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Contraccetivi orali e rischio tromboembolico

Che cosa sono i Contraccettivi Orali?

I contraccettivi orali o pillola anticoncezionale sono farmaci a base ormonale utilizzati dalle donne per prevenire il concepimento. Risultano essere un metodo reversibile, ovvero alla loro sopspensione riprende la naturale capacità di concepimento.

Tipi di Contraccettivi Orali

Pillola combinata: contiene un’associazione di estrogeno e progestinico a diversa composizione e dosaggi. Nella maggior parte dei casi l’etinilestradiolo rappresenta la componente estrogenica, mentre il noretisterone o il levonorgestrel rappresentano la componente progestinica. Nei contraccetivi estroprogestinici di terza generazione, la componente progestinica varia e può comprendere desogestrel, gestodene, nevogestrel ecc.

Questa associazione (estrogeno e progestinico) nasce negli anni ’60 negli Stati Uniti ed ha avuto una notevole evoluzione, mirata soprattutto a migliorarne il profilo di tollerabilità clinica, e dunque l’accettabilità da parte delle donne. Rispetto alle pillole iniziali, la ricerca è riuscita a ottenere una drastica riduzione della dose totale degli ormoni somministrati in un ciclo di trattamento, mantenendo un elevato livello di efficacia contraccettiva e migliorando il profilo di sicurezza e affidabilità del metodo. 

Come agisce la pillola combinata? 

La componente estrogenica inibisce la secrezione di FSH (ormone follicolo-stimolante), sopprimendo così lo sviluppo del follicolo ovarico;

La componente progestinica inibisce la secrezione di LH(ormone luteinizzante), prevenendo così il rilascio della cellula uovo matura nelle tube di Falloppio.

Oltre all’azione sulle gonadotropine, il concepimento viene evitato perchè addensa il muco della cervice uterina rendendolo meno idoneo al passaggio degli spermatozoi che vogliono raggiungere la cellula uovo. Inoltre la pillola combinata altera l’endometrio uterino, in modo tale da sfavorire l’impianto dell’ovulo a livello dell’utero ed interferisce con le contrazioni muscolari coordinate della cervice, dell’utero e delle tube di Falloppio.

Tipi di pillola combinata e modo d’uso

1. monofasica: la pillola viene assunta per 21 giorni ed essa contiene la stessa quantità di estrogeni e progesterone (mai inferiori ai 15-20 microgrammi e mai superiori ai 50 microgrammi).

Nei 7 giorni di pausa non assume nulla.

2. bifasica: nei primi 7 giorni circa,la pillola ha un più alto contenuto di estrogeni; nei successivi 14 giorni circa ha un più alto contenuto di progesterone; infine, durante i 7 giorni di pausa si assume un prodotto placebo privo di ormoni.

3. trifasica: si assumono 3 preparati farmacologi differenti e un preparato placebo. Le dosi ormonali di ciascuno dei 3 preparati farmacologici variano: la componente progestinica va aumentando di preparato in preparato; mentre quella estrogenica è bassa nel primo preparato; a dose crescente nel secondo ed infine, pari a quella del primo preparato nell’ultimo.

Come per la bifasica, le pillole placebo sono prive di ormoni e ogni preparato farmacologico presenta una propria colorazione distintiva, che serve ad aiutare l’utente a non sbagliare assunzione.

Si ricorda che se assunta correttamente, la pillola anticoncezionale combinata ha un’efficacia pari al 99%.

minipillola: contiene solamente la componente progestinica ( desogestrel il più utilizzato).

La sua azione si esplica poichè addensa il muco della cervice uterina la quale diviene così inospitale per lo sperma, altera l’endometrio uterino e interferisce con la motilità delle tube di Falloppio, in modo da prevenire l’impianto nell’utero dell’ovulo, inibisce il processo di ovulazione in base alla quantità di progesterone sintetico presente nel prodotto (maggiore è la dose di progestinico, maggiore sarà l’inibizione).

Esistono due sottotipi: 

minipillola da 3 ore: la sua assunzione deve avvenire prima che siano trascorse 3 ore dall’orario d’uso giornaliero per poter mantenere l’efficacia.

minipillola da 12 ore: la sua assunzione deve aver luogo prima che siano trascorse 12 ore dall’orario d’uso giornaliero.

Anche la minipillola se assunta regolarmente e correttamente ha un’efficacia pari al 99%.

CO e rischio tromboembolico

Con la discussione sul rischio del vaccino Astrazeneca di provocare eventi trombotici, si è tornati a parlare di rischio tromboembolico legato all’uso della pillola anticoncezionale. 

A questo riguardo si è espressa la professoressa Graziottin, direttrice del Centro di Ginecologia e Sessuologia medica San Raffaele Resnati, che sottolinea come secondo dati recenti, il rischio di trombosi tra le donne che non usano la contraccezione ormonale è stimato al 2,1 per 10.000 donne/anno. Nei soggetti che utilizzano una comune pillola contraccettiva orale è stato registrato un tasso che va da 6,2 a 7,2 per 10.000 donne/anno; il rischio è minore con i contraccettivi che contengono solo progestinici. Alla luca di questi dati possiamo affermare che un lieve aumento di rischio c’è, ma esso resta basso in termini assoluti. Ad ogni modo è fondamentale l’anamnesi dello specialista per una corretta valutazione.

Con la realizzazione di pillole combinate a più basso contenuto di etinilestradiolo, questo rischio si è ridimensionato notevolmente ed è rimasto importante solo per quei soggetti che presentano anche altri fattori favorenti quali: il fumo, la familiarità alle malattie che aumentano la viscosità del sangue (es: deficit di antitrombina III, deficit di proteina C, deficit di proteina S, resistenza alla proteina C attivata, sindrome da anticorpi antifosfolipidi ecc.), l’obesità, l’ipertensione, una storia passata di ictus o fenomeni tromboembolici, l’uso continuativo della pillola anticoncezionale combinata in età superiore ai 35 anni.

A cura della Dott.ssa Elena Tarabella

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Dott.ssa Elena Tarabella

Farmacista di professione, ma con una profonda passione per la divulgazione scientifica.

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