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Il riso rosso, l’ipocolesterolizzante naturale: storia e novità

Ne avete sentito parlare almeno una volta dal vostro medico di base, dal nutrizionista, dal farmacista o dalla vostra vicina di casa. L’integratore naturale che abbassa il colesterolo.

Ma che cos’è il riso rosso fermentato?

Per fare un discorso più generale partiamo da quella che è la sua storia.​ Tutto comincia in Cina, dove il riso rosso viene consumato abitualmente come cibo di base. Viene fatto fermentare con il ​Monascus purpureus e tradizionalmente si usa per produrre il famoso vino rosso di riso, una ricetta millenaria.
Come accade spesso in fitoterapia, gli studi scientifici confermano le usanze popolari.

In Cina, infatti, il vino di riso rosso veniva dato ai soggetti che non seguivano una dieta sana, ai soggetti che presentavano l’ipertensione arteriosa sistemica e a chi aveva il colesterolo alto.

Gli studi hanno dimostrato che l’efficacia è data da una molecola (più precisamente un gruppo di molecole), la Monacolina K, in grado di inibire la HMG-CoA reduttasi, l’enzima epatico responsabile della sintesi endogena del colesterolo.

La Monacolina K è una molecola registrata come integratore, acquistabile senza ricetta in farmacia e con risultati visibili in poco tempo.

 perché è così efficace?

Non è altro che la Lovastatina, un farmaco appartenente alla classe delle statine, dispensate dal servizio sanitario nazionale.

In commercio negli Stati Uniti dal 1987, la Lovastatina è stata approvata solo recentemente in Italia, pur essendo la molecola capostipite di questa classe di farmaci.

Viene prescritta per il trattamento dell’ipercolesterolemia primaria nei soggetti che non rispondono alla dieta e ad altre misure non farmacologiche, oltre che come prevenzione nei soggetti a rischio di eventi cardiovascolari come l’infarto del miocardio.

Il primo comunicato della Gazzetta Ufficiale è del 9 Luglio 2005,  grazie al quale viene approvata l’immissione in commercio del Rextat compresse, con i dosaggi di 10 e 20 milligrammi. Con i comunicati del 23 Marzo e del 5 Ottobre 2007 sono stati approvati i dosaggi più alti, rispettivamente con Tavacor 40mg e Rextat 40mg.

Per la formulazione equivalente invece, si è aspettato fino a Giugno 2019. Infatti il giorno 22 dello stesso mese, in Gazzetta Ufficiale si approva il commercio della Lovastatina  generica.
Vi sono diversi studi che dimostrano una diminuzione dei livelli di colesterolo LDL del 24% e del 30% in pazienti ipercolesterolemici con un dosaggio di 20 e 40 milligrammi al giorno. Tuttavia le posologie attuali vanno da 10mg, assunte preferibilmente la sera, fino a 40mg nell’arco dell’intera giornata. Per quanto riguarda la prevenzione dell’infarto del miocardio, il trattamento con statine riduce il rischio dell’1-2%.

Gli effetti collaterali?​

L’utilizzo integrativo del riso rosso si è sempre visto con sospetto poiché si può andare incontro ad una serie di effetti avversi, tuttavia la maggior parte sono dose dipendenti.

Ricordiamo di seguito i principali effetti avversi: mialgia, danno epatico, rush cutanei, tachicardia, vertigini e rabdomiolisi. I più importanti sono però la miopatia e il rischio i disturbi neuropsichiatrici.

In italia la farmacovigilanza ha riportato il 4,3% di disturbi neuropsichiatrici sul totale delle reazioni avverse, mentre per la miopatia si parla di una frequenza del 10-25%.

A livello di regolamentazione, l’Unione Europea ha stabilito nel 2011 una dose soglia di 10mg/die negli integratori alimentari. Questo per contenere il più possibile gli effetti collaterali tipici delle statine. Inoltre la regolamentazione è stata fondamentale per contrastare gli import dall’estero con formulazioni poco attendibili e acquistabili anche online.

Infatti gli studi più recenti si sono concentrati sugli ​effetti collaterali degli integratori contenenti riso rosso, dimostrando che le principali reazioni avverse sono dovute alle materie prime di bassa qualità.

Per tale motivo nell’aprile 2020 gli integratori a base di riso rosso dovranno rispettare una regolamentazione precisa. Partendo dai requisiti fisici, microbiologici, di naturalezza, fermentazione e produzione. Dovranno, inoltre, rispettare l’assenza di qualsiasi sofisticazione e la materia prima deve essere pura. Se a seguito dei test viene rivelata​ la presenza di ​Saccharomyces​ ​spp​ e ​Aspergillus spp​ vengono considerati prodotti di scarsa qualità. Solitamente quest’ultime specie batteriche vengono usate per la fermentazione.

Viene fatta particolare attenzione per la Citrinina, una sostanza potenzialmente genotossica e cancerogena. Per tale motivo il regolamento pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 Gennaio ha imposto il limite di 100 microgrammi di Citrinina per un chilo di Monacolina K.

Conclusioni

Solo il vostro medico di base e il vostro farmacista di fiducia conoscono la vostra storia clinica. Dunque se il vostro colesterolo risulta alto non acquistate in autonomia un integratore a base di Monacolina K, ma vi consiglio di recarvi dal medico. Il quale può indicarvi la migliore formulazione e l’eventuale inizio di un trattamento.

I medici e i farmacisti, oltre alle competenze scientifiche, hanno un’ottima conoscenza di tutti i prodotti che sono presenti sul mercato.

02/14/2020

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Dott.ssa Laura Ciarletta

Laureata in Farmacia. Nutre una profonda passione per la fitoterapia e la medicina alternativa come supporto alla medicina tradizionale.

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