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VACCINO: UN’EREDITA’ DAL PASSATO

Il dibattito sui vaccini non è mai stato così acceso come in questo periodo, in cui tutti sono spaventati dalla pandemia Covid-19 ma, allo stesso tempo, anche dal vaccino che potrebbe aiutarci a risolvere gran parte dell’emergenza.
Tuttavia, per comprendere al meglio dove ci porteranno le innovazioni in questo ambito, dobbiamo prima conoscere da dove esse provengano.

LA SCOPERTA DI JENNER:

Il medico britannico Edward Jenner, nel 1796, fu il pioniere nella prevenzione alle malattie infettive. In un’epoca di grandi epidemie e nella quale l’igiene personale scarseggiava e si considerava l’acqua essere un agente mortifero, la sua mentalità illuminata aiutò tutta l’umanità.
Edward Jenner non si arrese all’inevitabilità della malattia. Il medico, infatti, utilizzò tutte le sue conoscenze e le sue capacità per riuscire a risolvere, almeno in parte, una problematica sociale di enorme portata.

Era noto all’epoca che i contadini, durante la mungitura delle mucche, contraevano molto spesso il vaiolo bovino. Il vaiolo bovino non era una malattia mortale per l’uomo ma, Jenner notò che, chi la superava, nel 100% dei casi non si ammalava della variante umana del vaiolo (smallpox).
Fu così che il medico decise di sperimentare direttamente la sua teoria: iniettò del materiale biologico, prelevato da una pustola di vaiolo bovino contratto da una giovane donna, a James Phipps, un giovane ragazzo che, in quel momento, era sano. Dopo alcuni mesi il ragazzo venne trattato con il vaiolo umano, nello stesso modo, ovvero con l’iniezione diretta di materiale biologico.

Proprio come Jenner si aspettava, in base alle sue ipotesi, il ragazzo non si ammalò di vaiolo umano e fu dunque protetto dalla malattia. Jenner non fu capace, immediatamente, di capire cosa effettivamente proteggesse il ragazzo dall’ammalarsi, ma la sua intuizione era stata quella giusta. Jenner, dunque, rinominò quella tecnica di prevenzione del vaiolo vaccinazione e pose le basi per lo sviluppo dell’immunologia.

Tuttavia, la comunità scientifica, accolse con grande diffidenza le pratiche di Jenner, anche in risposta al dilagante movimento anti-vaccinista. Infatti, alla fine del 1796,Jenner inviò il suo articolo alla Royal Society a Londra, in cui descriveva il successo dei suoi 13 casi di soggetti immunizzati con il vaiolo bovino. Purtroppo, la Royal Society rifiutò di pubblicare l’articolo e, per venire ascoltato, Jenner dovette pubblicarlo interamente a sue spese. Questo fatto è emblematico di come la comunità scientifica accolse con diffidenza questa nuova tecnica.

Fortunatamente, dopo una resistenza iniziale, la vaccinazione si diffuse a macchia d’olio tanto che lo stesso Napoleone, nel 1805, la impose prima alle sue truppe e poi a tutta la popolazione francese.

L’ANTIVACCINISMO SI DIFFUSE SUBITO:

Nonostante le scoperte di Jenner fossero rivoluzionarie, la vaccinazione fu da subito oggetto di polemica e discussione. Nacque da subito il movimento dell’anti-vaccinismo, quindi non pensiamo che sia così “giovane”.
Gli oppositori al vaccino furono molti ed anche piuttosto agguerriti, soprattutto per motivazioni ideologiche:

• Non era giusto iniettare nell’organismo altro “materiale animale”;

  • Non era giusto opporsi al volere della predestinazione divina;
  • Non era giusto cercare di modificare ciò che la natura aveva in serbo per l’uomo;
  • Non era giusto eliminare il male, poiché senza di esso non ci poteva essere una corretta distinzione tra “giusti” e “peccatori”.
  • Non era giusto che lo Stato imponesse una pratica dannosa ed immorale andando contro la libertà personale individuale.

