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Lo sviluppo e scoperta di un nuovo Farmaco: cosa sono i FARMACI SPERIMENTALI?

La scoperta e lo sviluppo di un nuovo farmaco è un percorso lungo, molto complesso e costoso, ma anche estremamente affascinante.

È un percorso che nasce da un ben preciso bisogno: il bisogno di salute irrisolto o non completamente soddisfatto. Punto di partenza e punto d’arrivo di questo viaggio è l’esigenza di avere nuove opzioni terapeutiche in grado di migliorare il trattamento delle malattie.

Un farmaco sperimentale è un farmaco che non è ancora in commercio e che necessita di un processo di sperimentazione, regolato a livello internazionale, che può durare dai 10 ai 15 anni.

Il percorso del farmaco è scandito da varie fasi e il passaggio alla fase successiva è consentito solo dal superamento di determinati standard della precedente.  

Vengono condotti studi prima in laboratorio e sugli animali (sperimentazione preclinica) e successivamente sull’uomo (sperimentazione clinica).

Nella sperimentazione preclinica l’obiettivo è quello di determinare se il composto selezionato è ragionevolmente sicuro per l’uso iniziale nell’uomo e se presenta un’attività farmacologica tale da giustificarne il successivo sviluppo. 

Attraverso studi di Farmacologia animale e di Tossicologia si generano le informazioni necessarie ad ottenere l’autorizzazione alla somministrazione nell’uomo da parte delle Autorità Regolatorie, definendo la dose raccomandata per iniziare la ricerca clinica senza esporre gli esseri umani a rischi irragionevoli e la via di somministrazione.

La sperimentazione sugli animali in Italia e in Europa è soggetta a leggi che tutelano il diritto degli animali a non essere sottoposti a sofferenze, e ormai da molti anni sono stati standardizzati a livello internazionale non solo la tipologia, ma anche il metodo con cui vengono condotti tali esperimenti. 

La sperimentazione clinica, invece, è l’insieme delle ricerche condotte nell’uomo. 

L’obiettivo è la definizione del profilo di efficacia e tollerabilità di un nuovo farmaco, come richiesto dagli enti regolatori per rilasciare l’autorizzazione all’immissione in commercio (AIC).

È la fase in assoluto dell’intero ciclo di sviluppo di un nuovo farmaco che assorbe il maggior investimento in termini temporali ed economici.

La qualità della ricerca clinica è prima di tutto una qualità correlata agli aspetti scientifici che guidano la stesura di un protocollo di studio ovvero è necessario partire dalle giuste premesse, derivate dall’approfondita conoscenza della patologia e del farmaco in studio, e porre un quesito di ricerca rilevante ma anche concretamente perseguibile.

A questo punto, la sperimentazione di un farmaco, attraversa quattro fasi distinte.

Gli studi di fase I valutano la sicurezza e tollerabilità del farmaco in pochi volontari sani, che ricevono il farmaco in dosi diverse; si scelgono i volontari sani perché non sarebbe eticamente accettabile arruolare pazienti affetti da patologie in sperimentazioni senza finalità terapeutiche. L’altro importante obiettivo è definirne il profilo farmacocinetico, per questo viene anche definita la fase della farmacologia clinica. 

Negli studi di fase I l’attenzione è concentrata sugli effetti che le funzioni organiche hanno sul farmaco attraverso i seguenti processi: 

Assorbimento: meccanismo di trasporto attraverso le membrane cellulari dal sito di somministrazione sino al circolo. 

Distribuzione: è la fase in cui un farmaco lascia reversibilmente il torrente circolatorio distribuendosi tra i vari compartimenti corporei. 

Metabolizzazione: processo di biotrasformazione che facilita l’eliminazione di una sostanza estranea. Sebbene tutti i tessuti siano dotati di una certa capacità di eliminare il farmaco, il fegato è la sede principale del metabolismo. 

Eliminazione: riguarda il farmaco e i suoi metaboliti. Avviene attraverso l’urina, la secrezione biliare o le feci. 

Registrati tutti gli effetti indesiderati, se il profilo beneficio/rischio è accettabile si procede con la fase successiva della sperimentazione.

Negli studi di fase II si inizia a valutare oltre la sicurezza e la tollerabilità, l’efficacia del farmaco, cioè la sua capacità di cura, in pochi volontari con la patologia per cui il farmaco è indicato. I partecipanti vengono divisi in gruppi a cui vengono somministrate dosi diverse del farmaco, per definire la dose migliore da sperimentare nelle fasi successive, il farmaco sarà paragonato a una sostanza inattiva (placebo).

Quando il profilo di sicurezza del farmaco è stato delineato e risulta accettabile, si procede con studi di fase III in cui sono coinvolti centinaia o migliaia di pazienti, è la fase terapeutico-confirmatoria il cui obiettivo è quello di confermare i risultati osservati negli studi di fase II sull’efficacia e sicurezza del nuovo farmaco in un campione di pazienti quanto più possibile rappresentativo della popolazione per la quale il farmaco otterrà l’indicazione, quindi valutarne il rapporto rischio/ beneficio, sia a breve che a lungo termine, in confronto con il trattamento standard per la specifica patologia. I partecipanti vengono assegnati casualmente o al gruppo di trattamento con il farmaco sperimentale o al gruppo di controllo con il placebo.

Alla fine del suo lungo percorso, se il farmaco ha dimostrato di essere efficace, viene sottoposto all’autorità competente, che in Italia è l’AIFA, per la registrazione e l’autorizzazione alla commercializzazione.

Gli studi di fase IV comprendono gli studi clinici effettuati dopo la registrazione. 

Prerogativa di queste indagini è l’impiego del farmaco nella formulazione, via di somministrazione, indicazione dosaggio e schema posologico approvati dall’autorità regolatoria. 

Gli studi di fase IV si dividono sostanzialmente in due grandi gruppi: studi osservazionali o interventistici. Gli studi osservazionali sono quelli in cui sia l’assegnazione del trattamento sia la modalità di gestione del paziente sono quelle della normale pratica clinica. Negli studi interventistici l’assegnazione al trattamento e/o specifici interventi sono invece guidati da quanto previsto dal protocollo di studio. 

Inoltre la fase IV delle sperimentazioni cliniche viene chiamata anche fase di sorveglianza post-marketing o farmacovigilanza in cui qualsiasi reazione avversa, effetto collaterale sia pur minimo e non notato nelle fasi precedenti, viene segnalato alle autorità che ne considerano l’importanza ed eventualmente cambiano le indicazioni o aggiornano il foglietto illustrativo del farmaco, o, in casi veramente estremi, dispongono il ritiro del farmaco dal commercio.

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Dott.ssa Valeria Colucci

Farmacista di professione, nutre una profonda passione per la divulgazione scientifica.

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