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Q&A: Cosmesi oncologica

L’abbiamo letto e riletto su web e riviste di ogni genere, sentito e risentito in numerose campagne pubblicitarie, ma non mi stanco di ripeterlo: Ottobre è rosa. Dopo aver preso in esame le alterazioni della cute dovute alle terapie e provato a familiarizzare con la cosmesi oncologica, nel tentativo di sciogliere qualche dubbio legato alla scelta del prodotto cosmetico più consono alle esigenze del paziente in cura, vi propongo un “Botta e risposta”.

Il paziente in terapia può continuare ad utilizzare quei prodotti cosmetici che impiagava in precedenza?

Dipende. La pelle è un organo estremamente dinamico: ci protegge, infatti, dalle continue aggressioni dell’ambiente esterno (freddo, smog, sole, umidità) e le sue cellule si rinnovano continuamente.

Che cosa succede, dunque, al cosmetico?

Cambia di conseguenza: la scelta di un determinato prodotto deve, infatti, tener conto delle esigenze della cute in quel preciso momento della vita. Per fare un esempio banale? Non ha alcun senso che un adolescente utilizzi una crema formulata per un soggetto sulla trentina; e nemmeno che quest’ultimo acquisti un prodotto pensato per un individuo sulla cinquantina; o che, chi ha la pelle grassa, usi una crema viso eccessivamente nutriente.

Questo vale anche per il paziente oncologico: dal momento che la barriera cutanea può manifestare importanti cambiamenti durante le terapie, non è detto che la beauty routine abituale del soggetto risulti ancora quella più appropriata per soddisfare al meglio le sue esigenze attuali.

Quali caratteristiche vanno ricercate in un cosmetico destinato al paziente oncologico?

La pelle dei pazienti in terapia risulta particolarmente sensibile; pertanto, il cosmetico in questione deve:

  • Essere testato dermatologicamente su pelli sensibili, preferibilmente in cura con trattamenti oncologici;
  • Essere testato per i metalli pesanti, soprattutto nel caso di prodotti per il make-up. Come lo riconosco un cosmetico testato per i metalli pesanti? Sul mercato si trovano alcuni prodotti che vantano, ad esempio, il claim “Nichel free”. Riportare questa dicitura in etichetta è errato e, soprattutto, rischia di essere fuorviante per il consumatore: non indica, infatti, come si potrebbe pensare, che il cosmetico sia stato testato per i metalli pesanti; i test potrebbero essere stati eseguiti, ma non ne abbiamo la certezza. I metalli pesanti, inoltre, sono sostanze ubiquitarie ed è pertanto impossibile affermare che siano totalmente assenti in un prodotto cosmetico: potrebbero, infatti, essere presenti in tracce. Il Regolamento 1223/2009 tollera la presenza nel prodotto finito di piccole quantità di metalli pesanti quando si tratta di residui di processi di produzione o conservazione del cosmetico o quando questi sono presenti come impurezze di altri ingredienti impiegati nella formula (es. coloranti). Il claim che indica, quindi, che quel cosmetico sia stato testato per il nichel al fine di verificarne la presenza di tracce tecnicamente inevitabili è “Nichel tested”: è proprio questa la dicitura corretta da ricercare in etichetta per avere la certezza che il prodotto sia stato testato per un determinato metallo pesante;
  • Avere una formula semplice con una lista limitata di ingredienti, tutti con un ottimo profilo tossicologico; è opportuno precisare che qualsiasi prodotto cosmetico immesso sul mercato contiene ingredienti ammessi dal Regolamento 1223/2009 e sicuri dal punto di vista tossicologico;
  • Contenere pochi estratti vegetali particolari;
  • Prediligere profumi delicati senza allergeni.

Come deve essere, quindi, il cosmetico destinato al paziente oncologico?

Deve essere un prodotto dermatologico formulato per le pelli sensibili con una composizione chiara e non fraintendibile dall’etichetta.

Ci sono dei prodotti che andrebbero evitati?

