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Punto 5: non prendere farmaci antivirali né antibiotici, salvo prescrizione medica

L’OMS ha precisato che, allo stato attuale, non esistono terapie specifiche per la prevenzione né per la cura da infezione del nuovo coronavirus SARS-CoV-2.

L’approccio terapeutico, al momento, si limita ad un intervento di supporto per gestire i sintomi della malattia (controllo della febbre, reidratazione, supporto della funzionalità respiratoria), nel tentativo di favorire la guarigione. 

Ecco quindi, come raccomandato dal Ministero della Salute, le risposte agli interrogativi sull’uso di farmaci in questo periodo:

  • i farmaci antivirali sono efficaci contro il SARS-CoV-2?

No! Sono state tentate associazioni di farmaci antiretrovirali, come quelli usati per l’HIV (lopinavir e ritonavir), su pazienti ricoverati. Tuttavia ci sono molte differenze tra i due virus e le rispettive modalità di infezione, per cui nessuna evidenza scientifica ne prova, ad oggi, l’efficacia contro il coronavirus.

  • gli antibiotici sono efficaci contro il SARS-CoV-2?

No! Gli antibiotici funzionano contro i batteri, non contro i virus. E, per i non addetti ai lavori, si potrebbe ipersemplificare dicendo che tra un batterio e un virus c’è tanta differenza quanto tra un uomo e un gamberetto! A meno che non subentrino co-infezioni batteriche, gli antibiotici, come per le classiche influenze stagionali, sono del tutto inutili.

E ancora..

  • il vaccino contro la polmonite protegge dal SARS-CoV-2?

No! I vaccini contro lo Pneumococco o l’Haemophilus influenzae B non forniscono protezione contro il nuovo coronavirus. Ciò non toglie che, a prescindere dallo stato emergenziale, i vaccini restano indicati per tutte quelle categorie di popolazione a rischio infezione.

  • Rimane discutibile l’impiego di antipiretici ai primi sintomi di febbre, soprattutto se autoprescritti, poiché potrebbero mascherare le prime manifestazioni di una possibile infezione, e dunque ritardarne la diagnosi differenziale.
  • Men che mai si consiglia l’uso sconsiderato di cortisonici come broncodilatatori, dato il loro noto effetto come immunosoppressori.

Un uso improprio di farmaci può essere decisamente dannoso. Oltre a sovraccaricare gli organi deputati al loro metabolismo, quali reni e fegato, farmaci inadeguati possono ulteriormente compromettere un quadro clinico già debilitato.

L’invito è dunque di abbandonare ogni fai-da-te farmacologico: lasciamo che medici, farmacisti e biologi facciano il loro lavoro, e silenziamo il nozionismo facile da tastiera.

Magari è l’occasione giusta per rendersi conto che solo gli studi scientifici, e non il sentito dire, possono realmente gestire questa difficoltà sanitaria e salvare vite.

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