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Sieri e vaccini: cosa sono?

La prevenzione delle malattie infettive si può realizzare eliminando la sorgente di infezione, intervenendo sulla via di trasmissione o quando queste due vie non risultano efficaci, fornendo agli organismi adeguate difese immunitarie specifiche per mezzo della inoculazione di sieri e vaccini. Per centrifugazione del campione biologico, si separa la fase liquida del sangue dalla parte corpuscolare e si ottiene dunque il siero. L’inoculazione di un siero immune (immunizzazione passiva) ha lo scopo di mettere immediatamente a disposizione dell’organismo gli anticorpi di cui esso ha bisogno e trova applicazione in campo terapeutico quando bisogna combattere un’infezione già in atto. I sieri possono avere un’applicazione oltre che terapeutica anche profilattica. Poiché l’impiego dei sieri non è scevro di rischi, si cerca di evitare l’uso profilattico di questi riservandoli all’uso terapeutico. I sieri immuni possiedono un corredo anticorpale ben preciso: il siero antitetanico contiene anticorpi contro la tossina tetanica, quello antidifterico invece anticorpi contro la tossina difterica.

Diverso è il caso delle gamma-globuline. Esse sono di origine umana e rappresentano un concentrato di gamma-globuline (ossia di anticorpi) provenienti dal siero di adulti sani (donati di sangue). Le preparazioni di gamma-globuline non possiedono un corredo anticorpale singolo ma piuttosto un cocktail di anticorpi.

Diverso è invece la questione dei vaccini. La vaccinazione (immunizzazione attiva) consiste nella inoculazione di vaccini ossia di microrganismi o virus o di materiale di origine microbica (tossine) resi in vario modo per nulla dannosi per l’organismo, ma idonei a funzionare da stimolo antigene, in modo da indurre una risposta immunitaria attiva analoga a quella che si verifica nell’infezione naturale, ma senza i pericoli di quest’ultima.

I vaccini hanno normalmente un impiego profilattico, il loro impiego terapeutico è ridotto per la disponibilità di efficaci farmaci antibatterici. I vaccini contro le malattie batteriche sono di due tipi fondamentali:

  • Vaccini costituiti da anatossine. Si intendono esotossine batteriche che abbiano perso il potere tossico (dopo trattamento con formaldeide) mantenendo inalterate le proprietà antigeni. I vaccini costituiti da anatossine oggi in uso sono due: il vaccino antidifterico e il vaccino antitetanico;
  • Vaccini allestiti con batteri. Possono essere batteri patogeni uccisi (vaccini antitifico) o vaccini allestiti con varianti apatogene viventi (vaccino antitubercolare). Recentemente sono stati sviluppati vaccini a DNA. Ossia si utilizzano il DNA che codifica una particolare proteina per indurre una valida risposta immune in un organismo. La proteina è riconosciuta come nonself dall’organismo che inizia ad avviare la specifica risposta immune. Quindi inducendo la sintesi intracellulare della proteina estranea i vaccini a DNA sono ottimi induttori della risposta immunitaria cellula-mediata.

 

FONTI

Massimo Stefani e Niccolò Taddei – Chimica, biochimica e biologia applicata – III edizione (2015).

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Dott. Andrea Filardi
Dott. Andrea Filardi

Laureato in Farmacia. Farmacista di professione. Appassionato di divulgazione scientifica

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