Sarebbe opportuno non utilizzare:

  • Bagnoschiuma colorati e profumati;
  • Tutti quei detergenti troppo sgrassanti, che tenderebbero a tirare e a seccare eccessivamente la pelle (ad esempio, quelli contenenti Sodium Lauryl Sulfate);
  • Shampoo non dermatologici (in parole semplici? Gli shampoo commerciali!);
  • Prodotti di marchi sconosciuti;
  • Prodotti per il make-up molto economici non testati su pelli sensibili;
  • Prodotti naturali ricchi di estratti vegetali e oli essenziali;
  • Tonici, dopobarba e deodoranti contenenti alcool.
Cosa è preferibile prediligere per la detersione di viso e corpo?

Innanzitutto, è buona norma lavare il viso con acqua tiepida: l’acqua, infatti, soprattutto se molto calda, non solo rischia di aumentare l’arrossamento e l’infiammazione, ma tende anche a disidratare la pelle. È per tali motivi che perfino i bagni frequenti e prolungati sono sconsigliati. Per detergere il viso è preferibile optare per un prodotto dalla texture leggera, da applicare direttamente con le mani e da risciacquare con acqua tiepida.  Qualche esempio?

Un detergente oleoso è sicuramente un prodotto ottimo in questi casi, proprio per l’azione protettiva che è in grado di svolgere sul film idrolipidico naturale della barriera cutanea. In alternativa, si può ricorrere ad un gel detergente delicato a risciacquo. In ogni caso, a prescindere dal prodotto impiegato, è fondamentale evitare gli stress meccanici: la pelle va detersa senza sfregare e asciugata tamponandola delicatamente con tessuti in fibra naturale quali cotone o lino. Vien da sé che cosmetici quali le acque micellari non siano particolarmente indicati: per utilizzarli occorre, infatti, sfregare la pelle con una salvietta o con un batuffolo di cotone; inoltre, andrebbero comunque sempre risciacquati in modo da non lasciare residui sulla cute.

Alla luce di quanto detto, quali sono le parole d’ordine per una detersione ottimale? Delicatezza e non sfregare.

Per la detersione del cuoio capelluto?

Dal momento che la chemioterapia è spesso responsabile della perdita parziale o totale dei capelli (alopecia) nel paziente, è fondamentale ricorrere a detergenti delicati ed idratare la cute sempre con emulsioni fluide e leggere.

E per combattere prurito, irritazioni e secchezza cutanea (xerosi)?

Anche in questo caso, le parole d’ordine sono due: lenire e idratare. Prodotti emollienti ed idratanti dermatologicamente testati, infatti, possono aiutare la cute a recuperare la funzione barriera, proteggendola e riducendo i danni dei trattamenti oncologici.

La domanda delle domande: è possibile stare al sole?

È sempre necessario considerare che si sta esaminando la barriera cutanea di un paziente oncologico. E com’è? Repetita iuvant: si tratta di una pelle molto più sensibile. Di conseguenza, sarà anche una cute più soggetta ad eritemi. In caso di esposizione alla luce solare, è quindi fondamentale utilizzare sempre una protezione con SPF 50+, dermatologica, mai una con SPF inferiore a 30. Inoltre, se il paziente ha subito un intervento chirurgico e presenta una cicatrice, quest’ultima va sempre protetta accuratamente dal sole in quanto potrebbe pigmentarsi e rimanere più scura.

E poi? Poi valgono sempre le solite regole:

  • Il prodotto solare va applicato ogni 2 ore, non dimenticando collo e labbra;
  • L’ esposizione al sole nelle ore più calde della giornata è da evitare;
  • È importante prestare attenzione alle superfici riflettenti;
  • È buona abitudine idratare spesso la pelle ed utilizzare un buon doposole lenitivo e restitutivo;
  • Può essere utile proteggersi indossando un abbigliamento adatto: via libera ai cappelli a falda larga e agli occhiali da sole!
Per concludere: come si fa a scegliere il prodotto cosmetico giusto?

Nonostante i cosmetici disponibili sul mercato siano prodotti sicuri, il paziente oncologico deve adottare qualche piccola ulteriore accortezza nella scelta di quelli più idonei alle proprie esigenze. Orientarsi fra le numerose referenze è difficile. La soluzione?

Farsi guidare da un professionista.

FONTI

Beauty Book: consigli pratici di cosmesi e make-up per le persone in terapia, G. Penazzi, A. Noviello, 2020 Edra S.p.A.

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Dott.ssa Elena Pascucci

Laureata in chimica e tecnologie farmaceutiche. Master di II livello in Scienza e tecnologia cosmetiche. Si occupa della stesura di articoli di dermocosmesi.

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