fbpx

Cibo & Salute: Microbiota e alimentazione

Abbiamo tutti sentito parlare del microbioma intestinale, ma chi ha mai sentito parlare di MICOBIOTA intestinale? 

Sappiamo ormai che il microbiota intestinale è l’insieme di tutti i microrganismi che popolano l’intestino umano. Ne fanno parte batteri, virus, archeobatteri e anche funghi. Sono appunto i funghi a costituire il MICOBIOTA. 

Gli studi riguardo al microbiota intestinale umano si sono concentrati, maggiormente e comprensibilmente, sulla componente più abbondante, ovvero i batteri. I funghi, infatti, rappresentano meno dello 0,1% dell’intero microbiota. Nonostante ciò, hanno un ruolo di rilievo e sono un ambito di studio da conoscere e approfondire. Attualmente gli studi scientifici si stanno concentrando soprattutto sulla determinazione di quali funghi sono presenti in condizione di salute ottimale e quali, invece, sono presenti in condizioni patologiche. Restano da esplorare ancora le numerose, e ad oggi in larga parte sconosciute, interazioni tra il micobiota e il suo ospite.

QUALI FUNGHI COMPONGONO IL NOSTRO MICOBIOTA INTESTINALE?

La composizione del nostro micobiota intestinale è ancora tutta da determinare. Sono stati svolti numerosi studi, i quali però non hanno dato risultati concordanti. La varietà rilevata, infatti, è molto abbondante e i generi trovati diversi tra loro.

Parte dei funghi sono patobionti, non causano ovvero alcun danno quando l’organismo ospite è in buone condizioni di salute. Quando, invece, lo stato di salute viene meno, possono esplicare il loro potenziale patogenetico. Un esempio su tutti è la ben nota Candida albicans. La Candida è sempre presente nel nostro microbiota, senza provocare, in condizioni normali, effetti negativi. Il problema sorge quando si ha una proliferazione eccessiva di questo fungo, e si viene a generare una condizione nota come candidosi. 

Le cure antibiotiche, soprattutto l’assunzione di antibiotici ad ampio spettro, provocano grandi danni al microbiota, andandone a modificare la composizione, generando una condizione nota come disbiosi. Il disequilibrio, caratteristico della disbiosi, porta alla proliferazione della componente del microbiota che può provocare dei danni all’ospite. Un dato quanto mai sconcertante: alle volte, per rigenerare le ottimali condizioni di salute del microbiota, possono volerci addirittura 40 anni. E tornando di nuovo all’esempio di prima, ovvero la Candida, sono proprio le cure antibiotiche e la conseguente disbiosi a poter portare all’insorgere della candidosi. 

PERCHÉ È IMPORTANTE DETERMINARE LA COMPOSIZIONE DEL MICOBIOTA?

Negli ultimi anni gli studi scientifici si stanno concentrando sempre di più sulla determinazione della composizione micobiota presente nei vari distretti corporei. L’importanza di questi studi è data anche dal fatto che sono sempre più comuni alcune tipologie di patologie e a queste sono legate determinate infezioni date da funghi. Le infezioni determinate dai funghi sono comuni, infatti, in persone immunodepresse (per esempio coloro che stanno affrontando la chemioterapia). Sembra, inoltre, che patologie precedentemente non associate in alcun modo ai funghi, come epatite di tipo B, fibrosi cistica, sindrome dell’intestino irritabile, siano invece collegate a specifici tipi di micobiota.     

DA COSA VIENE INFLUENZATA LA COMPOSIZIONE DEL MICOBIOTA?

La composizione del micobiota è influenzata da numerosi fattori. Sono implicati fattori genetici, ovvero il genotipo dell’ospite. Contano anche sesso, età, quale distretto corporeo viene preso in considerazione (cute, bocca, polmoni, intestino, …) ed eventuali patologie da cui è interessato l’ospite. 

Entrano in gioco, ovviamente, anche fattori legati allo stile di vita dell’ospite, come la dieta, il livello di igiene, la tipologia di professione svolta (quindi gli ambienti che abitualmente l’ospite frequenta e il suo ritmo di vita).

Il micobiota è influenzato anche dagli altri componenti del microbiota, in primo luogo dai batteri. Per esempio, la presenza dei Bacteroides sembra essere inversamente correlata alla presenza della Candida.

In ultimo, ma ovviamente non meno importanti, ci sono una serie di fattori legati al sistema immunitario: eventuale presenza di infiammazione, eventuali traumi, compromissione del sistema immunitario in seguito, per esempio, all’assunzione di corticosteroidi.

L’INFLUENZA DELL’ALIMENTAZIONE SUL MICOBIOTA

Ci sono diverse evidenze scientifiche che indicano che gli alimenti che introduciamo possono andare ad influenzare la composizione del micobiota. 

L’influenza è sia diretta, ovvero i funghi che vengono assunti con alcuni alimenti possono sopravvivere al passaggio gastrico e raggiungere l’intestino, andando a colonizzarlo, che indiretta, ovvero una dieta ricca di determinati alimenti può favorire la proliferazione di determinati funghi, piuttosto che di altri. Un esempio di influenza indiretta può essere rappresentato da una dieta ricca in carboidrati e meno abbondante in proteine, la quale sembra poter favorire la proliferazione di Candida albicans. 

5 1 vote
Article Rating
Dott.ssa Laura Kerer

Biologa nutrizionista. Si occuperà di divulgare consigli alimentari e nutrizionali per un corretto e sano stile di vita. Info: Potete contattare personalmente la dott.ssa Laura Kerer all'indirizzo di posta elettronica kererlaura@gmail.com o iltuofarmacista.web@gmail.com Potete visitare la pagina Facebook Dott.ssa Laura Kerer - Biologa Nutrizionista

Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments