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Disfunzione erettile: si supera con l’aiuto del medico

Un problema che ne cela molti altri e che crea molto imbarazzo in chi ne è affetto è sicuramente la disfunzione erettile, anche più comunemente chiamata “impotenza”.

Non è una vera e propria patologia ma solo un sintomo che si presenta negli uomini con l’avanzare dell’età seppur affligga indistintamente sia uomini in età giovanile che uomini in età matura; infatti, colpisce almeno una volta nella vita circa due quinti del sesso maschile.

Questo problema può essere accompagnato delle volte anche da un’altra manifestazione sintomatologica che è l’eiaculazione precoce.

Andiamo ad affrontare nello specifico come si presenta, cosa nasconde e come può essere affrontato.

Cosa si intende per disfunzione erettile?

La disfunzione erettile (in antologia medica) è definita dall’Istituto Superiore della Sanità come “incapacità del pene a sviluppare, o mantenere, un’erezione adeguata per i rapporti sessuali”.

Fisiologicamente, durante l’atto sessuale (o in fasi di eccitamento sessuale), i corpi cavernosi del pene tendono a riempirsi di sangue andando a creare un rigonfiamento ed un inturgidimento dell’organo. In caso di disfunzione erettile, invece, perdono il corretto afflusso di sangue o, addirittura, vanno incontro ad un più rapido svuotamento, andando a ridurre drasticamente i tempi del rapporto sessuale.

Tuttavia, è bene precisare che l’erezione è un evento fisiologico della natura maschile di origine sia neuro-vascolare responsabile di questa vasodilatazione arteriosa, ma anche di origine psicologica acuito dal desiderio sessuale.

Quali sono le manifestazioni della disfunzione erettile?

Solitamente le principali manifestazioni della disfunzione erettile, come detto poco fa, sono la mancata tenuta in erezione del pene durante l’atto sessuale e, con l’andare avanti del tempo, si può arrivare addirittura ad una completa assenza dell’erezione. Può esserci anche una manifestazione precoce che precede la vera e propria disfunzione erettile, ossia, l’eiaculazione precoce.

Attenzione particolare va anche posta alle erezioni spontanee, soprattutto quelle mattutine, che avvengono per consentire al pene una corretta ri-ossigenazione dell’organo. Qualora queste venissero a mancare, questo potrebbe essere un sintomo da non sottovalutare per una precoce diagnosi.

Quali sono le cause che possono causare questa manifestazione?

Le cause che scaturiscono la disfunzione erettile sono svariate: si passa da un fattore cardiovascolare, ad uno metabolico ed infine ad uno psicologico.

Per quanto riguarda il fattore cardiovascolare, questo può essere uno strascico di eventi più gravi come un infarto o un’ischemia; inoltre, può essere causata dall’aterosclerosi, poiché sono proprio le patologie che vanno ad alterare il corretto flusso sanguigno a impedire il corretto afflusso di sangue al pene per favorire l’erezione. Bisogna quindi tenere sotto controllo la pressione, i casi di ipertensione.

I fattori metabolici, invece, sono legati a fattori ormonali: primo fra tutti c’è il diabete che causa deterioramento del sistema neurologico e cardio-vascolare (tipiche complicanze del diabete), ma in questo caso specifico, nel genere maschile, si complica e coinvolge anche la sfera sessuale. Tra i problemi metabolici esiste anche un altro problema che è la carenza di testosterone all’interno dell’organismo dell’uomo, causato o dall’avanzare dell’età o da malattie croniche.

Infine, per ultimo, parliamo del fattore psicologico, per nulla da sottovalutare. In un mondo sempre più frenetico che pone l’uomo sotto un forte stress, quest’ultimo può condurlo ad un disagio interiore che può riflettersi anche sulla sfera sessuale dell’individuo, causando disagio nella vita di coppia e acuendo cosi la sofferenza psicologica. L’uomo può entrare in un circolo vizioso dove la problematica va peggiorando.

Come può avvenire la diagnosi?

Abbiamo appena visto quali problematiche possano celarsi dietro ad un unico sintomo che è la disfunzione erettile.

Passiamo ora alla possibile diagnosi. In primis, il paziente affetto da disfunzione erettile dovrà recarsi dal proprio medico di famiglia ed essere reindirizzato ad analisi specifiche per approfondire la causa alla base di questa sintomatologia.

Tramite delle semplicissime analisi ematiche si può andare ad indagare su fattori prostatici, su fattori glicemici e su fattori ormonali. Questi verranno poi analizzati dallo specialista andrologo, con riferimento alla cartella clinica del paziente in foto istantanea ed alla sua storia clinica.

Inoltre, lo specialista potrà procedere con la visita più accurata ed approfondita anche dell’apparato genitale del paziente, per appurare la salute generale di pene, prostata, testicoli ed annessi.

Quali sono i possibili rimedi?

Tra i possibili rimedi sono annoverate sicuramente le terapie farmacologiche, non sempre risolutive al 100% e non sempre, se efficaci, si risolvono in tempi brevi.

Di solito, i farmaci somministrati sono i classici farmaci sintomatici, inibitori della PDE5 (Fosfodiesterasi quinta), ossia tutta la categoria di farmaci il cui capostipite è il Sildenafil, più conosciuto come Viagra®. Questi farmaci hanno il compito di inibire la fosfodiesterasi 5 situata nei corpi cavernosi dell’organo genitale maschile, scaturendo un aumento di rilascio di NO (ossido di azoto) che causa rilassamento della muscolatura liscia, con conseguente aumento afflusso sanguigno che porta quindi il membro in erezione, mantenendolo per un tempo più o meno lungo.

Questi farmaci sono prescritti a tutti gli uomini con queste problematiche, soprattutto quando queste sono dovute a patologie maggiori; quando, invece, i soggetti sono di età più giovanile e non affetti da patologie maggiori, vengono reindirizzati anche a seguire un percorso psicologico, per provare ad avere un maggiore sostegno.

Qualora il farmaco di prima elezione fosse controindicato per il paziente in questione (perché magari cardiopatico), a questo saranno prescritti farmaci di seconda elezione come farmaci iniettati direttamente per via intrauretrale o intracavernosa.

Qualora anche i farmaci non fossero più totalmente efficaci in soggetti cardiopatici (e con problemi cardio vascolari), l’andrologo potrebbe proporre un trattamento coadiuvante a quello farmacologico, con le onde d’urto.

In extrema ratio, per coloro i quali non fossero più sufficienti nessuno dei precedenti metodi risolutivi, si potrà ricorrere all’impianto di una protesi.

FONTI:

https://www.humanitas-care.it/malattie/disfunzione-erettile/

https://www.giornaledicardiologia.it/r.phpv=578&a=6843&l=9487&f=allegati/00578_2009_11/fulltext/2009-11-12_04%20725-737.pdf

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Dott.ssa Dalila Solimeni

Farmacista di professione, ma con una profonda passione per la divulgazione scientifica.

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