Il movimento era così forte che, gli antivaccinisti, verso la fine dell’800, riuscirono a far eliminare l’obbligo vaccinale in Inghilterra. Il consenso popolare verso i no-vax era così grande che venne addirittura fondata un’associazione internazionale contro la vaccinazione: la “Societas Universa contra Vaccinum Virus”.

ANCHE PASTEUR SVILUPPO’ UN VACCINO:

Ricordiamo il chimico francese Louis Pasteur soprattutto per le sue ricerche sugli alimenti e, in particolare sulla pastorizzazione. Tuttavia, non è a tutti noto che, si occupò anche dello studio del Colera, del Carbonchio e soprattutto della Rabbia.
La Rabbia, in particolare, affascinava Pasteur, proprio perché era una patologia sempre mortale, anche se non diffusa come il vaiolo. Era noto che la saliva degli animali contagiati contenesse l’agente contaminante, che il male si trasmetteva con un morso e che il periodo di incubazione poteva durare da qualche giorno a parecchi mesi. Pasteur, però, dopo alcune ricerche scoprì che la Rabbia non risiedeva soltanto nella saliva, ma anche nel cervello dell’animale malato. In particolare, inoculando nel sottocutaneo delle sue cavie il materiale cerebrale di animali infetti, notò che esse soccombevano con un decorso molto grave.

Pasteur decise dunque di realizzare un vaccino antirabbico utilizzando parti di midollo essiccato prelevato da animali infetti. Questa terapia venne sperimentata con successo su molti cani fino al 6 Luglio 1885, quando Pasteur si vide costretto a vaccinare Jospeh Meister, un bambino di 9 anni morso da un cane ammalato. Inutile dire che il trattamento fu un successo anche se venne contestato dall’opinione pubblica.

SABIN ED I VACCINI MODERNI:

Una delle figure più importanti nella storia moderna dei Vaccini è stata sicuramente quella
di Albert Sabin. Egli fu un medico ricercatore di origini polacche che, negli USA del secondo dopoguerra, riuscì ad ottenere un vaccino anti-poliomielite somministrabile per via orale (a base di poliovirus attenuati).
La poliomielite è una patologia virale acuta ed altamente contagiosa, soprattutto per via oro-fecale. Le epidemie di poliomielite non si erano mai manifestate (o non furono documentate) prima dell’800. Tuttavia, in epoca moderna, tra ‘800 e ‘900, gravissime epidemie di poliomielite hanno paralizzato migliaia di persone, soprattutto bambini, portandoli anche alla morte per soffocamento se veniva intaccato il diaframma.
Il vaccino ottenuto prima da Salk e poi da Sabin divenne la prima arma in tutto il mondo per la lotta alla Poliomielite. In particolare, Sabin, concesse le sue ricerche al pubblico e non volle mai trarne beneficio economico poiché la sua missione primaria era quella di aiutare i bambini di tutto il mondo.

Grazie al lavoro di ricercatori come Sabin e Salk, la ricerca sui vaccini fece e sta ancora facendo passi da gigante, nella speranza di un futuro privo di epidemie.

BIBLIOGRAFIA

Gross CP, Sepkowitz KA, The myth of the medical breakthrough: smallpox, vaccination, and Jenner reconsidered. Int J Infect Dis. 1998 Jul-Sep;3(1):54-60
Luca Borghi, Umori. Il fattore umano nella storia delle discipline biomediche, Roma, Società Editrice Universo, 2013, p. 82
Baroukh M. Assael, Il favoloso innesto: storia sociale della vaccinazione, Roma-Bari, Gius. Laterza & Figli Spa, 1995, p. 31.
Sabin A, Ramos-Alvarez M, Alvarez-Amezquita J, W Pelon, RH Michaels, I Spigland, MA Koch, JM Barnes e JS Rhim, Live, orally given poliovirus vaccine. Effects of rapid mass immunization on population under conditions of massive enteric infection with other viruses, in JAMA, vol. 173, 1960, pp. 1521–6,

A cura di Gaia Bellonzi

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