergeni) normalmente innocue per la maggior parte degli individui. Queste sostanze possono essere molto diverse (polvere, pollini, muffe, peli di animali, alimenti o farmaci) e possono venire a contatto con il soggetto allergico attraverso diverse vie: per inalazione, per ingestione o per iniezione.

La forma più diffusa è rappresentata dalle allergie respiratorie, che possono essere stagionali (per esempio l’allergia al polline) oppure accompagnare il soggetto durante tutto l’anno. 

Le tipiche manifestazioni cliniche sono la rinite e la rinocongiuntivite.

Rinite allergica

La rinite allergica è una reazione infiammatoria della mucosa nasale che si sviluppa in risposta all’inalazione dell’allergene. I sintomi caratteristici sono: starnuti, prurito nasale, congestione nasale e rinorrea (naso che cola), spesso accompagnati da arrossamento congiuntivale, lacrimazione (in questo caso si parla di rinocongiuntivite), prurito alla gola e senso generale di malessere. Le forme più gravi possono anche causare alterazioni del sonno, astenia e difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane.

Tra gli allergeni che più comunemente possono causare questa forma di rinite vi sono:

  • Acari della polvere
  • Pollini
  • Peli animali
  • Funghi, muffe e lieviti

RUOLO DEL SISTEMA IMMUNITARIO

Alla base di tutte le reazioni allergiche vi è un’ipersensibilità del sistema immunitario nei confronti di agenti estranei chiamati “antigeni”. Le cellule coinvolte sono in particolare i linfociti Th2 (linfociti T helper di tipo 2), che quando incontrano l’antigene stimolano i linfociti B a maturare e trasformarsi in plasmacellule. Queste a loro volta producono immunoglobuline (o anticorpi). Le immunoglobuline E (IgE) sono gli anticorpi responsabili delle “reazioni di ipersensibilità immediata”, così chiamate perché al primo contatto con l’antigene (in questo caso chiamato allergene) non si manifestano i sintomi tipici della reazione allergica, ma avviene una “sensibilizzazione”: le IgE prodotte dalle plasmacellule si legano a specifici recettori espressi sulla superfice di altre cellule immunitarie, in particolare i mastociti e i granulociti basofili. Queste cellule sono particolarmente abbondanti nelle mucose dell’apparato respiratorio e digerente, ma anche nella cute e nel sangue e contengono al loro interno granuli ricci di istamina e altre sostanze infiammatorie. 

Quando l’individuo entra nuovamente in contatto con l’allergene, questo viene immediatamente riconosciuto e agganciato dalle IgE già legate ai mastociti e ai basofili. Tale legame determina una destabilizzazione del mastocita e del basofilo e la rottura dei granuli di istamina (processo chiamato “degranulazione”).

EFFETTI DELL’ISTAMINA E TRATTAMENTO FARMACOLOGICO

L’istamina (rilasciata durante la degranulazione) è la sostanza endogena responsabile dei sintomi allergici: il suo legame con i recettori H1 determina vasodilatazione dei capillari, che a livello della mucosa nasale si manifesta con la tipica congestione. Inoltre, l’attivazione dei recettori H1 presenti sulla muscolatura liscia bronchiale ne determina la contrazione, quindi se oltre alle vie aeree superiori sono coinvolte anche quelle inferiori, si possono manifestare sintomi più severi come respiro corto, tosse e broncocostrizione, fino a veri e propri attacchi di asma. E’ stato infatti verificato che se la rinite allergica non viene adeguatamente trattata, i soggetti che ne soffrono possono andare incontro ad asma bronchiale.

Le riniti allergiche vengono solitamente trattate con farmaci antistaminici, in formulazioni orali (compresse, capsule o gocce), in spray nasali e colliri.

ANTISTAMINICI

Occorre fare una distinzione tra gli antistaminici di prima generazione e quelli di seconda generazione: entrambi impediscono il legame dell’istamina con i recettori H1, ma i primi sono dotati di scarsa specificità recettoriale e possono causare sedazione, astenia e vertigini. Gli antistaminici di seconda generazione presentano invece maggiore affinità verso i recettori H1 e minori effetti secondari a livello del sistema nervoso centrale. Appartengono a questa classe molecole come loratadina, desloratadina, cetirizina, ebastina, bilastina e fexofenadina. 

Generalmente gli antistamici orali vanno assunti una volta al giorno, preferibilmente al primo accenno della sintomatologia.

SPRAY NASALI E COLLIRI

Gli spray nasali e i colliri possono contenere antistaminici, come azelastina, levocabastina e tonzilamina, oppure molecole con azione decongestionante, tra cui efedrina, oximetazolina, xilometazolina e nafazolina. I decongestionanti permettono di gestire l’ostruzione nasale acuta e l’arrossamento congiuntivale: stimolano i recettori α-adrenergici causando vasocostrizione dei capillari. Un uso prolungato di questi farmaci può però causare una “desensibilizzazione recettoriale”: i recettori non rispondono più e si ha una mancata risposta terapeutica con un peggioramento della sintomatologia.

Un’alternativa efficace all’impiego di decongestionanti nasali nella rinite allergica è rappresentata dalle soluzioni saline ipertoniche, ottimo supporto alla tradizionale terapia antistaminica. Queste soluzioni hanno una concentrazione di sali superiore a quella fisiologica delle cellule e drenano le secrezioni nasali in eccesso per effetto osmotico, riducendo l’edema.

RIBES NIGRUM: UN VALIDO AIUTO DALLA NATURA

Anche in questo caso la natura ci viene in aiuto con rimedi utili per contrastare la problematica in oggetto. Si tratta in particolare del ribes nero, una pianta arbustiva di cui possono essere utilizzate varie parti (semi, foglie, frutti e gemme) per scopi fitoterapici. Il ribes nero è ricco in acidi grassi polinsaturi (omega-3 e omega-6) a cui si deve l’azione antiinfiammatoria e in flavonoidi (soprattutto quercetina) a cui si deve l’azione immunomodulante che riduce la sensibilità agli allergeni con un meccanismo cortison-like (stimolano le ghiandole surrenali a produrre più cortisolo endogeno).

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Dott. Gianluca Spanò

Founder and Team director.

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Naj
Naj
22 Aprile 2020 12:15

Ottimo articolo!! Tutto spiegato alla perfezione.. Grazie!!