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PRINICIPALI INTERAZIONI TRA FARMACI: ANTIACIDI

Gli antiacidi sono usati da secoli nel trattamento di pazienti affetti da dispepsia e da patologie acido-peptiche.

Continuano ad essere usati frequentemente dai pazienti come prodotti da banco per il trattamento, al bisogno, del reflusso gastroesofageo e sindromi dispeptiche.

Il loro meccanismo d’azione prevede la reazione con l’acido cloridrico nello stomaco, formando un sale e acqua: avviene quindi la neutralizzazione dell’acidità gastrica.

I principali antiacidi usati comunemente in terapie di automedicazione sono il bicarbonato di sodio, il carbonato di calcio e i preparati contenenti idrossido di magnesio o idrossido di alluminio.

E’ di estrema importanza, dunque, tenere presente tutte le principali interazioni che possono avvenire tra l’assunzione di antiacidi e altri farmaci assunti in concomitanza per terapie croniche o occasionali. Tutti gli antiacidi possono influenzare l’assorbimento di altri farmaci, o per adsorbimento (e conseguente riduzione del loro assorbimento) o elevando il pH gastrico, alterando la biodisponibilità di quei farmaci che vengono influenzati dall’ambiente gastrico.

Inoltre, gli antiacidi tendono ad aumentare la velocità di svuotamento gastrico, con conseguente aumento della velocità con cui il farmaco raggiunge i siti di assorbimento nell’intestino.

Le interazioni clinicamente documentate riguardano i chinoloni, l’itraconazolo e il ketoconazolo, la tiroxina, alcuni antivirali come atazanavir e indinavir, il ferro e le tetracicline. Per tutte queste classi avviene, con prevedibilità, una loro diminuzione dell’assorbimenti gastrointestinale, dunque un effetto farmacologico di minore intensità rispetto a quello atteso. Per tutti questi farmaci, il minor assorbimento si rivela controproducente ai fini terapeutici con ulteriori rischi per la salute.

Alcuni antiacidi come idrossido di magnesio associato a idrossido di alluminio, provocano un certo grado di alcalinizzazione delle urine, e modificano, pertanto, l’escrezione di farmaci la cui eliminazione dipende dal pH urinario. Questo è il caso dei salicilati, la quale clearance viene aumentata per aumento del pH urinario (si verifica solo per alte dosi di salicilati).

FONTI

B.G. Katzung, S.B. Masters, A.J. Trevor – Farmacologia generale e clinica – IX Edizione, PICCIN

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Dott.ssa Eleonora Ioannacci
Dott.ssa Eleonora Ioannacci

Farmacista di professione, ma con una profonda passione per la divulgazione scientifica.

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